Abitur NRW Italienisch 2021 · GK · Haupttermin · neu einsetzend

Abiturprüfung Italienisch in Nordrhein-Westfalen 2021, GK · Haupttermin · neu einsetzend: 12 Aufgaben mit Lösungen. Mit automatischer Korrektur.

Themen der Prüfung: Textverständnis: Inhalte wiedergeben (Riassumete) · Analyse literarischer Texte (Figuren, Erzählweise, Sprache) · Analyse nicht-literarischer Texte (Argumentation und Darstellung) · Stellungnahme und Kommentar (Commentate) · Adressatenbezogenes Schreiben: Leserbrief, Blog, Brief, Artikel · Sprachmittlung Deutsch → Italienisch

Aufgabe HT 1 - Compito 1 · Textverständnis: Inhalte wiedergeben (Riassumete)

Klausurteil A

Come vivere a Roma quando sei giovane e senza un soldo

Abbiamo domandato ad alcuni giovani della capitale quali suggerimenti concreti darebbero per vivere con dignità spendendo solo il minimo indispensabile.

I primi tempi in cui avevo lasciato casa dei miei genitori mi sentivo libera e potente nel mio

nuovo stato di cose, soprattutto perché ero approdata a Roma, una città enorme e piena di

stimoli. Non ci è voluto molto tempo prima che l’entusiasmo cominciasse a scemare,

lasciandomi da sola con un senso di impotenza e frustrazione che non avevo tenuto

5 minimamente in conto nei piani di vita futura che mi si prospettavano. Cosa era successo?

Avevo finito i soldi. Io, abituata a uno stile di vita piuttosto agiato da normale liceale borghese

di provincia, tutto a un tratto mi ritrovavo a fare letteralmente i conti con la realtà di una città

che mi appariva spietata.

Dopo il primo traumatico anno a Roma, tuttavia, ho imparato a sopravviverci ma anche a

10 viverci con una certa dignità. [...]

Come mi conferma G. (26 anni), non sono l’unica ad essere uscita dal tunnel della pizza nella

pausa pranzo, a merenda, a cena: “Praticamente ero finito a mangiare pizza in qualsiasi

momento della giornata; oltre a essere ingrassato di circa 10 kg in un anno mi sono accorto che

spendevo un centinaio di euro a settimana solo in cibo.” La pizza è una tentazione fortissima

15 perché ti dà l’illusione di spendere poco e mangiare tanto: non è vero, spendi molto più di

quello che sembra e, a meno che tu non abbia il metabolismo di un atleta professionista, finisci

sovrappeso.

A Roma come ovunque, dunque, è importante conoscere bene i posti dove comprare il cibo

e tendenzialmente, anche se può sembrare un’affermazione blasfema, imparare un minimo

20 a cucinare. “Il trucco per spendere poco è diversificare la spesa: devi individuare quale

supermercato offre la cosa migliore al prezzo più basso e poi mettere tutto assieme,” mi

suggerisce F. (24 anni), alludendo a un concetto di spesa composita che sappia districarsi tra

tutte le offerte possibili del GROS. Non è particolarmente consigliabile la spesa ai mercati

rionali, invece, che per quanto nel loro aspetto possano sembrare molto più popolari e

25 abbordabili hanno prezzi da gioielleria. [...]

Un’altra sorprendente soluzione è la mensa, nel caso si fosse ancora all’università, considerato

che a meno di 5 euro ti consente di poter ottimizzare un pasto ricavandone due. Inoltre lì

nessuno ti riprenderà per aver infilato una fetta di pizza e una mela nella borsa. [...]

[S]postarsi nella capitale è davvero arduo, sia perché la città è oggettivamente enorme sia

30 perché l’Atac è oggettivamente un’azienda pessima. “Inutile che provi a viverti Roma senza

un mezzo privato: devi comprarti un motorino o passerai la vita ad una fermata del tram,” mi

spiega V., il quale ha investito tutti i suoi risparmi in uno scooter che, mi spiega, ha migliorato

molto la sua vita a Roma. [...]

“Io ho sempre vissuto in case con affitti in nero, i proprietari ti ricattano dicendoti che se vuoi

35 il contratto devi pagare di più,” mi dice F., confermando una realtà nota a moltissimi studenti

fuorisede o giovani lavoratori che vivono a Roma. “Se vuoi avere una casa decente a un prezzo

non eccessivo e non doverla condividere con altre dieci matricole conviene non tenere

nemmeno in considerazione alcune zone della città, come piazza Bologna o San Lorenzo,”

spiega G. [...].

Note:

riga

02 · approdare · landen

03 · scemare · abflauen, nachlassen

06 · agiato · wohlhabend, gut situiert

06 · la liceale borghese · Gymnasiastin aus gutbürgerlichem Elternhaus

08 · spietato · gnadenlos

16 · il metabolismo · Stoffwechsel

22 · la spesa composita · Einkaufen in mehreren Geschäften

22 · districarsi · sich herauswinden

23 · GROS · römische Supermarktkette

23/24 · il mercato rionale · Wochenmarkt

26/27 · considerato che · in Anbetracht der Tatsache, dass

29 · arduo · mühsam

30 · l'Atac · Verkehrsbetriebe der Stadt Rom

34 · l'affitto in nero · „schwarze“ Miete; Miete, die illegal an den Vermieter gezahlt und nicht versteuert wird

34 · ricattare · erpressen

35/36 · lo studente fuorisede · Student, der von außerhalb kommt

36 · decente · passabel

37 · la matricola · Studierende im ersten Semester

38 · piazza Bologna, San Lorenzo · zentrale Wohngegenden in Rom

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert

1. Riassumete i contenuti principali del testo. (comprensione) [12 Punkte]

Aufgabe HT 1 - Compito 2 · Analyse nicht-literarischer Texte (Argumentation und Darstellung)

Klausurteil A

Come vivere a Roma quando sei giovane e senza un soldo

Abbiamo domandato ad alcuni giovani della capitale quali suggerimenti concreti darebbero per vivere con dignità spendendo solo il minimo indispensabile.

I primi tempi in cui avevo lasciato casa dei miei genitori mi sentivo libera e potente nel mio

nuovo stato di cose, soprattutto perché ero approdata a Roma, una città enorme e piena di

stimoli. Non ci è voluto molto tempo prima che l’entusiasmo cominciasse a scemare,

lasciandomi da sola con un senso di impotenza e frustrazione che non avevo tenuto

5 minimamente in conto nei piani di vita futura che mi si prospettavano. Cosa era successo?

Avevo finito i soldi. Io, abituata a uno stile di vita piuttosto agiato da normale liceale borghese

di provincia, tutto a un tratto mi ritrovavo a fare letteralmente i conti con la realtà di una città

che mi appariva spietata.

Dopo il primo traumatico anno a Roma, tuttavia, ho imparato a sopravviverci ma anche a

10 viverci con una certa dignità. [...]

Come mi conferma G. (26 anni), non sono l’unica ad essere uscita dal tunnel della pizza nella

pausa pranzo, a merenda, a cena: “Praticamente ero finito a mangiare pizza in qualsiasi

momento della giornata; oltre a essere ingrassato di circa 10 kg in un anno mi sono accorto che

spendevo un centinaio di euro a settimana solo in cibo.” La pizza è una tentazione fortissima

15 perché ti dà l’illusione di spendere poco e mangiare tanto: non è vero, spendi molto più di

quello che sembra e, a meno che tu non abbia il metabolismo di un atleta professionista, finisci

sovrappeso.

A Roma come ovunque, dunque, è importante conoscere bene i posti dove comprare il cibo

e tendenzialmente, anche se può sembrare un’affermazione blasfema, imparare un minimo

20 a cucinare. “Il trucco per spendere poco è diversificare la spesa: devi individuare quale

supermercato offre la cosa migliore al prezzo più basso e poi mettere tutto assieme,” mi

suggerisce F. (24 anni), alludendo a un concetto di spesa composita che sappia districarsi tra

tutte le offerte possibili del GROS. Non è particolarmente consigliabile la spesa ai mercati

rionali, invece, che per quanto nel loro aspetto possano sembrare molto più popolari e

25 abbordabili hanno prezzi da gioielleria. [...]

Un’altra sorprendente soluzione è la mensa, nel caso si fosse ancora all’università, considerato

che a meno di 5 euro ti consente di poter ottimizzare un pasto ricavandone due. Inoltre lì

nessuno ti riprenderà per aver infilato una fetta di pizza e una mela nella borsa. [...]

[S]postarsi nella capitale è davvero arduo, sia perché la città è oggettivamente enorme sia

30 perché l’Atac è oggettivamente un’azienda pessima. “Inutile che provi a viverti Roma senza

un mezzo privato: devi comprarti un motorino o passerai la vita ad una fermata del tram,” mi

spiega V., il quale ha investito tutti i suoi risparmi in uno scooter che, mi spiega, ha migliorato

molto la sua vita a Roma. [...]

“Io ho sempre vissuto in case con affitti in nero, i proprietari ti ricattano dicendoti che se vuoi

35 il contratto devi pagare di più,” mi dice F., confermando una realtà nota a moltissimi studenti

fuorisede o giovani lavoratori che vivono a Roma. “Se vuoi avere una casa decente a un prezzo

non eccessivo e non doverla condividere con altre dieci matricole conviene non tenere

nemmeno in considerazione alcune zone della città, come piazza Bologna o San Lorenzo,”

spiega G. [...].

Note:

riga

02 · approdare · landen

03 · scemare · abflauen, nachlassen

06 · agiato · wohlhabend, gut situiert

06 · la liceale borghese · Gymnasiastin aus gutbürgerlichem Elternhaus

08 · spietato · gnadenlos

16 · il metabolismo · Stoffwechsel

22 · la spesa composita · Einkaufen in mehreren Geschäften

22 · districarsi · sich herauswinden

23 · GROS · römische Supermarktkette

23/24 · il mercato rionale · Wochenmarkt

26/27 · considerato che · in Anbetracht der Tatsache, dass

29 · arduo · mühsam

30 · l'Atac · Verkehrsbetriebe der Stadt Rom

34 · l'affitto in nero · „schwarze“ Miete; Miete, die illegal an den Vermieter gezahlt und nicht versteuert wird

34 · ricattare · erpressen

35/36 · lo studente fuorisede · Student, der von außerhalb kommt

36 · decente · passabel

37 · la matricola · Studierende im ersten Semester

38 · piazza Bologna, San Lorenzo · zentrale Wohngegenden in Rom

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert

2. Esaminate l’atteggiamento dell’autrice nei confronti della sua nuova vita da studentessa a Roma. (analisi) [15 Punkte]

Aufgabe HT 1 - Compito 3.1 · Adressatenbezogenes Schreiben: Leserbrief, Blog, Brief, Artikel

Klausurteil A

Come vivere a Roma quando sei giovane e senza un soldo

Abbiamo domandato ad alcuni giovani della capitale quali suggerimenti concreti darebbero per vivere con dignità spendendo solo il minimo indispensabile.

I primi tempi in cui avevo lasciato casa dei miei genitori mi sentivo libera e potente nel mio

nuovo stato di cose, soprattutto perché ero approdata a Roma, una città enorme e piena di

stimoli. Non ci è voluto molto tempo prima che l’entusiasmo cominciasse a scemare,

lasciandomi da sola con un senso di impotenza e frustrazione che non avevo tenuto

5 minimamente in conto nei piani di vita futura che mi si prospettavano. Cosa era successo?

Avevo finito i soldi. Io, abituata a uno stile di vita piuttosto agiato da normale liceale borghese

di provincia, tutto a un tratto mi ritrovavo a fare letteralmente i conti con la realtà di una città

che mi appariva spietata.

Dopo il primo traumatico anno a Roma, tuttavia, ho imparato a sopravviverci ma anche a

10 viverci con una certa dignità. [...]

Come mi conferma G. (26 anni), non sono l’unica ad essere uscita dal tunnel della pizza nella

pausa pranzo, a merenda, a cena: “Praticamente ero finito a mangiare pizza in qualsiasi

momento della giornata; oltre a essere ingrassato di circa 10 kg in un anno mi sono accorto che

spendevo un centinaio di euro a settimana solo in cibo.” La pizza è una tentazione fortissima

15 perché ti dà l’illusione di spendere poco e mangiare tanto: non è vero, spendi molto più di

quello che sembra e, a meno che tu non abbia il metabolismo di un atleta professionista, finisci

sovrappeso.

A Roma come ovunque, dunque, è importante conoscere bene i posti dove comprare il cibo

e tendenzialmente, anche se può sembrare un’affermazione blasfema, imparare un minimo

20 a cucinare. “Il trucco per spendere poco è diversificare la spesa: devi individuare quale

supermercato offre la cosa migliore al prezzo più basso e poi mettere tutto assieme,” mi

suggerisce F. (24 anni), alludendo a un concetto di spesa composita che sappia districarsi tra

tutte le offerte possibili del GROS. Non è particolarmente consigliabile la spesa ai mercati

rionali, invece, che per quanto nel loro aspetto possano sembrare molto più popolari e

25 abbordabili hanno prezzi da gioielleria. [...]

Un’altra sorprendente soluzione è la mensa, nel caso si fosse ancora all’università, considerato

che a meno di 5 euro ti consente di poter ottimizzare un pasto ricavandone due. Inoltre lì

nessuno ti riprenderà per aver infilato una fetta di pizza e una mela nella borsa. [...]

[S]postarsi nella capitale è davvero arduo, sia perché la città è oggettivamente enorme sia

30 perché l’Atac è oggettivamente un’azienda pessima. “Inutile che provi a viverti Roma senza

un mezzo privato: devi comprarti un motorino o passerai la vita ad una fermata del tram,” mi

spiega V., il quale ha investito tutti i suoi risparmi in uno scooter che, mi spiega, ha migliorato

molto la sua vita a Roma. [...]

“Io ho sempre vissuto in case con affitti in nero, i proprietari ti ricattano dicendoti che se vuoi

35 il contratto devi pagare di più,” mi dice F., confermando una realtà nota a moltissimi studenti

fuorisede o giovani lavoratori che vivono a Roma. “Se vuoi avere una casa decente a un prezzo

non eccessivo e non doverla condividere con altre dieci matricole conviene non tenere

nemmeno in considerazione alcune zone della città, come piazza Bologna o San Lorenzo,”

spiega G. [...].

Note:

riga

02 · approdare · landen

03 · scemare · abflauen, nachlassen

06 · agiato · wohlhabend, gut situiert

06 · la liceale borghese · Gymnasiastin aus gutbürgerlichem Elternhaus

08 · spietato · gnadenlos

16 · il metabolismo · Stoffwechsel

22 · la spesa composita · Einkaufen in mehreren Geschäften

22 · districarsi · sich herauswinden

23 · GROS · römische Supermarktkette

23/24 · il mercato rionale · Wochenmarkt

26/27 · considerato che · in Anbetracht der Tatsache, dass

29 · arduo · mühsam

30 · l'Atac · Verkehrsbetriebe der Stadt Rom

34 · l'affitto in nero · „schwarze“ Miete; Miete, die illegal an den Vermieter gezahlt und nicht versteuert wird

34 · ricattare · erpressen

35/36 · lo studente fuorisede · Student, der von außerhalb kommt

36 · decente · passabel

37 · la matricola · Studierende im ersten Semester

38 · piazza Bologna, San Lorenzo · zentrale Wohngegenden in Rom

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert

a scelta:

3.1 Sulla base del testo e delle vostre conoscenze scrivete un articolo per il blog “Studiare nella capitale?”, rivolto a giovani che cercano informazioni su Roma come possibile sede di studio; nell'articolo esprimete anche la vostra opinione personale. (produzione libera) [15 Punkte]

Aufgabe HT 1 - Compito 3.2 · Stellungnahme und Kommentar (Commentate)

Klausurteil A

Come vivere a Roma quando sei giovane e senza un soldo

Abbiamo domandato ad alcuni giovani della capitale quali suggerimenti concreti darebbero per vivere con dignità spendendo solo il minimo indispensabile.

I primi tempi in cui avevo lasciato casa dei miei genitori mi sentivo libera e potente nel mio

nuovo stato di cose, soprattutto perché ero approdata a Roma, una città enorme e piena di

stimoli. Non ci è voluto molto tempo prima che l’entusiasmo cominciasse a scemare,

lasciandomi da sola con un senso di impotenza e frustrazione che non avevo tenuto

5 minimamente in conto nei piani di vita futura che mi si prospettavano. Cosa era successo?

Avevo finito i soldi. Io, abituata a uno stile di vita piuttosto agiato da normale liceale borghese

di provincia, tutto a un tratto mi ritrovavo a fare letteralmente i conti con la realtà di una città

che mi appariva spietata.

Dopo il primo traumatico anno a Roma, tuttavia, ho imparato a sopravviverci ma anche a

10 viverci con una certa dignità. [...]

Come mi conferma G. (26 anni), non sono l’unica ad essere uscita dal tunnel della pizza nella

pausa pranzo, a merenda, a cena: “Praticamente ero finito a mangiare pizza in qualsiasi

momento della giornata; oltre a essere ingrassato di circa 10 kg in un anno mi sono accorto che

spendevo un centinaio di euro a settimana solo in cibo.” La pizza è una tentazione fortissima

15 perché ti dà l’illusione di spendere poco e mangiare tanto: non è vero, spendi molto più di

quello che sembra e, a meno che tu non abbia il metabolismo di un atleta professionista, finisci

sovrappeso.

A Roma come ovunque, dunque, è importante conoscere bene i posti dove comprare il cibo

e tendenzialmente, anche se può sembrare un’affermazione blasfema, imparare un minimo

20 a cucinare. “Il trucco per spendere poco è diversificare la spesa: devi individuare quale

supermercato offre la cosa migliore al prezzo più basso e poi mettere tutto assieme,” mi

suggerisce F. (24 anni), alludendo a un concetto di spesa composita che sappia districarsi tra

tutte le offerte possibili del GROS. Non è particolarmente consigliabile la spesa ai mercati

rionali, invece, che per quanto nel loro aspetto possano sembrare molto più popolari e

25 abbordabili hanno prezzi da gioielleria. [...]

Un’altra sorprendente soluzione è la mensa, nel caso si fosse ancora all’università, considerato

che a meno di 5 euro ti consente di poter ottimizzare un pasto ricavandone due. Inoltre lì

nessuno ti riprenderà per aver infilato una fetta di pizza e una mela nella borsa. [...]

[S]postarsi nella capitale è davvero arduo, sia perché la città è oggettivamente enorme sia

30 perché l’Atac è oggettivamente un’azienda pessima. “Inutile che provi a viverti Roma senza

un mezzo privato: devi comprarti un motorino o passerai la vita ad una fermata del tram,” mi

spiega V., il quale ha investito tutti i suoi risparmi in uno scooter che, mi spiega, ha migliorato

molto la sua vita a Roma. [...]

“Io ho sempre vissuto in case con affitti in nero, i proprietari ti ricattano dicendoti che se vuoi

35 il contratto devi pagare di più,” mi dice F., confermando una realtà nota a moltissimi studenti

fuorisede o giovani lavoratori che vivono a Roma. “Se vuoi avere una casa decente a un prezzo

non eccessivo e non doverla condividere con altre dieci matricole conviene non tenere

nemmeno in considerazione alcune zone della città, come piazza Bologna o San Lorenzo,”

spiega G. [...].

Note:

riga

02 · approdare · landen

03 · scemare · abflauen, nachlassen

06 · agiato · wohlhabend, gut situiert

06 · la liceale borghese · Gymnasiastin aus gutbürgerlichem Elternhaus

08 · spietato · gnadenlos

16 · il metabolismo · Stoffwechsel

22 · la spesa composita · Einkaufen in mehreren Geschäften

22 · districarsi · sich herauswinden

23 · GROS · römische Supermarktkette

23/24 · il mercato rionale · Wochenmarkt

26/27 · considerato che · in Anbetracht der Tatsache, dass

29 · arduo · mühsam

30 · l'Atac · Verkehrsbetriebe der Stadt Rom

34 · l'affitto in nero · „schwarze“ Miete; Miete, die illegal an den Vermieter gezahlt und nicht versteuert wird

34 · ricattare · erpressen

35/36 · lo studente fuorisede · Student, der von außerhalb kommt

36 · decente · passabel

37 · la matricola · Studierende im ersten Semester

38 · piazza Bologna, San Lorenzo · zentrale Wohngegenden in Rom

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert

oppure:

3.2 Tenendo conto del testo e delle vostre conoscenze personali, valutate fino a che punto Roma risulti una città interessante per studenti giovani. (commento) [15 Punkte]

Aufgabe HT 1 - Compito 4 · Sprachmittlung Deutsch → Italienisch

Klausurteil A

Come vivere a Roma quando sei giovane e senza un soldo

Abbiamo domandato ad alcuni giovani della capitale quali suggerimenti concreti darebbero per vivere con dignità spendendo solo il minimo indispensabile.

I primi tempi in cui avevo lasciato casa dei miei genitori mi sentivo libera e potente nel mio

nuovo stato di cose, soprattutto perché ero approdata a Roma, una città enorme e piena di

stimoli. Non ci è voluto molto tempo prima che l’entusiasmo cominciasse a scemare,

lasciandomi da sola con un senso di impotenza e frustrazione che non avevo tenuto

5 minimamente in conto nei piani di vita futura che mi si prospettavano. Cosa era successo?

Avevo finito i soldi. Io, abituata a uno stile di vita piuttosto agiato da normale liceale borghese

di provincia, tutto a un tratto mi ritrovavo a fare letteralmente i conti con la realtà di una città

che mi appariva spietata.

Dopo il primo traumatico anno a Roma, tuttavia, ho imparato a sopravviverci ma anche a

10 viverci con una certa dignità. [...]

Come mi conferma G. (26 anni), non sono l’unica ad essere uscita dal tunnel della pizza nella

pausa pranzo, a merenda, a cena: “Praticamente ero finito a mangiare pizza in qualsiasi

momento della giornata; oltre a essere ingrassato di circa 10 kg in un anno mi sono accorto che

spendevo un centinaio di euro a settimana solo in cibo.” La pizza è una tentazione fortissima

15 perché ti dà l’illusione di spendere poco e mangiare tanto: non è vero, spendi molto più di

quello che sembra e, a meno che tu non abbia il metabolismo di un atleta professionista, finisci

sovrappeso.

A Roma come ovunque, dunque, è importante conoscere bene i posti dove comprare il cibo

e tendenzialmente, anche se può sembrare un’affermazione blasfema, imparare un minimo

20 a cucinare. “Il trucco per spendere poco è diversificare la spesa: devi individuare quale

supermercato offre la cosa migliore al prezzo più basso e poi mettere tutto assieme,” mi

suggerisce F. (24 anni), alludendo a un concetto di spesa composita che sappia districarsi tra

tutte le offerte possibili del GROS. Non è particolarmente consigliabile la spesa ai mercati

rionali, invece, che per quanto nel loro aspetto possano sembrare molto più popolari e

25 abbordabili hanno prezzi da gioielleria. [...]

Un’altra sorprendente soluzione è la mensa, nel caso si fosse ancora all’università, considerato

che a meno di 5 euro ti consente di poter ottimizzare un pasto ricavandone due. Inoltre lì

nessuno ti riprenderà per aver infilato una fetta di pizza e una mela nella borsa. [...]

[S]postarsi nella capitale è davvero arduo, sia perché la città è oggettivamente enorme sia

30 perché l’Atac è oggettivamente un’azienda pessima. “Inutile che provi a viverti Roma senza

un mezzo privato: devi comprarti un motorino o passerai la vita ad una fermata del tram,” mi

spiega V., il quale ha investito tutti i suoi risparmi in uno scooter che, mi spiega, ha migliorato

molto la sua vita a Roma. [...]

“Io ho sempre vissuto in case con affitti in nero, i proprietari ti ricattano dicendoti che se vuoi

35 il contratto devi pagare di più,” mi dice F., confermando una realtà nota a moltissimi studenti

fuorisede o giovani lavoratori che vivono a Roma. “Se vuoi avere una casa decente a un prezzo

non eccessivo e non doverla condividere con altre dieci matricole conviene non tenere

nemmeno in considerazione alcune zone della città, come piazza Bologna o San Lorenzo,”

spiega G. [...].

Note:

riga

02 · approdare · landen

03 · scemare · abflauen, nachlassen

06 · agiato · wohlhabend, gut situiert

06 · la liceale borghese · Gymnasiastin aus gutbürgerlichem Elternhaus

08 · spietato · gnadenlos

16 · il metabolismo · Stoffwechsel

22 · la spesa composita · Einkaufen in mehreren Geschäften

22 · districarsi · sich herauswinden

23 · GROS · römische Supermarktkette

23/24 · il mercato rionale · Wochenmarkt

26/27 · considerato che · in Anbetracht der Tatsache, dass

29 · arduo · mühsam

30 · l'Atac · Verkehrsbetriebe der Stadt Rom

34 · l'affitto in nero · „schwarze“ Miete; Miete, die illegal an den Vermieter gezahlt und nicht versteuert wird

34 · ricattare · erpressen

35/36 · lo studente fuorisede · Student, der von außerhalb kommt

36 · decente · passabel

37 · la matricola · Studierende im ersten Semester

38 · piazza Bologna, San Lorenzo · zentrale Wohngegenden in Rom

Un'amica italiana fa parte di un'organizzazione ecologista che cerca di spingere i giovani ad adottare un modo di vivere sostenibile. Voi avete letto l'articolo su Wacken e su altri festival.

Scrivete un'e-mail alla vostra amica, in cui riferite quali provvedimenti hanno adottato gli organizzatori dei festival e in che modo ha reagito il pubblico.

Aufgabe HT 2 - Compito 1 · Textverständnis: Inhalte wiedergeben (Riassumete)

Klausurteil A

Dopo cinque anni trascorsi lontano da Kabul, in Afghanistan, il protagonista Alì giunge finalmente a Roma insieme all’amico Khaled.

Roma è grande e bellissima, c’è tanta luce e viali enormi. Sono con Khaled e siamo scesi

da poche ore alla stazione Termini. Io ho tredici anni e lui sedici. Camminiamo per le strade

del centro, sono i primi di giugno, e siamo due afghani sputati in Italia dal ventre di un tir che

provano a mescolarsi ai turisti contenti della primavera. Indossiamo gli stessi vestiti con cui

5 siamo partiti da Patrasso quarantotto ore prima […]. Mi fanno ancora male tutti i muscoli e

mi muovo in modo strano, come se la mia forza di volontà non avesse registrato il fatto che

non devo più sorreggermi alla pancia di un camion.

“Guarda, Alì, guarda,” Khaled mi indica eccitato le ragazze, ma quando alzo gli occhi

verso di loro provo solo timore e vergogna per come siamo conciati.

10 Attraversiamo strade e piazze, fingiamo di osservare i monumenti, in verità dobbiamo

trovare il posto dove ci sono quelli come noi il più in fretta possibile, prima che tramonti il

sole, faccia freddo e la fame diventi insopportabile. Avanziamo e all’improvviso non sento

più Khaled accanto a me; mi giro e quando lo intravedo tra la folla ha le mani infilate in un

bidone della spazzatura. Estrae una scatola di biscotti, sembra nuova, ancora chiusa ma io mi

15 vergogno e continuo a camminare costringendo anche lui a lasciare perdere.

Vaghiamo esausti, non sappiamo esattamente verso dove, ci chiediamo solo quale possa

essere a Roma l’equivalente della tendopoli di Patrasso. Dove si trovano pasti caldi? E un

letto? Non abbiamo niente, né un numero di telefono, né un indirizzo. Vorrei chiamare Bekir,

il signore turco che mi ha aiutato ad arrivare in Grecia, vorrei dirgli che ce l’ho fatta, che sono

20 in Italia, ma non ho soldi per telefonare. E, forse, prima di dirglielo, vorrei tanto capire cosa

significa avercela fatta.

Siamo stanchi, sporchi e distrutti ma tanto ottimisti: siamo “di là”, siamo in Europa, a

Roma, quanto abbiamo sognato di esserci!

Ci riempiamo gli occhi e le orecchie con questi viali alberati, gli edifici imponenti, i taxi

25 che strombazzano continuamente e il vociare dei turisti felici. Ci concentriamo sulle cose

belle, cercando di non ascoltare i segnali che ci arrivano da muscoli e stomaco.

Stiamo ancora vagando senza meta quando finalmente intravediamo delle facce note. Ci

riconoscono, ci vengono incontro e ci si stringono attorno. Un paio di ragazzi sono afghani

come noi.

30 “Che bello vedervi,” dicono, e poi volano manate sulle spalle, piccoli schiaffetti sul viso.

“Dai, andiamo,” ci spronano e d’un tratto non siamo più soli, siamo in cinque o sei e ci

sentiamo più forti. Afghani, marocchini, iracheni, camminiamo allegri, siamo quelli della

tendopoli che sono passati e non c’è più nulla che ci possa fare paura.

“Ci sono altri, siamo tutti insieme.”

35 “Chi c’è?” chiede Khaled. Davanti agli occhi ci scorrono i volti di una serie di ragazzi che

abbiamo visto tentare di nascondersi sotto i tir e che speriamo siano arrivati tutti qui a Roma.

“C’è Hassam. Eravate amici, no?” dice uno che si fruga in una tasca ed estrae un pezzo di

pane al formaggio per noi.

“Certo!” rispondo, felice che ce l’abbia fatta.

40 “Andiamo vi portiamo da lui.”

Note:

riga

03 · sputato · ausgespuckt

03 · il tir · LKW

05 · Patrasso · Patras, Hafenstadt im Westen Griechenlands, mit großem Flüchtlingslager; Drehscheibe der Migration von Griechenland nach Italien

09 · provare · empfinden, fühlen

09 · conciato · zugerichtet

13 · intravedere · erblicken

16 · vagare · (ziellos) umherstreifen

17 · la tendopoli · Zeltstadt, gemeint hier das Flüchtlingslager

19 · farcela · es schaffen

22 · “di là” · drüben

25 · strombazzare · hupen

25 · il vociare · Geschrei

28 · stringersi attorno a qualcuno · sich um jemanden drängen

30 · volano manate sulle spalle · es hagelt Klapse auf die Schultern

30 · gli schiaffetti · kleine Ohrfeigen

31 · spronare · anspornen

37 · frugarsi · herumkramen

37 · estrarre · herausziehen

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert

1.

Riassumete i contenuti principali del testo. (comprensione) [12 Punkte]

Aufgabe HT 2 - Compito 2 · Analyse literarischer Texte (Figuren, Erzählweise, Sprache)

Klausurteil A

Dopo cinque anni trascorsi lontano da Kabul, in Afghanistan, il protagonista Alì giunge finalmente a Roma insieme all’amico Khaled.

Roma è grande e bellissima, c’è tanta luce e viali enormi. Sono con Khaled e siamo scesi

da poche ore alla stazione Termini. Io ho tredici anni e lui sedici. Camminiamo per le strade

del centro, sono i primi di giugno, e siamo due afghani sputati in Italia dal ventre di un tir che

provano a mescolarsi ai turisti contenti della primavera. Indossiamo gli stessi vestiti con cui

5 siamo partiti da Patrasso quarantotto ore prima […]. Mi fanno ancora male tutti i muscoli e

mi muovo in modo strano, come se la mia forza di volontà non avesse registrato il fatto che

non devo più sorreggermi alla pancia di un camion.

“Guarda, Alì, guarda,” Khaled mi indica eccitato le ragazze, ma quando alzo gli occhi

verso di loro provo solo timore e vergogna per come siamo conciati.

10 Attraversiamo strade e piazze, fingiamo di osservare i monumenti, in verità dobbiamo

trovare il posto dove ci sono quelli come noi il più in fretta possibile, prima che tramonti il

sole, faccia freddo e la fame diventi insopportabile. Avanziamo e all’improvviso non sento

più Khaled accanto a me; mi giro e quando lo intravedo tra la folla ha le mani infilate in un

bidone della spazzatura. Estrae una scatola di biscotti, sembra nuova, ancora chiusa ma io mi

15 vergogno e continuo a camminare costringendo anche lui a lasciare perdere.

Vaghiamo esausti, non sappiamo esattamente verso dove, ci chiediamo solo quale possa

essere a Roma l’equivalente della tendopoli di Patrasso. Dove si trovano pasti caldi? E un

letto? Non abbiamo niente, né un numero di telefono, né un indirizzo. Vorrei chiamare Bekir,

il signore turco che mi ha aiutato ad arrivare in Grecia, vorrei dirgli che ce l’ho fatta, che sono

20 in Italia, ma non ho soldi per telefonare. E, forse, prima di dirglielo, vorrei tanto capire cosa

significa avercela fatta.

Siamo stanchi, sporchi e distrutti ma tanto ottimisti: siamo “di là”, siamo in Europa, a

Roma, quanto abbiamo sognato di esserci!

Ci riempiamo gli occhi e le orecchie con questi viali alberati, gli edifici imponenti, i taxi

25 che strombazzano continuamente e il vociare dei turisti felici. Ci concentriamo sulle cose

belle, cercando di non ascoltare i segnali che ci arrivano da muscoli e stomaco.

Stiamo ancora vagando senza meta quando finalmente intravediamo delle facce note. Ci

riconoscono, ci vengono incontro e ci si stringono attorno. Un paio di ragazzi sono afghani

come noi.

30 “Che bello vedervi,” dicono, e poi volano manate sulle spalle, piccoli schiaffetti sul viso.

“Dai, andiamo,” ci spronano e d’un tratto non siamo più soli, siamo in cinque o sei e ci

sentiamo più forti. Afghani, marocchini, iracheni, camminiamo allegri, siamo quelli della

tendopoli che sono passati e non c’è più nulla che ci possa fare paura.

“Ci sono altri, siamo tutti insieme.”

35 “Chi c’è?” chiede Khaled. Davanti agli occhi ci scorrono i volti di una serie di ragazzi che

abbiamo visto tentare di nascondersi sotto i tir e che speriamo siano arrivati tutti qui a Roma.

“C’è Hassam. Eravate amici, no?” dice uno che si fruga in una tasca ed estrae un pezzo di

pane al formaggio per noi.

“Certo!” rispondo, felice che ce l’abbia fatta.

40 “Andiamo vi portiamo da lui.”

Note:

riga

03 · sputato · ausgespuckt

03 · il tir · LKW

05 · Patrasso · Patras, Hafenstadt im Westen Griechenlands, mit großem Flüchtlingslager; Drehscheibe der Migration von Griechenland nach Italien

09 · provare · empfinden, fühlen

09 · conciato · zugerichtet

13 · intravedere · erblicken

16 · vagare · (ziellos) umherstreifen

17 · la tendopoli · Zeltstadt, gemeint hier das Flüchtlingslager

19 · farcela · es schaffen

22 · “di là” · drüben

25 · strombazzare · hupen

25 · il vociare · Geschrei

28 · stringersi attorno a qualcuno · sich um jemanden drängen

30 · volano manate sulle spalle · es hagelt Klapse auf die Schultern

30 · gli schiaffetti · kleine Ohrfeigen

31 · spronare · anspornen

37 · frugarsi · herumkramen

37 · estrarre · herausziehen

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert

2.

Analizzate i sentimenti e le emozioni del protagonista Alì. (analisi) [14 Punkte]

Aufgabe HT 2 - Compito 3.1 · Adressatenbezogenes Schreiben: Leserbrief, Blog, Brief, Artikel

Klausurteil A

Dopo cinque anni trascorsi lontano da Kabul, in Afghanistan, il protagonista Alì giunge finalmente a Roma insieme all’amico Khaled.

Roma è grande e bellissima, c’è tanta luce e viali enormi. Sono con Khaled e siamo scesi

da poche ore alla stazione Termini. Io ho tredici anni e lui sedici. Camminiamo per le strade

del centro, sono i primi di giugno, e siamo due afghani sputati in Italia dal ventre di un tir che

provano a mescolarsi ai turisti contenti della primavera. Indossiamo gli stessi vestiti con cui

5 siamo partiti da Patrasso quarantotto ore prima […]. Mi fanno ancora male tutti i muscoli e

mi muovo in modo strano, come se la mia forza di volontà non avesse registrato il fatto che

non devo più sorreggermi alla pancia di un camion.

“Guarda, Alì, guarda,” Khaled mi indica eccitato le ragazze, ma quando alzo gli occhi

verso di loro provo solo timore e vergogna per come siamo conciati.

10 Attraversiamo strade e piazze, fingiamo di osservare i monumenti, in verità dobbiamo

trovare il posto dove ci sono quelli come noi il più in fretta possibile, prima che tramonti il

sole, faccia freddo e la fame diventi insopportabile. Avanziamo e all’improvviso non sento

più Khaled accanto a me; mi giro e quando lo intravedo tra la folla ha le mani infilate in un

bidone della spazzatura. Estrae una scatola di biscotti, sembra nuova, ancora chiusa ma io mi

15 vergogno e continuo a camminare costringendo anche lui a lasciare perdere.

Vaghiamo esausti, non sappiamo esattamente verso dove, ci chiediamo solo quale possa

essere a Roma l’equivalente della tendopoli di Patrasso. Dove si trovano pasti caldi? E un

letto? Non abbiamo niente, né un numero di telefono, né un indirizzo. Vorrei chiamare Bekir,

il signore turco che mi ha aiutato ad arrivare in Grecia, vorrei dirgli che ce l’ho fatta, che sono

20 in Italia, ma non ho soldi per telefonare. E, forse, prima di dirglielo, vorrei tanto capire cosa

significa avercela fatta.

Siamo stanchi, sporchi e distrutti ma tanto ottimisti: siamo “di là”, siamo in Europa, a

Roma, quanto abbiamo sognato di esserci!

Ci riempiamo gli occhi e le orecchie con questi viali alberati, gli edifici imponenti, i taxi

25 che strombazzano continuamente e il vociare dei turisti felici. Ci concentriamo sulle cose

belle, cercando di non ascoltare i segnali che ci arrivano da muscoli e stomaco.

Stiamo ancora vagando senza meta quando finalmente intravediamo delle facce note. Ci

riconoscono, ci vengono incontro e ci si stringono attorno. Un paio di ragazzi sono afghani

come noi.

30 “Che bello vedervi,” dicono, e poi volano manate sulle spalle, piccoli schiaffetti sul viso.

“Dai, andiamo,” ci spronano e d’un tratto non siamo più soli, siamo in cinque o sei e ci

sentiamo più forti. Afghani, marocchini, iracheni, camminiamo allegri, siamo quelli della

tendopoli che sono passati e non c’è più nulla che ci possa fare paura.

“Ci sono altri, siamo tutti insieme.”

35 “Chi c’è?” chiede Khaled. Davanti agli occhi ci scorrono i volti di una serie di ragazzi che

abbiamo visto tentare di nascondersi sotto i tir e che speriamo siano arrivati tutti qui a Roma.

“C’è Hassam. Eravate amici, no?” dice uno che si fruga in una tasca ed estrae un pezzo di

pane al formaggio per noi.

“Certo!” rispondo, felice che ce l’abbia fatta.

40 “Andiamo vi portiamo da lui.”

Note:

riga

03 · sputato · ausgespuckt

03 · il tir · LKW

05 · Patrasso · Patras, Hafenstadt im Westen Griechenlands, mit großem Flüchtlingslager; Drehscheibe der Migration von Griechenland nach Italien

09 · provare · empfinden, fühlen

09 · conciato · zugerichtet

13 · intravedere · erblicken

16 · vagare · (ziellos) umherstreifen

17 · la tendopoli · Zeltstadt, gemeint hier das Flüchtlingslager

19 · farcela · es schaffen

22 · “di là” · drüben

25 · strombazzare · hupen

25 · il vociare · Geschrei

28 · stringersi attorno a qualcuno · sich um jemanden drängen

30 · volano manate sulle spalle · es hagelt Klapse auf die Schultern

30 · gli schiaffetti · kleine Ohrfeigen

31 · spronare · anspornen

37 · frugarsi · herumkramen

37 · estrarre · herausziehen

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert — a scelta: Compito 3.1

3.1

Immaginate questa situazione: sono passati due anni e Alì frequenta la scuola; la sua classe sta realizzando un progetto sulle esperienze dei giovani immigrati in Italia. Scrivete per il giornalino scolastico un articolo che, prendendo spunto dalla storia di Alì, affronti le esperienze e le aspettative per il futuro dei giovani immigrati. (produzione libera) [16 Punkte]

Aufgabe HT 2 - Compito 3.2 · Stellungnahme und Kommentar (Commentate)

Klausurteil A

Dopo cinque anni trascorsi lontano da Kabul, in Afghanistan, il protagonista Alì giunge finalmente a Roma insieme all’amico Khaled.

Roma è grande e bellissima, c’è tanta luce e viali enormi. Sono con Khaled e siamo scesi

da poche ore alla stazione Termini. Io ho tredici anni e lui sedici. Camminiamo per le strade

del centro, sono i primi di giugno, e siamo due afghani sputati in Italia dal ventre di un tir che

provano a mescolarsi ai turisti contenti della primavera. Indossiamo gli stessi vestiti con cui

5 siamo partiti da Patrasso quarantotto ore prima […]. Mi fanno ancora male tutti i muscoli e

mi muovo in modo strano, come se la mia forza di volontà non avesse registrato il fatto che

non devo più sorreggermi alla pancia di un camion.

“Guarda, Alì, guarda,” Khaled mi indica eccitato le ragazze, ma quando alzo gli occhi

verso di loro provo solo timore e vergogna per come siamo conciati.

10 Attraversiamo strade e piazze, fingiamo di osservare i monumenti, in verità dobbiamo

trovare il posto dove ci sono quelli come noi il più in fretta possibile, prima che tramonti il

sole, faccia freddo e la fame diventi insopportabile. Avanziamo e all’improvviso non sento

più Khaled accanto a me; mi giro e quando lo intravedo tra la folla ha le mani infilate in un

bidone della spazzatura. Estrae una scatola di biscotti, sembra nuova, ancora chiusa ma io mi

15 vergogno e continuo a camminare costringendo anche lui a lasciare perdere.

Vaghiamo esausti, non sappiamo esattamente verso dove, ci chiediamo solo quale possa

essere a Roma l’equivalente della tendopoli di Patrasso. Dove si trovano pasti caldi? E un

letto? Non abbiamo niente, né un numero di telefono, né un indirizzo. Vorrei chiamare Bekir,

il signore turco che mi ha aiutato ad arrivare in Grecia, vorrei dirgli che ce l’ho fatta, che sono

20 in Italia, ma non ho soldi per telefonare. E, forse, prima di dirglielo, vorrei tanto capire cosa

significa avercela fatta.

Siamo stanchi, sporchi e distrutti ma tanto ottimisti: siamo “di là”, siamo in Europa, a

Roma, quanto abbiamo sognato di esserci!

Ci riempiamo gli occhi e le orecchie con questi viali alberati, gli edifici imponenti, i taxi

25 che strombazzano continuamente e il vociare dei turisti felici. Ci concentriamo sulle cose

belle, cercando di non ascoltare i segnali che ci arrivano da muscoli e stomaco.

Stiamo ancora vagando senza meta quando finalmente intravediamo delle facce note. Ci

riconoscono, ci vengono incontro e ci si stringono attorno. Un paio di ragazzi sono afghani

come noi.

30 “Che bello vedervi,” dicono, e poi volano manate sulle spalle, piccoli schiaffetti sul viso.

“Dai, andiamo,” ci spronano e d’un tratto non siamo più soli, siamo in cinque o sei e ci

sentiamo più forti. Afghani, marocchini, iracheni, camminiamo allegri, siamo quelli della

tendopoli che sono passati e non c’è più nulla che ci possa fare paura.

“Ci sono altri, siamo tutti insieme.”

35 “Chi c’è?” chiede Khaled. Davanti agli occhi ci scorrono i volti di una serie di ragazzi che

abbiamo visto tentare di nascondersi sotto i tir e che speriamo siano arrivati tutti qui a Roma.

“C’è Hassam. Eravate amici, no?” dice uno che si fruga in una tasca ed estrae un pezzo di

pane al formaggio per noi.

“Certo!” rispondo, felice che ce l’abbia fatta.

40 “Andiamo vi portiamo da lui.”

Note:

riga

03 · sputato · ausgespuckt

03 · il tir · LKW

05 · Patrasso · Patras, Hafenstadt im Westen Griechenlands, mit großem Flüchtlingslager; Drehscheibe der Migration von Griechenland nach Italien

09 · provare · empfinden, fühlen

09 · conciato · zugerichtet

13 · intravedere · erblicken

16 · vagare · (ziellos) umherstreifen

17 · la tendopoli · Zeltstadt, gemeint hier das Flüchtlingslager

19 · farcela · es schaffen

22 · “di là” · drüben

25 · strombazzare · hupen

25 · il vociare · Geschrei

28 · stringersi attorno a qualcuno · sich um jemanden drängen

30 · volano manate sulle spalle · es hagelt Klapse auf die Schultern

30 · gli schiaffetti · kleine Ohrfeigen

31 · spronare · anspornen

37 · frugarsi · herumkramen

37 · estrarre · herausziehen

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert — oppure: Compito 3.2

3.2

Alì dice: «Siamo stanchi, sporchi e distrutti ma tanto ottimisti: siamo “di là”, siamo in Europa, a Roma, quanto abbiamo sognato di esserci!» (r. 22 – 23)

Commentate questa frase di Alì, evidenziando quali scarti possono esistere tra le aspettative e la realtà per i giovani immigrati come lui che giungono in Italia. (commento) [16 Punkte]

Aufgabe HT 2 - Compito 4 · Sprachmittlung Deutsch → Italienisch

Klausurteil A

Dopo cinque anni trascorsi lontano da Kabul, in Afghanistan, il protagonista Alì giunge finalmente a Roma insieme all’amico Khaled.

Roma è grande e bellissima, c’è tanta luce e viali enormi. Sono con Khaled e siamo scesi

da poche ore alla stazione Termini. Io ho tredici anni e lui sedici. Camminiamo per le strade

del centro, sono i primi di giugno, e siamo due afghani sputati in Italia dal ventre di un tir che

provano a mescolarsi ai turisti contenti della primavera. Indossiamo gli stessi vestiti con cui

5 siamo partiti da Patrasso quarantotto ore prima […]. Mi fanno ancora male tutti i muscoli e

mi muovo in modo strano, come se la mia forza di volontà non avesse registrato il fatto che

non devo più sorreggermi alla pancia di un camion.

“Guarda, Alì, guarda,” Khaled mi indica eccitato le ragazze, ma quando alzo gli occhi

verso di loro provo solo timore e vergogna per come siamo conciati.

10 Attraversiamo strade e piazze, fingiamo di osservare i monumenti, in verità dobbiamo

trovare il posto dove ci sono quelli come noi il più in fretta possibile, prima che tramonti il

sole, faccia freddo e la fame diventi insopportabile. Avanziamo e all’improvviso non sento

più Khaled accanto a me; mi giro e quando lo intravedo tra la folla ha le mani infilate in un

bidone della spazzatura. Estrae una scatola di biscotti, sembra nuova, ancora chiusa ma io mi

15 vergogno e continuo a camminare costringendo anche lui a lasciare perdere.

Vaghiamo esausti, non sappiamo esattamente verso dove, ci chiediamo solo quale possa

essere a Roma l’equivalente della tendopoli di Patrasso. Dove si trovano pasti caldi? E un

letto? Non abbiamo niente, né un numero di telefono, né un indirizzo. Vorrei chiamare Bekir,

il signore turco che mi ha aiutato ad arrivare in Grecia, vorrei dirgli che ce l’ho fatta, che sono

20 in Italia, ma non ho soldi per telefonare. E, forse, prima di dirglielo, vorrei tanto capire cosa

significa avercela fatta.

Siamo stanchi, sporchi e distrutti ma tanto ottimisti: siamo “di là”, siamo in Europa, a

Roma, quanto abbiamo sognato di esserci!

Ci riempiamo gli occhi e le orecchie con questi viali alberati, gli edifici imponenti, i taxi

25 che strombazzano continuamente e il vociare dei turisti felici. Ci concentriamo sulle cose

belle, cercando di non ascoltare i segnali che ci arrivano da muscoli e stomaco.

Stiamo ancora vagando senza meta quando finalmente intravediamo delle facce note. Ci

riconoscono, ci vengono incontro e ci si stringono attorno. Un paio di ragazzi sono afghani

come noi.

30 “Che bello vedervi,” dicono, e poi volano manate sulle spalle, piccoli schiaffetti sul viso.

“Dai, andiamo,” ci spronano e d’un tratto non siamo più soli, siamo in cinque o sei e ci

sentiamo più forti. Afghani, marocchini, iracheni, camminiamo allegri, siamo quelli della

tendopoli che sono passati e non c’è più nulla che ci possa fare paura.

“Ci sono altri, siamo tutti insieme.”

35 “Chi c’è?” chiede Khaled. Davanti agli occhi ci scorrono i volti di una serie di ragazzi che

abbiamo visto tentare di nascondersi sotto i tir e che speriamo siano arrivati tutti qui a Roma.

“C’è Hassam. Eravate amici, no?” dice uno che si fruga in una tasca ed estrae un pezzo di

pane al formaggio per noi.

“Certo!” rispondo, felice che ce l’abbia fatta.

40 “Andiamo vi portiamo da lui.”

Note:

riga

03 · sputato · ausgespuckt

03 · il tir · LKW

05 · Patrasso · Patras, Hafenstadt im Westen Griechenlands, mit großem Flüchtlingslager; Drehscheibe der Migration von Griechenland nach Italien

09 · provare · empfinden, fühlen

09 · conciato · zugerichtet

13 · intravedere · erblicken

16 · vagare · (ziellos) umherstreifen

17 · la tendopoli · Zeltstadt, gemeint hier das Flüchtlingslager

19 · farcela · es schaffen

22 · “di là” · drüben

25 · strombazzare · hupen

25 · il vociare · Geschrei

28 · stringersi attorno a qualcuno · sich um jemanden drängen

30 · volano manate sulle spalle · es hagelt Klapse auf die Schultern

30 · gli schiaffetti · kleine Ohrfeigen

31 · spronare · anspornen

37 · frugarsi · herumkramen

37 · estrarre · herausziehen

Klausurteil B: Sprachmittlung isoliert

Materialgrundlage: Hanna Gieffers: Wo auf 40 Stellen 30.000 Bewerber kommen. In: www.zeit.de, 04.03.2018

Wo auf 40 Stellen 30.000 Bewerber kommen

Sie studieren, aber danach reicht es nur für einen Kellnerjob und ein Zimmer: Wie geht Italiens Jugend damit um, dass ihre Heimat ihr keine Chance gibt?

An ihrem ersten Arbeitstag verließ Mariangela Grandoni den Schreibtisch der Sekretärin auf der Station für Orthopädie nicht. Klingelten die Patienten nach der Pflegerin, hoffte sie, dass sie nicht zu ihnen geschickt wird, und klammerte sich an die roten Plastikordner mit den Patientenakten. Sie hatte Kopfschmerzen, so vieles war neu, so viele Wörter verstand sie nicht.

Die ersten Wochenenden in Hamburg saß die 26-jährige Italienerin allein auf dem Bett im Schwesternheim und dachte an ihre Samstagabende in Bologna: Sie hatte sich mit Freunden in den Studentenbars der Stadt getroffen, gequatscht, gelacht. Heute vor zwei Jahren kam sie in Deutschland an, um im Evangelischen Amalie Sieveking-Krankenhaus als Pflegerin zu arbeiten. Das Krankenhaus suchte nach Fachkräften, auch im Ausland. „Ich wollte endlich auf eigenen Beinen stehen“, sagt sie. Aber in ihrem Heimatland ging das nicht.

[…]

Nach drei Jahren Studium der Pflegewissenschaft in Bologna musste sie zurück in ihr altes Kinderzimmer ziehen, in ein Dorf mit 6.000 Einwohnern, weil sie keinen Job fand. „Meine Eltern haben 20.000 Euro für mein Studium gezahlt“, sagt sie. „Nach dem Abschluss zurückzuziehen, hat sich nach Versagen angefühlt.“ Sie jobbte als Kellnerin und nahm an Auswahltests für Stellen in öffentlichen italienischen Krankenhäusern teil. Doch auf 40 Plätze kamen manchmal 30.000 Bewerberinnen und Bewerber. Für die Tests mietete der Staat Turnhallen an, um alle Bewerber unterzukriegen. Mariangela bekam nur Absagen. In Italien gibt es fast keine offenen Stellen, in Deutschland werden Pfleger gesucht. Eine unscheinbare E-Mail war Mariangelas Rettung. Eine Agentur schrieb sie an, sie habe einen Job für sie. In Hamburg.

Fünf Monate lang büffelte sie acht Stunden am Tag deutsche Grammatik. Lernte Vokabeln wie „Steckbecken“ oder „Kopfteil des Bettes“. Sie bestand die B2-Sprachprüfung. Geht sie heute, zwei Jahre nach ihrem ersten Arbeitstag, durch den Flur ihrer Station 2E, grüßt sie jeden. Im Stationszimmer sitzt jeder Handgriff. Und nur noch ein leichter Singsang und hier und dort ein vergessener Artikel verraten, dass Deutsch nicht ihre Muttersprache ist. Aber wenn sie von ihren Wochenenden in Bologna erzählt, fängt ihre Stimme noch heute an zu zittern und ihre Augen verschwimmen. „Ich vermisse meine Freunde“, sagt sie. Sie fährt alle drei Monate nach Italien, um Freunde und Familie zu besuchen. Die Sehnsucht wird weniger, aber sie geht nicht ganz weg.

[…]

Mariangela hatte genug von ihren Aushilfsjobs in italienischen Bars, sie wollte nie bei McDonalds arbeiten. Nach zwei Jahren in Deutschland kann sie sich vorstellen, länger hierzubleiben. Sie hat einen guten Job im Krankenhaus, wohnt mit ihrem Freund in einer gemeinsamen Wohnung. Sein Großvater ist auch Italiener und kam als Gastarbeiter nach Deutschland. Sie sprechen Deutsch untereinander, kochen fast jedes Wochenende Pasta zusammen. „Durch ihn hat mein Leben in Deutschland italienisches Flair“, sagt sie.

Mariangela vermisst ihre Heimat: die Leichtigkeit, die Sonne. Wenn sie aus Italien zurück nach Hamburg kommt, bringt sie einen Koffer voller Parmesan und Kaffeepulver zurück. La dolce vita, das süße Leben, für das Italien bekannt ist, kann ihr ihr Heimatland nur für den Urlaub geben.

4.

Un’amica italiana vi ha detto al telefono che valuta la possibilità di lavorare come infermiera in Germania. Dopo la chiamata vi è capitato tra le mani questo articolo, che secondo voi potrebbe interessarle.

Scrivete un’e-mail per darle coraggio e riportatele le informazioni del testo che per lei sono rilevanti. (mediazione)

[18 Punkte]

Aufgabe HT 3 - Compito 1 · Textverständnis: Inhalte wiedergeben (Riassumete)

Klausurteil A

Il Gruppo Abele, associazione di impegno sociale creata nel 1965 a Torino da don Luigi Ciotti, ha partecipato a un’iniziativa che si è svolta dal 20 al 22 settembre 2019.

Puliamo il Mondo: la carica dei 700 mila volontari in difesa dell’ambiente e contro i pregiudizi

Grande fine settimana di mobilitazione civica in tutta Italia per Puliamo il Mondo,

manifestazione contro l’inquinamento e i pregiudizi promossa da Legambiente a cui hanno

aderito 38 associazioni, tra cui anche il Gruppo Abele. Sono stati oltre 700 mila i volontari

che hanno ripulito gli angoli delle città dai rifiuti con semplici azioni concrete. Dal Nord al

5 Sud della Penisola iniziative di pulizia e diversi eventi di plogging. Una battaglia di civiltà

ma anche un gesto d’amore per l’ambiente circostante, per numeri che lanciano un segnale

inequivocabile: non c’è più nulla da aspettare. E che parlano di speranza, con tanti giovani

che si impegnano concretamente partendo proprio dal quotidiano. Un messaggio, quello legato

all’azione della cittadinanza attiva, che viene rilanciato alla vigilia del summit dell’Onu sul

10 clima di New York e del terzo Global strike for future che vedrà […] migliaia di ragazzi di

tutto il Mondo scendere in piazza, sull’esempio di Greta Thunberg, per ricordare ai grandi

della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna intervenire.

E così l’edizione 2019 di Puliamo il Mondo ha visto nel week-end oltre 700 mila volontari di

tutta la Penisola – tra giovani, cittadini, scuole, migranti, comunità straniere – darsi da fare

15 insieme a oltre 1600 comuni, 38 associazioni laiche e cattoliche e alla Rappresentanza in

Italia della Commissione europea per ripulire, muniti di guanti e ramazza, aree degradate o

spazi della città restituendoli alla fruizione comune, ma anche per dire no a muri e pregiudizi

e rilanciare l’importanza di creare e favorire relazioni di comunità puntando su accoglienza e

integrazione. Tra gli eventi di punta organizzati in Italia e raccontati anche durante la diretta

20 Rai nello Speciale Puliamo il Mondo, in onda su Rai 3, l’evento di pulizia a Roma a Ponte

Milvio lungo il Tevere […].

Arrivata in Italia nel 1993 grazie a Legambiente, Puliamo il Mondo è l’appuntamento italiano

di Clean Up The World, il più grande evento internazionale di volontariato ambientale, nato a

Sydney nel 1989, che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. […]

25 “Anche quest’anno – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani –

abbiamo registrato una grande partecipazione alla nostra campagna storica e ciò ci riempie

di orgoglio. In più l’effetto Greta ha dato quest’anno uno slancio maggiore alle richieste di

partecipazione, mai come quest’anno abbiamo avuto così tante adesioni da parte di scuole e

giovani pronti a scendere al nostro fianco per ripulire dai rifiuti abbandonati gli spazi urbani

30 e promuovere le relazioni di comunità dicendo no a muri, discriminazioni e pregiudizi. In

questi anni è cresciuta nel Paese da parte dei cittadini l’attenzione e la sensibilità sui temi e

le questioni ambientali, la voglia di fare qualcosa di concreto per l’ambiente partendo dal

quotidiano, ma è aumentata anche la voglia di farsi portavoce e testimoni in prima persona

di esempi virtuosi di economia circolare, di accoglienza e integrazione abbattendo barriere

35 e pregiudizi. In questo percorso i giovani sono sempre più i protagonisti di una rivoluzione

straordinaria che parte dal basso, come dimostra anche il movimento dei Fridays for future

che in questi mesi, guidato da Greta Thunberg, ha fatto sentire la propria voce […]”.

Note:

riga

02 · promuovere · initiieren

02 · Legambiente · italienische Umweltorganisation

03 · aderire · beitreten

05 · il plogging · Kombination aus Joggen und Mülleinsammeln als Sportart

08 · il quotidiano · hier: Alltag

09/10 · alla vigilia del summit dell’Onu sul clima · unmittelbar vor dem UNO-Klimagipfel

14 · darsi da fare · sich ans Werk machen

16 · munito di · ausgestattet mit

16 · la ramazza · Besen

17 · la fruizione · Nutzung

18 · puntare su · den Fokus auf etwas richten

29 · scendere al nostro fianco · uns zur Seite stehen

33 · farsi portavoce · als Sprachrohr fungieren

34 · virtuoso · hier: meisterhaft

1. Descrivete in che cosa consiste l’iniziativa Puliamo il Mondo. ( comprensione)

[12 Punkte]

Aufgabe HT 3 - Compito 2 · Analyse nicht-literarischer Texte (Argumentation und Darstellung)

Klausurteil A

Il Gruppo Abele, associazione di impegno sociale creata nel 1965 a Torino da don Luigi Ciotti, ha partecipato a un’iniziativa che si è svolta dal 20 al 22 settembre 2019.

Puliamo il Mondo: la carica dei 700 mila volontari in difesa dell’ambiente e contro i pregiudizi

Grande fine settimana di mobilitazione civica in tutta Italia per Puliamo il Mondo,

manifestazione contro l’inquinamento e i pregiudizi promossa da Legambiente a cui hanno

aderito 38 associazioni, tra cui anche il Gruppo Abele. Sono stati oltre 700 mila i volontari

che hanno ripulito gli angoli delle città dai rifiuti con semplici azioni concrete. Dal Nord al

5 Sud della Penisola iniziative di pulizia e diversi eventi di plogging. Una battaglia di civiltà

ma anche un gesto d’amore per l’ambiente circostante, per numeri che lanciano un segnale

inequivocabile: non c’è più nulla da aspettare. E che parlano di speranza, con tanti giovani

che si impegnano concretamente partendo proprio dal quotidiano. Un messaggio, quello legato

all’azione della cittadinanza attiva, che viene rilanciato alla vigilia del summit dell’Onu sul

10 clima di New York e del terzo Global strike for future che vedrà […] migliaia di ragazzi di

tutto il Mondo scendere in piazza, sull’esempio di Greta Thunberg, per ricordare ai grandi

della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna intervenire.

E così l’edizione 2019 di Puliamo il Mondo ha visto nel week-end oltre 700 mila volontari di

tutta la Penisola – tra giovani, cittadini, scuole, migranti, comunità straniere – darsi da fare

15 insieme a oltre 1600 comuni, 38 associazioni laiche e cattoliche e alla Rappresentanza in

Italia della Commissione europea per ripulire, muniti di guanti e ramazza, aree degradate o

spazi della città restituendoli alla fruizione comune, ma anche per dire no a muri e pregiudizi

e rilanciare l’importanza di creare e favorire relazioni di comunità puntando su accoglienza e

integrazione. Tra gli eventi di punta organizzati in Italia e raccontati anche durante la diretta

20 Rai nello Speciale Puliamo il Mondo, in onda su Rai 3, l’evento di pulizia a Roma a Ponte

Milvio lungo il Tevere […].

Arrivata in Italia nel 1993 grazie a Legambiente, Puliamo il Mondo è l’appuntamento italiano

di Clean Up The World, il più grande evento internazionale di volontariato ambientale, nato a

Sydney nel 1989, che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. […]

25 “Anche quest’anno – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani –

abbiamo registrato una grande partecipazione alla nostra campagna storica e ciò ci riempie

di orgoglio. In più l’effetto Greta ha dato quest’anno uno slancio maggiore alle richieste di

partecipazione, mai come quest’anno abbiamo avuto così tante adesioni da parte di scuole e

giovani pronti a scendere al nostro fianco per ripulire dai rifiuti abbandonati gli spazi urbani

30 e promuovere le relazioni di comunità dicendo no a muri, discriminazioni e pregiudizi. In

questi anni è cresciuta nel Paese da parte dei cittadini l’attenzione e la sensibilità sui temi e

le questioni ambientali, la voglia di fare qualcosa di concreto per l’ambiente partendo dal

quotidiano, ma è aumentata anche la voglia di farsi portavoce e testimoni in prima persona

di esempi virtuosi di economia circolare, di accoglienza e integrazione abbattendo barriere

35 e pregiudizi. In questo percorso i giovani sono sempre più i protagonisti di una rivoluzione

straordinaria che parte dal basso, come dimostra anche il movimento dei Fridays for future

che in questi mesi, guidato da Greta Thunberg, ha fatto sentire la propria voce […]”.

Note:

riga

02 · promuovere · initiieren

02 · Legambiente · italienische Umweltorganisation

03 · aderire · beitreten

05 · il plogging · Kombination aus Joggen und Mülleinsammeln als Sportart

08 · il quotidiano · hier: Alltag

09/10 · alla vigilia del summit dell’Onu sul clima · unmittelbar vor dem UNO-Klimagipfel

14 · darsi da fare · sich ans Werk machen

16 · munito di · ausgestattet mit

16 · la ramazza · Besen

17 · la fruizione · Nutzung

18 · puntare su · den Fokus auf etwas richten

29 · scendere al nostro fianco · uns zur Seite stehen

33 · farsi portavoce · als Sprachrohr fungieren

34 · virtuoso · hier: meisterhaft

2. Esaminate in che modo viene giudicata la partecipazione all’iniziativa. ( analisi)

[14 Punkte]

Aufgabe HT 3 - Compito 3.1 · Adressatenbezogenes Schreiben: Leserbrief, Blog, Brief, Artikel

Klausurteil A

Il Gruppo Abele, associazione di impegno sociale creata nel 1965 a Torino da don Luigi Ciotti, ha partecipato a un’iniziativa che si è svolta dal 20 al 22 settembre 2019.

Puliamo il Mondo: la carica dei 700 mila volontari in difesa dell’ambiente e contro i pregiudizi

Grande fine settimana di mobilitazione civica in tutta Italia per Puliamo il Mondo,

manifestazione contro l’inquinamento e i pregiudizi promossa da Legambiente a cui hanno

aderito 38 associazioni, tra cui anche il Gruppo Abele. Sono stati oltre 700 mila i volontari

che hanno ripulito gli angoli delle città dai rifiuti con semplici azioni concrete. Dal Nord al

5 Sud della Penisola iniziative di pulizia e diversi eventi di plogging. Una battaglia di civiltà

ma anche un gesto d’amore per l’ambiente circostante, per numeri che lanciano un segnale

inequivocabile: non c’è più nulla da aspettare. E che parlano di speranza, con tanti giovani

che si impegnano concretamente partendo proprio dal quotidiano. Un messaggio, quello legato

all’azione della cittadinanza attiva, che viene rilanciato alla vigilia del summit dell’Onu sul

10 clima di New York e del terzo Global strike for future che vedrà […] migliaia di ragazzi di

tutto il Mondo scendere in piazza, sull’esempio di Greta Thunberg, per ricordare ai grandi

della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna intervenire.

E così l’edizione 2019 di Puliamo il Mondo ha visto nel week-end oltre 700 mila volontari di

tutta la Penisola – tra giovani, cittadini, scuole, migranti, comunità straniere – darsi da fare

15 insieme a oltre 1600 comuni, 38 associazioni laiche e cattoliche e alla Rappresentanza in

Italia della Commissione europea per ripulire, muniti di guanti e ramazza, aree degradate o

spazi della città restituendoli alla fruizione comune, ma anche per dire no a muri e pregiudizi

e rilanciare l’importanza di creare e favorire relazioni di comunità puntando su accoglienza e

integrazione. Tra gli eventi di punta organizzati in Italia e raccontati anche durante la diretta

20 Rai nello Speciale Puliamo il Mondo, in onda su Rai 3, l’evento di pulizia a Roma a Ponte

Milvio lungo il Tevere […].

Arrivata in Italia nel 1993 grazie a Legambiente, Puliamo il Mondo è l’appuntamento italiano

di Clean Up The World, il più grande evento internazionale di volontariato ambientale, nato a

Sydney nel 1989, che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. […]

25 “Anche quest’anno – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani –

abbiamo registrato una grande partecipazione alla nostra campagna storica e ciò ci riempie

di orgoglio. In più l’effetto Greta ha dato quest’anno uno slancio maggiore alle richieste di

partecipazione, mai come quest’anno abbiamo avuto così tante adesioni da parte di scuole e

giovani pronti a scendere al nostro fianco per ripulire dai rifiuti abbandonati gli spazi urbani

30 e promuovere le relazioni di comunità dicendo no a muri, discriminazioni e pregiudizi. In

questi anni è cresciuta nel Paese da parte dei cittadini l’attenzione e la sensibilità sui temi e

le questioni ambientali, la voglia di fare qualcosa di concreto per l’ambiente partendo dal

quotidiano, ma è aumentata anche la voglia di farsi portavoce e testimoni in prima persona

di esempi virtuosi di economia circolare, di accoglienza e integrazione abbattendo barriere

35 e pregiudizi. In questo percorso i giovani sono sempre più i protagonisti di una rivoluzione

straordinaria che parte dal basso, come dimostra anche il movimento dei Fridays for future

che in questi mesi, guidato da Greta Thunberg, ha fatto sentire la propria voce […]”.

Note:

riga

02 · promuovere · initiieren

02 · Legambiente · italienische Umweltorganisation

03 · aderire · beitreten

05 · il plogging · Kombination aus Joggen und Mülleinsammeln als Sportart

08 · il quotidiano · hier: Alltag

09/10 · alla vigilia del summit dell’Onu sul clima · unmittelbar vor dem UNO-Klimagipfel

14 · darsi da fare · sich ans Werk machen

16 · munito di · ausgestattet mit

16 · la ramazza · Besen

17 · la fruizione · Nutzung

18 · puntare su · den Fokus auf etwas richten

29 · scendere al nostro fianco · uns zur Seite stehen

33 · farsi portavoce · als Sprachrohr fungieren

34 · virtuoso · hier: meisterhaft

3.1 Immaginate questa situazione: state trascorrendo un anno scolastico in Italia e desiderate coinvolgere la vostra classe in un’iniziativa di Puliamo il Mondo 2021. Tuttavia i vostri insegnanti non sono d’accordo, perché non vogliono che si perda una giornata di scuola.

Scrivete una lettera per convincere gli insegnanti (se necessario anche la preside) a permettervi di prendere parte all’iniziativa, affrontando sia le vostre ragioni sia le loro possibili obiezioni. ( produzione libera)

[16 Punkte]

Aufgabe HT 3 - Compito 3.2 · Stellungnahme und Kommentar (Commentate)

Klausurteil A

Il Gruppo Abele, associazione di impegno sociale creata nel 1965 a Torino da don Luigi Ciotti, ha partecipato a un’iniziativa che si è svolta dal 20 al 22 settembre 2019.

Puliamo il Mondo: la carica dei 700 mila volontari in difesa dell’ambiente e contro i pregiudizi

Grande fine settimana di mobilitazione civica in tutta Italia per Puliamo il Mondo,

manifestazione contro l’inquinamento e i pregiudizi promossa da Legambiente a cui hanno

aderito 38 associazioni, tra cui anche il Gruppo Abele. Sono stati oltre 700 mila i volontari

che hanno ripulito gli angoli delle città dai rifiuti con semplici azioni concrete. Dal Nord al

5 Sud della Penisola iniziative di pulizia e diversi eventi di plogging. Una battaglia di civiltà

ma anche un gesto d’amore per l’ambiente circostante, per numeri che lanciano un segnale

inequivocabile: non c’è più nulla da aspettare. E che parlano di speranza, con tanti giovani

che si impegnano concretamente partendo proprio dal quotidiano. Un messaggio, quello legato

all’azione della cittadinanza attiva, che viene rilanciato alla vigilia del summit dell’Onu sul

10 clima di New York e del terzo Global strike for future che vedrà […] migliaia di ragazzi di

tutto il Mondo scendere in piazza, sull’esempio di Greta Thunberg, per ricordare ai grandi

della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna intervenire.

E così l’edizione 2019 di Puliamo il Mondo ha visto nel week-end oltre 700 mila volontari di

tutta la Penisola – tra giovani, cittadini, scuole, migranti, comunità straniere – darsi da fare

15 insieme a oltre 1600 comuni, 38 associazioni laiche e cattoliche e alla Rappresentanza in

Italia della Commissione europea per ripulire, muniti di guanti e ramazza, aree degradate o

spazi della città restituendoli alla fruizione comune, ma anche per dire no a muri e pregiudizi

e rilanciare l’importanza di creare e favorire relazioni di comunità puntando su accoglienza e

integrazione. Tra gli eventi di punta organizzati in Italia e raccontati anche durante la diretta

20 Rai nello Speciale Puliamo il Mondo, in onda su Rai 3, l’evento di pulizia a Roma a Ponte

Milvio lungo il Tevere […].

Arrivata in Italia nel 1993 grazie a Legambiente, Puliamo il Mondo è l’appuntamento italiano

di Clean Up The World, il più grande evento internazionale di volontariato ambientale, nato a

Sydney nel 1989, che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. […]

25 “Anche quest’anno – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani –

abbiamo registrato una grande partecipazione alla nostra campagna storica e ciò ci riempie

di orgoglio. In più l’effetto Greta ha dato quest’anno uno slancio maggiore alle richieste di

partecipazione, mai come quest’anno abbiamo avuto così tante adesioni da parte di scuole e

giovani pronti a scendere al nostro fianco per ripulire dai rifiuti abbandonati gli spazi urbani

30 e promuovere le relazioni di comunità dicendo no a muri, discriminazioni e pregiudizi. In

questi anni è cresciuta nel Paese da parte dei cittadini l’attenzione e la sensibilità sui temi e

le questioni ambientali, la voglia di fare qualcosa di concreto per l’ambiente partendo dal

quotidiano, ma è aumentata anche la voglia di farsi portavoce e testimoni in prima persona

di esempi virtuosi di economia circolare, di accoglienza e integrazione abbattendo barriere

35 e pregiudizi. In questo percorso i giovani sono sempre più i protagonisti di una rivoluzione

straordinaria che parte dal basso, come dimostra anche il movimento dei Fridays for future

che in questi mesi, guidato da Greta Thunberg, ha fatto sentire la propria voce […]”.

Note:

riga

02 · promuovere · initiieren

02 · Legambiente · italienische Umweltorganisation

03 · aderire · beitreten

05 · il plogging · Kombination aus Joggen und Mülleinsammeln als Sportart

08 · il quotidiano · hier: Alltag

09/10 · alla vigilia del summit dell’Onu sul clima · unmittelbar vor dem UNO-Klimagipfel

14 · darsi da fare · sich ans Werk machen

16 · munito di · ausgestattet mit

16 · la ramazza · Besen

17 · la fruizione · Nutzung

18 · puntare su · den Fokus auf etwas richten

29 · scendere al nostro fianco · uns zur Seite stehen

33 · farsi portavoce · als Sprachrohr fungieren

34 · virtuoso · hier: meisterhaft

3.2 Commentate le opportunità e i limiti dell’impegno giovanile a favore della protezione dell’ambiente, prendendo spunto dall’iniziativa illustrata nel testo. ( commento)

[16 Punkte]

Aufgabe HT 3 - Compito 4 · Sprachmittlung Deutsch → Italienisch

Klausurteil A

Il Gruppo Abele, associazione di impegno sociale creata nel 1965 a Torino da don Luigi Ciotti, ha partecipato a un’iniziativa che si è svolta dal 20 al 22 settembre 2019.

Puliamo il Mondo: la carica dei 700 mila volontari in difesa dell’ambiente e contro i pregiudizi

Grande fine settimana di mobilitazione civica in tutta Italia per Puliamo il Mondo,

manifestazione contro l’inquinamento e i pregiudizi promossa da Legambiente a cui hanno

aderito 38 associazioni, tra cui anche il Gruppo Abele. Sono stati oltre 700 mila i volontari

che hanno ripulito gli angoli delle città dai rifiuti con semplici azioni concrete. Dal Nord al

5 Sud della Penisola iniziative di pulizia e diversi eventi di plogging. Una battaglia di civiltà

ma anche un gesto d’amore per l’ambiente circostante, per numeri che lanciano un segnale

inequivocabile: non c’è più nulla da aspettare. E che parlano di speranza, con tanti giovani

che si impegnano concretamente partendo proprio dal quotidiano. Un messaggio, quello legato

all’azione della cittadinanza attiva, che viene rilanciato alla vigilia del summit dell’Onu sul

10 clima di New York e del terzo Global strike for future che vedrà […] migliaia di ragazzi di

tutto il Mondo scendere in piazza, sull’esempio di Greta Thunberg, per ricordare ai grandi

della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna intervenire.

E così l’edizione 2019 di Puliamo il Mondo ha visto nel week-end oltre 700 mila volontari di

tutta la Penisola – tra giovani, cittadini, scuole, migranti, comunità straniere – darsi da fare

15 insieme a oltre 1600 comuni, 38 associazioni laiche e cattoliche e alla Rappresentanza in

Italia della Commissione europea per ripulire, muniti di guanti e ramazza, aree degradate o

spazi della città restituendoli alla fruizione comune, ma anche per dire no a muri e pregiudizi

e rilanciare l’importanza di creare e favorire relazioni di comunità puntando su accoglienza e

integrazione. Tra gli eventi di punta organizzati in Italia e raccontati anche durante la diretta

20 Rai nello Speciale Puliamo il Mondo, in onda su Rai 3, l’evento di pulizia a Roma a Ponte

Milvio lungo il Tevere […].

Arrivata in Italia nel 1993 grazie a Legambiente, Puliamo il Mondo è l’appuntamento italiano

di Clean Up The World, il più grande evento internazionale di volontariato ambientale, nato a

Sydney nel 1989, che coinvolge ogni anno oltre 35 milioni di persone in circa 120 Paesi. […]

25 “Anche quest’anno – dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani –

abbiamo registrato una grande partecipazione alla nostra campagna storica e ciò ci riempie

di orgoglio. In più l’effetto Greta ha dato quest’anno uno slancio maggiore alle richieste di

partecipazione, mai come quest’anno abbiamo avuto così tante adesioni da parte di scuole e

giovani pronti a scendere al nostro fianco per ripulire dai rifiuti abbandonati gli spazi urbani

30 e promuovere le relazioni di comunità dicendo no a muri, discriminazioni e pregiudizi. In

questi anni è cresciuta nel Paese da parte dei cittadini l’attenzione e la sensibilità sui temi e

le questioni ambientali, la voglia di fare qualcosa di concreto per l’ambiente partendo dal

quotidiano, ma è aumentata anche la voglia di farsi portavoce e testimoni in prima persona

di esempi virtuosi di economia circolare, di accoglienza e integrazione abbattendo barriere

35 e pregiudizi. In questo percorso i giovani sono sempre più i protagonisti di una rivoluzione

straordinaria che parte dal basso, come dimostra anche il movimento dei Fridays for future

che in questi mesi, guidato da Greta Thunberg, ha fatto sentire la propria voce […]”.

Note:

riga

02 · promuovere · initiieren

02 · Legambiente · italienische Umweltorganisation

03 · aderire · beitreten

05 · il plogging · Kombination aus Joggen und Mülleinsammeln als Sportart

08 · il quotidiano · hier: Alltag

09/10 · alla vigilia del summit dell’Onu sul clima · unmittelbar vor dem UNO-Klimagipfel

14 · darsi da fare · sich ans Werk machen

16 · munito di · ausgestattet mit

16 · la ramazza · Besen

17 · la fruizione · Nutzung

18 · puntare su · den Fokus auf etwas richten

29 · scendere al nostro fianco · uns zur Seite stehen

33 · farsi portavoce · als Sprachrohr fungieren

34 · virtuoso · hier: meisterhaft

Klausurteil B: Sprachmittlung isoliert

Compito:

4. Un vostro amico italiano è molto interessato al tema della riduzione dei rifiuti. Avete letto l’articolo “Diesen Frauen reicht ein Marmeladenglas als Mülltonne” e credete che possa essere interessante per lui. Scrivete al vostro amico un’e-mail in cui gli riferite in che modo le due amiche riescono a evitare l’accumulo di rifiuti nella loro vita di ogni giorno. ( mediazione) [18 Punkte]

Materialgrundlage: Klausurteil B

Vanessa Riechmann und Erdmuthe Seth leben seit drei Jahren (fast) ohne Müll. Sie kaufen verpackungsfrei ein, machen sich ihre Zahnpasta selbst und verzichten auf Pampers fürs Baby. Der Müll, den sie über drei Monate sammeln, passt in ein Marmeladenglas.

Diesen Frauen reicht ein Marmeladenglas als Mülltonne

Wenn Erdmuthe Seth drei Monate ihren Müll sammelt, passt er in ein Marmeladenglas. In dem kleinen Behälter stecken zerschnittene Plastikkärtchen (wegen Namensänderung nach Heirat), ein Bahn-Fahrschein, weil die Handyapp nicht funktionierte, und ein Schokobon-Papierchen aus einem schwachen Moment. Mehr ist es nicht. Seth hat gemeinsam mit ihrer Freundin Vanessa Riechmann beschlossen, so wenig Müll wie möglich zu machen.

Bis vor drei Jahren führten die beiden Frauen noch ein ganz normales Hamburger Großstadtleben. Mit Kunststoffverpackungen, Plastik, Styropor und allem, was müllmäßig dazu gehört. Alle paar Tage war der Abfalleimer voll und der Inhalt wanderte in die Tonne. Dann entschieden die Nachbarinnen: So soll es nicht weitergehen. „Wir haben uns viel unterhalten über Mikroplastik, Umweltverschmutzung – und ein besseres Leben“, sagt Riechmann. Und sie stießen auf die Zero-Waste-Bewegung.

[...]

Im Supermarkt um die Ecke kaufen die beiden kaum noch ein, denn abgesehen von Obst und Gemüse steckt dort ja fast alles in Verpackungen – selbst die Salatgurken sind oft in Plastik eingeschweißt. Die meisten Dinge des täglichen Bedarfs bekommen sie im „Stückgut“, einem Unverpackt-Laden in Hamburg-Altona. Hier kann jeder seine eigenen Behältnisse mitbringen und sich die Ware grammweise in Gläser, wiederverwendbare Dosen und Stoffbeutel abfüllen. Nudeln, Reis oder Haferflocken stecken in großen Spendern, Nüsse oder Schokolade können stückweise aus Glasbehältern entnommen werden. [...]

„Wir geben nicht mehr Geld aus als vorher“, sagt Erdmuthe Seth. Denn das Unverpackt-Prinzip erlaube es ihr, nur die Mengen zu kaufen, die sie auch wirklich benötigt. „Wir kaufen bewusster ein“, ergänzt Riechmann (37). Die grüne Kiste, ein verpackungsfreies Gemüse-Abo, sorgt dafür, dass jede Woche frisches Grünzeug sowie Milch und Joghurt im Pfandglas ins Haus geliefert werden. Auf dem Wochenmarkt kaufen die beiden ebenfalls regelmäßig verpackungsfrei ein. Dort gibt es leider auch einen Wagen mit unverpackten Süßigkeiten, weshalb der Plan, durch Zero Waste gesünder zu leben, nicht ganz aufgeht.

Auch der Gang in den Drogeriemarkt – Gomorra der Plastiktuben und Wegwerfdöschen – fällt für die Zero-Waste-Aktivisten flach. Stattdessen machen sie viele Badezimmerartikel einfach selbst. Aus Kokosöl, Natron und einem ätherischen Öl mischt sich Vanessa innerhalb von zwei Minuten ihre eigene Zahnpasta zusammen. Wer den Zahnarzt beruhigen wolle, könne auch noch Fluorid-Salz hinzufügen, sagt sie. Die Handcreme ist ebenfalls schnell selbst gemacht und erfreut sich auch im Verwandten- und Bekanntenkreis als Geschenk großer Beliebtheit. [...]

Das einzige, wofür Erdmuthe bisher keinen müllfreien Ersatz gefunden hat, sind die kleinen Zahnzwischenraumbürsten. „Die Zahn-Hygiene geht in dem Fall vor.“ Auch außerhalb der Wohnung lässt sich für fast alles Lösungen finden. Vanessa Riechmann ist derzeit mit einem Musical auf Tour. Nach dem Auftritt benutzt sie abwaschbare Abschminkpads, den täglichen „Coffee to Go“ lässt sie sich direkt in den eigenen Thermobecher füllen. „Viele Läden geben mir sogar Rabatt, weil sie sich den Becher sparen“, sagt Riechmann. Die Kollegen schauen sich Riechmanns müllfreie Alternativen interessiert an und sie erklärt auch gerne, was sie da tut. Eines aber ist ihr wichtig: „Wir missionieren nicht. Wir laufen nicht mit erhobenem Zeigefinger durch die Gegend.“

[...]

Anmerkung:

Zeile 11 · Zero-Waste-Bewegung: Lebensstil, der sich die absolute Müllvermeidung zum Ziel gesetzt hat

Zeile 27 · Gomorra: hier: verfluchter Ort

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