Aufgabe HT 2 - Compito 4 · Abitur NRW Italienisch GK · Haupttermin · neu einsetzend 2022

Thema: Sprachmittlung Deutsch → Italienisch · Aus der Prüfung GK · Haupttermin · neu einsetzend (2022)

Aufgabenstellung

Remon, un ragazzo di 14 anni fuggito dall’Egitto, ha attraversato il Mediterraneo su un barcone.

Era mattina quando sono arrivato in Italia, in un porto in Sicilia che ho scoperto chiamarsi

Portopalo.

[...]

Ci hanno raggruppati con un ordine che non capivo e hanno immediatamente preso i nostri

5 nomi e ci hanno dato dei numeri da attaccare sulla maglietta. Niente altro. Nessuna domanda,

nessuna spiegazione. Non erano né gentili né violenti. I loro gesti sembravano automatici.

Come se fossero abituati a farli. Come se fossero allenati a non dare troppa confidenza, a non

farsi impietosire troppo. Ma pronti ad accogliere a modo loro, senza sentimentalismi.

[...]

10 Ho capito che anche se non ero più in mare ero ancora solo.

Ho chiesto un bagno e dell’acqua e per magia è arrivato molto di più: un succo di frutta e

delle brioche. Era il primo vero pasto che facevo dopo sette giorni di navigazione. [...]

Appena terminato di mangiare e bere lì in piedi, ci hanno fatto salire su dei piccoli pulmini.

Era meglio che saltare da una barca a un’altra, ma anche lì nessuno ci diceva niente. Non

15 sapevamo dove eravamo diretti. Ci siamo fermati in uno spiazzo e ci hanno detto di

raggrupparci sotto una tenda.

Credevo fossimo finalmente arrivati a Milano, per me l’Italia era solo quello. Che strana

Milano, pensavo. Quando arrivano i palazzi, le auto?

Sotto la tenda c’erano dei medici che hanno iniziato a visitarci. C’era un giovane

20 marocchino che traduceva. Mi hanno chiesto come mi sentissi.

Ho risposto che ero sano, che ero solo stanco.

Mi hanno chiesto solamente se avevo qualche particolare malattia e se mi sentivo male in

quel momento, ma io non avevo niente e quindi non mi hanno fatto nessun controllo.

«Milan?» Ho chiesto al marocchino che traduceva al medico.

25 «Devi andare a Milano?» ha chiesto lui.

«No, questo posto… Questa è Milano?»

Lui ha riso. Ha detto di no. Milano era da tutt’altra parte. E che, poi, a Milano non c’era

il mare. Come potevo arrivare lì in barca? Ho chiesto se era lontana e se era grande. Lui ha

risposto di sì a tutte e due le domande e io mi sono sentito perso. Forse non l’avrei mai

30 raggiunta e, anche se ce l’avessi fatta, forse non avrei mai trovato i parenti di mio padre.

«Ma se questa non è Milano, cos’è?» ho chiesto ancora.

«La Sicilia.»

«Ah», ho risposto al marocchino, e dentro di me ho pensato che forse avevano sbagliato

direzione ed eravamo arrivati in un altro paese. Mi hanno chiesto se ero solo. Per un attimo

35 lo sguardo del medico si è incollato a me. Come se improvvisamente si fosse accorto che ero

un ragazzino.

Solo, spaesato e pure con la convinzione di essere arrivato a Milano, mentre quella, ma

l’ho scoperto dopo qualche giorno, era un’isola che si trovava sulla punta più a sud dell’Italia.

Ma il medico non aveva tempo per la mia storia. La sua attenzione è durata poco. Non mi ha

40 chiesto niente della mia famiglia. Mi ha soltanto chiamato 92.

Io ero il numero 92.

Non ero Remon.

[...]

Non ero Remon e per loro potevo essere un milione di altre persone. Ma non sembrava

45 essere una preoccupazione per nessuno.

Potevo essere un ragazzino solo, forse orfano, forse terrorizzato da quel viaggio miracoloso.

Invece ero solo 92.

[...]

Note:

riga

07 · come se fossero abituati · als ob sie daran gewöhnt wären

08 · farsi impietosire · Mitleid zeigen

15 · essere diretti a · auf etwas zusteuern

15 · lo spiazzo · offener Platz

20 · come mi sentissi · wie ich mich fühlte

30 · farcela · es schaffen

35 · incollarsi · haften bleiben

35 · accorgersi · bemerken

37 · spaesato · verwirrt

46 · orfano · Waisen-

Klausurteil B: Sprachmittlung isoliert

Compito:

4. Un vostro amico di Roma, appassionato di danza, svolge attività di volontariato in una scuola del suo quartiere. Vi è capitato tra le mani questo articolo su un progetto realizzato in una scuola di Amburgo, che a vostro avviso potrebbe interessargli.

Redigete un’e-mail in cui gli riportate le informazioni essenziali sullo svolgimento e sui risultati di questo progetto di integrazione. (mediazione) (18 Punkte)

Junge Hamburger Migranten tanzen Ballett

[...]

„Haltung“, ruft Giovanni Zocco rund zwei Dutzend Jugendlichen zu, „Haltung – das ist das Wichtigste.“ Der beim Ballettgenie John Neumeier ausgebildete Tänzer aus Sizilien zeigt sich kerzengerade im Übungsraum des Hamburger Stadtteilkulturzentrums Honigfabrik – und gibt den 13- bis 15-jährigen Jungen und Mädchen der Nelson-Mandela-Gesamtschule Tanzunterricht. Die stehen in Jogginghosen und T-Shirts in Reih und Glied an Stangen, die Zocco für sie gebaut hat. Üben, was alle Profis kennen [...]

Das klappt mal besser, mal schlechter. Doch die meisten sind konzentriert bei der Sache – und es ist erst der vierte Unterrichtstag. Das große Ziel der Jugendlichen, an deren Lehrinstitut im sozial schwächeren Stadtteil Kirchdorf-Wilhelmsburg es einen 89-Prozent-Anteil von Schülern mit Migrationshintergrund gibt: Im Spätsommer wollen sie – mit selbstgestalteten Kulissen und zu Musik vom Band – das Musical „Billy Elliot“ nach Stephen Daldrys gleichnamigem Kinohit aus dem Jahr 2000 aufführen.

Zunächst für ihre Familien und Freunde, doch auch einen möglichen Auftritt in einem richtigen Theater hat Hannelore Lay schon arrangiert. Die Leiterin der Hamburger Stiftung Kinderjahre fördert mit viel persönlichem Einsatz und 5000 Euro das Projekt, das Studienrätin Elisabeth Hintze, die Kulturbeauftragte der Schule, für den neunten Jahrgang erdacht hat.

In dem Stück, das den jungen Darstellern anspruchsvolle Sprechtexte abverlangt, geht es um den Arbeitersohn Billy, der wie seine männlichen Mitschüler Boxen lernen soll. Er entdeckt aber seine Liebe zum als „weibisch“ angesehenen Ballett und wird am Ende gegen alle Widerstände Berufstänzer. „Die Geschichte spiegelt die Situation vieler junger Menschen, die Klischees erfüllen sollen“, erzählt Hintze. Ihre Schüler sollten hier lernen, „eigene, selbst definierte Lebensziele ehrgeizig und konsequent zu verfolgen und durchzusetzen.“ Das Hinterfragen von Geschlechterrollen sei dabei ein wesentlicher Aspekt. Und auch die Verständigung zwischen Kindern teils sehr unterschiedlicher Kulturen solle gestärkt werden.

„Jeder hat das Recht, so zu sein, wie er ist, muss aber letztendlich die Regeln der Gesellschaft einhalten“ – die Botschaft möchte Hintze, die im Übungsraum fleißig mittanzt, mit der Arbeit am Musical vermitteln. [...]

Die Jugendlichen, die nun die Tanzschuhe angezogen haben, scheinen sich von dem Projekt bereits spürbar bereichert zu fühlen. „Ich hätte mir vor einem Jahr niemals vorstellen können, dass ich hier Ballett tanze. Ich dachte, das machen nur Mädchen“, sagt denn auch Valmir (14), einer von drei Billy-Darstellern.

„Ich wollte es dann aber gern ausprobieren“, fährt Valmir fort, „das Schönste daran für mich ist jetzt: Man fühlt sich freier.“ Seine aus Albanien stammenden Eltern hätten keine Probleme damit – nur seine Schwester mache sich manchmal ein wenig über ihn lustig. Wie alle anderen der muslimischen Mädchen trägt die 15-jährige Selin, deren Vater in der Türkei geboren wurde, kein Kopftuch. Sie verkörpert die Lehrerin, die Billy bei seinem Lebensziel unterstützt.

Selin meint, dass sie manche Anstöße des Stücks wohl nicht brauche, da ihre Eltern ihr – im Gegensatz zu ihren konservativeren Großeltern – bei ihrer Berufswahl ohnehin alle Freiheit ließen. Dafür mag sie es, bei dieser Arbeit zu lernen, über eine lange Zeit am Ball zu bleiben. Und dass selbst die Mitschüler, die vorher gar nicht miteinander geredet haben, nun auch außerhalb der Proben in Austausch kommen.

[...]

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Lösung

Nach den offiziellen Korrekturhinweisen

4. Redigete un’e-mail in cui gli riportate le informazioni essenziali sullo svolgimento e sui risultati di questo progetto di integrazione.

Lösung: Un testo sotto forma di e-mail indirizzata all'amico romano che contenga: - Presentazione del progetto: iniziativa di un'insegnante in collaborazione con una fondazione, lezioni di danza classica tenute da un ballerino professionista a studenti di una scuola con un'alta percentuale di immigrati in un quartiere svantaggiato di Amburgo. - Idea del progetto: basato sul musical «Billy Elliot», con una rappresentazione prevista per amici e familiari e successivamente per il pubblico. - Obiettivo: promuovere la comprensione tra ragazzi di culture diverse e insegnare a perseguire con determinazione i propri obiettivi di vita superando i pregiudizi sui ruoli di genere. - Effetti positivi sugli alunni: sviluppo dell'autoefficacia, perseveranza/costanza e nascita di nuove relazioni/scambi tra studenti anche al di fuori dell'orario scolastico.

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