Aufgabe HT 1 - Compito 4 · Abitur NRW Italienisch GK · Haupttermin · fortgeführt 2022

Thema: Sprachmittlung Deutsch → Italienisch · Aus der Prüfung GK · Haupttermin · fortgeführt (2022)

Aufgabenstellung

Klausurteil A

Il migrante che tornò in patria e disse: fratelli miei, mai più migranti

Dopo aver attraversato il deserto e il mare per venire in Italia, ha deciso che la sua missione era evitare questo destino agli altri. Iniziando da un orto

Chi nasce e vive a Tambacounda ha un unico sogno: raggiungere l'Europa. Dal Senegal,

alla Libia. Dalla Libia, all'Italia. Il grande viaggio: seimila chilometri. Le speranze sono

tante, forse troppe. I rischi non vengono presi in considerazione. La povertà fa più paura. A

Tambacounda non esiste l'elettricità. I villaggi sono insediamenti rurali con piccole capanne.

5 Il fango copre i campi da calcio improvvisati dove i ragazzi trascorrono le giornate.

Tambacounda è uno dei territori più arretrati del Senegal, dorso occidentale dell'Africa

subsahariana, a ovest confina con il Gambia, a est con il Mali. «L'Europa è il nostro paradiso.

Qui non ci sono prospettive future. Viviamo ingannando il tempo». La voce di Seny è ferma.

Non sembra avere 28 anni. È partito quando ne aveva 20. È tornato nel 2016. «Ma non

10 dobbiamo scappare. Dobbiamo lottare».

[...]

Seny è convinto che «la chiave sia cominciare dalle piccole iniziative: un passo alla volta».

Prima di iniziare a costruire orti in giro per Tambacounda, viaggiava per le scuole del paese

raccontando ai giovani quanto fosse pericoloso e difficile il viaggio per l'Europa. Qui, a

15 seimila chilometri di distanza dalle molteplici notizie di naufraghi e dispersi, la percezione

di cosa succede in Libia e nel Mediterraneo è molto più labile: «Le persone non si rendono

conto». Seny era andato via dal Senegal perché non voleva sottostare ai dettami che la sua

famiglia desiderava imporgli. «Io quella donna non l'amavo», spiega. Ha racimolato un po'

di soldi ed è partito per la Libia. «Conoscevo un amico che lavorava lì». Ha trascorso con lui

20 alcuni mesi. [...] Seny cerca un trafficante che possa aiutarlo a lasciare il paese. Chiede di

poter tornare a Tambacounda, nel suo villaggio, ma la tratta dalla Libia al Senegal non esiste.

«Potevo soltanto andare in Europa». Seny accetta, paga 500 euro e si imbarca. Attraversa

il Mediterraneo. Racconta: «Il viaggio è durato cinque ore. Avevamo un solo gommone,

eravamo 97. Una ventina di noi non ce l'hanno fatta. Accanto a me sedevano donne, bambini.

25 È stato tremendo». È sbarcato a Lampedusa. Ricorda il giorno esatto, nonostante la misura

del tempo fosse sbiadita: «Il 25 ottobre del 2013». Trascorre un anno e mezzo nel centro di

accoglienza di Castellammare del Golfo. Aspetta che la sua richiesta d'asilo sia valutata. Una

volta ottenuta la protezione internazionale, viene trasferito ad Aidone. «Qui ho conosciuto

l'associazione Don Bosco e ho iniziato una nuova vita. Mi hanno accolto e aiutato».

30 Impara l'italiano, si iscrive a corsi di formazione. «In Senegal avevo frequentato le scuole

medie, ma in Italia il mio diploma non era riconosciuto. Me ne sono fatto una ragione e ho

ripreso a studiare». Comincia un processo di integrazione che per la maggior parte dei migranti

rimane soltanto un miraggio. Dice di essere stato fortunato. «Quando sono andato via dal mio

Paese, non avevo idea di che cosa volesse dire chiedere aiuto all'Europa. Pensavo fosse più

35 facile. Non sapevo di non essere il benvenuto. Molte cose le ho scoperte con il tempo, stando

qui».

In quegli anni arrivavano moltissimi senegalesi nel centro di accoglienza dell'associazione

Don Bosco. Mancavano mediatori e traduttori. Seny decide di dare una mano, inizia a fare

da interprete. L'associazione Don Bosco decide di assumerlo a tempo indeterminato come

40 mediatore culturale. Seny ottiene un permesso di soggiorno per motivi lavorativi. «Parlavo

con le persone, gli spiegavo perché erano lì, cosa dovevano fare. Alcuni erano spaesati»,

aggiunge.

[...] L'idea di tornare in Senegal per fermare la partenza di migliaia di giovani è nata quasi

per caso. «Mi hanno chiesto: torneresti a casa? Io ho risposto subito di sì, non aspettavo altro».

45 Dall'Italia al Senegal, dal Senegal all'Italia. Seny ha incominciato a viaggiare. Stava un mese

o due e poi tornava dai suoi colleghi dell'associazione Don Bosco. Quando ne parla, quasi si

commuove: «La prima trasferta è stata nel 2016. Siamo andati a sentire che cosa pensassero

gli abitanti di Tambacounda del nostro progetto agricolo. È stato stranissimo rivedere il mio

villaggio».

50 Nel 2017 si è trasferito definitivamente in Senegal. «Dopo gli incontri nelle scuole, abbiamo

iniziato facendo corsi di formazione per i ragazzi. Ci occupavamo di agricoltura, artigianato,

turismo», ricorda. Poi è arrivato il primo orto, a Wassadou. [...]

Su WhatsApp, Seny ha una bellissima immagine del profilo, si intravede una ragazza

sorridente. «È mia moglie», commenta. Il matrimonio l'hanno celebrato a Tambacounda.

55 Ora vivono lì, sembrano felici. Seny ha anche ricominciato a parlare con la sua famiglia. È

tornato a casa. Come lui, anche altri migranti accolti dall'associazione Don Bosco, stanno

facendo la stessa scelta: il grande viaggio, seimila chilometri. Questa volta dall'Italia al

Senegal.

Note:

riga

01 · Tambacounda · Stadt im Senegal

04 · l'insediamento rurale · bäuerliche Siedlung

06 · arretrato · rückständig

06/07 · il dorso occidentale dell'Africa subsahariana · westliches Hinterland südlich der Sahara

08 · ingannare il tempo · Zeit vertreiben

15 · la percezione · Wahrnehmung

17 · sottostare ai dettami · sich den strengen Regeln unterwerfen

18 · racimolare · zusammenkratzen

21 · la tratta · hier: Route des Menschenhandels

26 · sbiadire · verblassen

27 · Castellammare del Golfo · Kleinstadt an der Nordküste Siziliens

28 · Aidone · Kleinstadt im Landesinneren Siziliens

29 · l'associazione Don Bosco · Organisation für nachhaltige Entwicklungshilfe der katholischen Kirche

31 · farsene una ragione · darüber hinwegkommen

33 · il miraggio · Illusion

41 · spaesato · verwirrt

52 · Wassadou · Ortschaft im Senegal in der Nähe von Tambacounda

Klausurteil B: Sprachmittlung isoliert

Compito 4 (mediazione) [18 Punkte]

Un amico italiano sta cercando spunti per un progetto a favore di giovani immigrati. Avete trovato questo articolo e credete che potrebbe essergli utile.

Scrivete un'e-mail al vostro amico e presentategli l'attività che RefugeeLine svolge in Germania insieme ai giovani immigrati.

„Wenn man einen Willen und ein Ziel hat, dann schafft man das!“

Ein Interview mit Najat Bouidra. Projektleiterin RefugeeLine.

Was ist RefugeeLine?

Das Projekt RefugeeLine richtet sich speziell an Menschen mit Fluchterfahrung. Das heißt, wir betreuen geflüchtete Menschen, erledigen Papierkram, machen Übersetzungen, begleiten Arztbesuche, falls jemand medizinische Betreuung benötigt und vieles mehr. Hinzu kommen generelle Beratungen für geflüchtete Jugendliche, die hier in Deutschland sind und eine Orientierung brauchen. Wir können solche jungen Menschen motivieren und erste Türen öffnen, damit sie eine gute Zukunft hier in Deutschland haben. Nachhilfeunterricht gehört genauso dazu, ebenso eine Form von Seelsorge.

Unterscheidet sich die Arbeit mit jungen Geflüchteten von der mit in Deutschland geborenen Kindern und Jugendlichen?

Ja, natürlich. Diese Kinder haben eine ganz andere Ausgangslage, haben teilweise traumatisierende Erfahrungen gemacht und schwere Verluste erlebt. Manche sind einfach deprimiert und wissen nicht, wie es mit ihrem Leben weitergehen soll. Am Anfang, als die meisten noch in Sporthallen gewohnt haben, war das Hauptproblem, eine Wohnung zu finden und einen Aufenthaltsstatus zu bekommen. Mittlerweile stellen sich ganz andere Fragen. Und zwar welche Perspektiven man in der deutschen Gesellschaft hat. Da geht es um die Vermittlung in Sprachkurse, in eine Ausbildung oder die Anerkennung von Abschlüssen. Dabei sind gerade Kinder und Jugendliche auf Unterstützung und Motivation angewiesen, aber auch emotionale Stützung ist gefragt. Oftmals schaffen es die Eltern nicht, all dies aufzubringen, weil sie selbst mit der fremden Kultur, den neuen Gesetzen und der Sprache überfordert sind. Sogar das Wetter und Klima sind fremd. Einfach alles. Sie können ihren Kindern nicht in dem Maße helfen, wie sie es gerne möchten. Wenn sie dann zu uns kommen, besprechen wir Schritt für Schritt, was wir tun können, bis die Kinder und Jugendlichen wieder eine Perspektive haben.

Wie sieht eure Hilfestellung konkret aus?

Manche Kinder haben ihr Selbstbewusstsein verloren, weil sie in der Schule mit der Sprache nicht klarkommen. Sie vergleichen sich mit Kindern, die in Deutschland geboren sind und merken, dass sie in der Schule besser sind und einfacher mitkommen. Das ist für sie natürlich frustrierend. Viele denken dann, dass eine schöne Zukunft aussichtslos ist und verlernen zu träumen. Teilweise geben sie sich mit unbefriedigenden Optionen zufrieden. Nach dem Motto „Das reicht mir schon!“. Unser Job ist es, Türen zu öffnen – nach Innen und nach Außen. Konkrete schulische Hilfestellungen wie Nachhilfe in den Hauptfächern Englisch, Deutsch und Mathe, aber auch Berufsorientierung sowie Bewerbungstraining gehen bei uns Hand in Hand mit moralischer Unterstützung. Die Kids brauchen das Gefühl von zu Hause und familiärer Atmosphäre. Eine Atmosphäre, in der sie sich wohl und sicher fühlen können. Deswegen versuchen wir, es ihnen so schön zu machen wie möglich. Backen Kuchen oder kochen zusammen. Und es funktioniert. Mit unserer Unterstützung sind jetzt viele dieser Kinder motivierter und wissen, was sie zu tun haben, um in der deutschen Gesellschaft anzukommen.

Dein Abschlusswort!

„Zukunft ist Zukunft. Egal welche Vergangenheit man hat. Wenn man einen Willen und ein Ziel hat, dann schafft man das!“ Das sage ich meinen Kindern und Jugendlichen im Kurszentrum immer wieder. Bei geflüchteten Jugendlichen ist es nochmal besonders wichtig zu motivieren. […] Und vielleicht können sie sogar vieles schaffen, was in Deutschland geborene Kinder nicht schaffen können. Weil man Dinge nicht durch seine Nationalität und Herkunft schafft, sondern allein durch seinen Willen und den Glauben an sich selbst. Heute habe ich von zwei meiner Schüler erfahren, dass sie sich um zwei ganze Noten im Englisch-Unterricht verbessert haben. Das macht mich total glücklich und es tut gut, so ein Feedback zurückbekommen. Diese Freude, die mir die Kinder schenken, wenn sie sich in der Schule verbessern und gute Noten schreiben. Das ist ein Geschenk für mich.

[…]

Aufgabenstellung: Aufgabe HT 1 - Compito 4 · Abitur NRW Italienisch GK · Haupttermin · fortgeführt 2022

Lösung

Nach den offiziellen Korrekturhinweisen

Scrivete un'e-mail al vostro amico e presentategli l'attività che RefugeeLine svolge in Germania insieme ai giovani immigrati.

Lösung: Esempio di e-mail: Caro Marco, come stai? Ho saputo che stai raccogliendo idee per il tuo progetto di sostegno ai giovani immigrati e volevo parlarti di un'iniziativa tedesca davvero interessante che ho appena scoperto: si chiama *RefugeeLine* ed è guidata da Najat Bouidra. Il progetto si rivolge a persone con esperienza di fuga, offrendo aiuto burocratico e quotidiano, ma dedica un'attenzione particolare ai giovani rifugiati. Questi ragazzi affrontano una situazione complessa: spesso hanno vissuto traumi e perdite importanti, si sentono disorientati o depressi, e le loro famiglie spesso non riescono ad aiutarli a sufficienza perché a loro volta sopraffatte dalla nuova lingua, dalle leggi e da una cultura del tutto estranea. RefugeeLine interviene con un sostegno sia pratico sia emotivo. Da un lato offrono ripetizioni nelle materie principali (come tedesco, inglese e matematica), orientamento professionale e preparazione ai colloqui di lavoro, oltre a facilitare l'accesso a corsi di lingua e al riconoscimento dei titoli. Dall'altro lato, creano un'atmosfera familiare e accogliente (ad esempio cucinando insieme), fondamentale per farli sentire al sicuro, restituire loro fiducia e motivarli a credere nel proprio futuro. Spero che questo modello ti possa ispirare per il tuo progetto! Fammi sapere cosa ne pensi. A presto, [Nome]

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