Aufgabe HT 2 - Compito 4 · Abitur NRW Italienisch GK · Haupttermin · fortgeführt 2021
Thema: Sprachmittlung Deutsch → Italienisch · Aus der Prüfung GK · Haupttermin · fortgeführt (2021)
Aufgabenstellung
Klausurteil A
Salvatore, cresciuto a Lampedusa, sceglie di rimanere sull’isola con i suoi familiari e rinuncia in questo modo al sogno di studiare sulla terraferma.
Salvatore specchia il suo riflesso nel mare, superficie e abisso, l’infinito finito. Immagina i futuri che si è lasciato alle spalle, i futuri tralasciati da ogni essere umano e che non si possono dimenticare.
Si impegna a fondo nel lavoro, osserva suo padre e ne copia movimenti che, come calchi, fanno parte della sua infanzia. I pesci guizzano tra le mani, si contorcono nelle cassette, boccheggiano fino all’ultimo.
[...]
Suo padre ha sempre pescato di giorno, una scelta meno fruttuosa, ma con tempi e modi rilassati. La maggioranza dei pescatori ha comperato pescherecci più grandi, ha assunto uno o due ragazzi sul posto, ha aumentato le ore di pesca notturna, lo stress, i guadagni e le spese. Suo padre dice che il lavoro deve aiutare a vivere, non essere la vita stessa. Dice che di soldi ne bastano pochi, che rincorrerli è stupido quanto ammonticchiarli in banca [...].
Dalla sua vita traspare una soddisfazione e una saggezza che Salvatore vuole conservare e portare con sé qualsiasi cosa dovesse accadere.
[...]
Un pomeriggio, a Punta Tonnara, in una rada riparata dalle correnti, luogo ideale per una buona pesca, un uomo in acqua si sbraccia e attira la loro attenzione. Raccolgono le reti più in fretta che possono e lo raggiungono. L’uomo è un ragazzo, la pelle nera e lucida, nello sguardo la paura e la spossatezza di un’odissea. Il padre di Salvatore lo solleva e lo trascina sulla barca. Il ragazzo si accascia, scivola su un fianco, prima di ritrovare le forze, in ginocchio, per allungare le braccia davanti a lui e indicare un punto preciso tra le onde. Dice delle parole in un inglese stentato, si aggrappa a una manica della giacca di Salvatore.
Il padre spinge il motore al massimo, prende una coperta e la mette addosso al ragazzo che comincia a tremare. Oltre un’insenatura compare un barcone alla deriva, colmo di migranti, di urla che si alzano disperate. Più si avvicinano, più i volti si delineano, e diventa chiaro che un’onda potrebbe capovolgere l’imbarcazione. Le correnti di Punta Tonnara lottano e spumeggiano sulla superficie, dettano i tempi di un rischio che non si può calcolare.
A pochi metri di distanza, il padre invia un SOS alla capitaneria di porto e dice a Salvatore di gettare una fune. Un uomo magro e agile, con pantaloni al polpaccio, si mette in equilibrio sulle sponde, la prende al volo e la lega a prua. Quando la fune si tende, entrambe le barche sembrano sul punto di affondare. I sette metri dello scafo del padre di Salvatore si inclinano, la puzza di nafta bruciata del motore stagna nelle narici. Ma i nodi reggono e le due imbarcazioni iniziano a dirigersi lentamente verso la costa, l’una al traino dell’altra.
La spiaggia di Punta Tonnara è a un centinaio di metri, i respiri a bordo prendono il ritmo corto delle onde più vicine a riva. Finché il bagnasciuga non è più una speranza, ma un solido approdo.
Salvatore aiuta le donne a scendere, riceve fagotti con neonati piangenti che tiene al petto e li porta alle madri che li reclamano. Ci sono uomini stremati che cadono sulla sabbia e che sorridono mentre con un braccio indicano prima il cielo e poi la terra. Qualcuno domanda se quella è l’Italia, qualcuno chiede dell’acqua da bere, altri piangono.
Salvatore e suo padre si sentono piccoli, intrusi imprevisti che hanno fatto il poco possibile. Il primo ragazzo che hanno recuperato li raggiunge, li ringrazia e li mostra agli altri suoi compagni. Chi può si alza, trova le energie residue per sfilare davanti a loro e consegnare un grazie sempre diverso, come i visi e i gesti, i colori della pelle, i suoni delle voci, i sorrisi sinceri.
I soccorsi organizzati arrivano. Camionette, elicotteri, motoscafi. Decine di divise invadono la spiaggia. Comandi e professionalità. I migranti vengono portati via, Salvatore e suo padre non li rivedranno più. Passeranno da un luogo a un altro, da un centro di accoglienza a una libertà svuotata di essenza perché priva di vere opportunità. Si disperderanno, avranno fortuna o torneranno indietro. E forse si ricorderanno dei due pescatori sulla spiaggia di Punta Tonnara, della gentilezza e del pudore del loro sguardo.
Note:
riga
02 · lasciarsi qcs. alle spalle · etwas hinter sich lassen
04 · il calco · Abdruck
05 · guizzare · entschlüpfen, entgleiten
12 · ammonticchiare · (auf)stapeln
13 · trasparire · ersichtlich werden
16 · Punta Tonnara · Landzunge im Süden der Insel Lampedusa
16 · la rada · kleine Bucht
17 · sbracciarsi · die Arme schwenken
19 · la spossatezza · Erschöpfung, Entkräftung
20 · accasciarsi · in sich zusammensinken
24 · alla deriva · auf dem Wasser treibend
27 · spumeggiare · schäumen
29 · la fune · Seil
30 · la prua · Bug
32 · stagnare nelle narici · in der Nase hängenbleiben
33 · l’una al traino dell’altra · das eine (Boot) vom anderen geschleppt
35 · il bagnasciuga · Strandlinie
43 · sfilare · vorbeiziehen
46 · la divisa · hier: Menschen in Uniform
Klausurteil B: Sprachmittlung isoliert
Compito 4: Mediazione
Ein ehrgeiziger, syrischer Arzt schafft den Weg zur deutschen Approbation
[...]
Herr S., zuerst einmal herzlichen Glückwunsch für Ihren bemerkenswerten Werdegang in Deutschland! Es war ein sehr langer und anstrengender Weg für Sie, von Syrien hierher. Wie sind Sie nach Deutschland gekommen und wie haben Sie sich dabei gefühlt?
Der Weg von Syrien nach Deutschland war nicht sehr schön. Ehrlich gesagt, war er wirklich schlimm. Ich bin zusammen mit meinem Cousin nach Deutschland gereist. Das hat meine Reise erträglicher gemacht, da man immer jemanden Vertrautes an der Seite hatte. Wir sind im November 2015 über die alte Balkanroute nach Deutschland gekommen. [...] Wir sind mit sämtlichen Fortbewegungsmitteln gefahren: mit dem Bus in den Libanon, mit dem Flugzeug in die Türkei, mit dem Boot nach Griechenland und von dort aus mit Bahnen und Bussen nach Stuttgart. Wir waren etwa zwei Wochen unterwegs, was noch sehr kurz ist für diese Strecke. [...] Als wir Deutschland endlich erreicht hatten, sind wir in Stuttgart in eine Notunterkunft gekommen, in der wir vier Wochen bleiben durften. Insgesamt waren mein Cousin und ich in drei Flüchtlingsunterkünften. In der letzten waren wir dann sogar für 6 Monate untergebracht.
Ein wirklich langer Weg für Sie, Herr S. Sie haben während Ihrer Aufenthalte in den verschiedenen Flüchtlingsunterkünften viele ehrenamtliche Tätigkeiten wahrgenommen. Wie sind Sie dazu gekommen und konnten Sie zu diesem Zeitpunkt schon Deutsch sprechen?
Ja, genau. Ich habe 6 Monate vor meiner Reise nach Deutschland angefangen, Deutsch bis zum Level B1 bei einem syrischen Lehrer, der schon 15 Jahre in Deutschland gelebt hat, zu lernen. Deshalb beherrschte ich die deutsche Sprache schon ein bisschen bei meiner Ankunft hier.
In der ersten Notunterkunft in Stuttgart bin ich gleich zum Heimleiter gegangen, habe mich als Arzt vorgestellt und gesagt, dass ich gerne hier mitarbeiten und helfen möchte. In der Unterkunft gab es eine kleine Praxis, in der ich gleich an meinem zweiten Tag als Dolmetscher arbeiten durfte. In der zweiten Unterkunft, in der wir auch den Asylantrag stellen konnten, durften mein Cousin und ich 6 Wochen bleiben. Dort habe ich als Dolmetscher in einer Impfpraxis gearbeitet. Nach diesen 6 Wochen wurden wir dann in eine größere Unterkunft mit wirklich sehr vielen Menschen verlegt. Dort waren wir für 6 Monate untergebracht. Hier habe ich auch beim Dolmetschen geholfen und die anderen Bewohner bei Behörden- und Krankenhausbesuchen begleitet. Der Unterkunftsleiter war so zufrieden mit meiner Arbeit, dass er mir angeboten hat, einen B2-Kurs in Tübingen zu besuchen. Das hat mich natürlich sehr gefreut und ich habe dies auch sehr, sehr gerne angenommen. Ich hatte dann 3 Mal die Woche Sprachkurse.
Als ich endlich meine Papiere aus Syrien und meine Aufenthaltsgenehmigung erhalten hatte, habe ich mir ein WG-Zimmer in der Nähe von Stuttgart gesucht. Ich bin dann auch fündig geworden, eine total nette und multikulturelle WG. Dort habe ich dann mein B2 Sprachzertifikat abgeschlossen.
Und wie verlief Ihr Weg von da bis zu Ihrer Approbation als Arzt?
Als ich mein B2 Sprachzertifikat bestanden hatte, habe ich mich für einen 8-monatigen Vorbereitungskurs für die Fachsprach- und Kenntnisprüfung in Stuttgart beworben. [...]
Ich bin sehr bald im Internet auf MOG 1 gestoßen, habe mich direkt beworben und dann ging alles wirklich sehr schnell. Schon 5 Tage nach meinem ersten Anruf hatte ich mein erstes Vorstellungsgespräch. Ich bin zu dem Gespräch in die Klinik gefahren und war total begeistert. Der Chefarzt und das ganze Team waren so nett und freundlich. Mir wurde die Stelle angeboten und ich habe nicht gezögert und angenommen, obwohl ich noch zwei weitere Gespräche offen hatte, die ich dann abgesagt habe. [...]
Ich fühle mich wirklich sehr wohl in meiner neuen Heimat und mit meinem Job hier in Deutschland.
1 MOG: Medical Onboarding Germany (2012 gegründete Internetplattform zur Vermittlung von Stellenangeboten in der Gesundheitsbranche)
4. Una vostra amica italiana presta servizio come volontaria in un centro di accoglienza per migranti e ha fatto la conoscenza di un giovane siriano, laureato in medicina nel suo paese, che desidera esercitare la professione di medico in Germania. Vi chiede qualche suggerimento. Avete letto questa intervista e credete che possa essere utile alla vostra amica. Scrivetele un'e-mail in cui riportate le informazioni del testo che per lei sono importanti. (mediazione) [18 Punkte]

Lösung
Nach den offiziellen Korrekturhinweisen
4. Una vostra amica italiana presta servizio come volontaria in un centro di accoglienza per migranti e ha fatto la conoscenza di un giovane siriano, laureato in medicina nel suo paese, che desidera esercitare la professione di medico in Germania. Vi chiede qualche suggerimento. Avete letto questa intervista e credete che possa essere utile alla vostra amica. Scrivetele un'e-mail in cui riportate le informazioni del testo che per lei sono importanti. (mediazione)
Lösung: E-mail di mediazione linguistica (da tedesco a italiano) indirizzata all'amica. Il testo deve sintetizzare le tappe e i consigli ricavati dall'intervista del medico siriano: - Notizie biografiche ed esperienza di arrivo/integrazione in Germania dopo la fuga. - L'importanza fondamentale delle competenze linguistiche: studio del tedesco già prima della partenza (livello B1), corsi successivi in Germania (B2), corso preparatorio ed esame di lingua specialistica medica e di conoscenze (Fachsprach- und Kenntnisprüfung) necessario prima dell'abilitazione (Approbation). - L'utilità di piattaforme online specializzate (come Medical Onboarding Germany - MOG) per facilitare la ricerca di lavoro nel settore sanitario. - Il valore dell'impegno, della costanza e dell'iniziativa personale (es. fare volontariato come interprete nei centri d'accoglienza e negli ambulatori per farsi conoscere e migliorare il tedesco).
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