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Examen de Italiano PAU Valencia 2022 · Extraordinaria
Examen de Italiano de Selectividad de Valencia (PAU) 2022, Extraordinaria (julio): 5 problemas con solución. Con corrección al momento.
Temas del examen: Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso) · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole) · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi) · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente) · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Ejercicio Texto 1 - Parte A - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)
Text 1/ Texto 1: Scuola a distanza?
1 Nei 700 racconti scritti dagli studenti per Repubblica@Scuola l'universo delle lezioni da casa
raccontato "dal di dentro". Critiche, problemi per il digital divide, ma anche qualche voce che
apprezza lo sforzo dei docenti e l'unico metodo di studio possibile in questo momento: "Prima
dovevo svegliarmi prestissimo per andare in classe... sì, mi piace, riesco a fare i compiti che mi
5 assegnano"
Si sono abituati? Sì, ovviamente: la generazione digitale per eccellenza non poteva non abituarsi
velocemente a fare scuola da casa. Ma non gli piace, per nulla. Sono trascorsi più di due mesi, e in
questo periodo Repubblica@Scuola ha tenuto aperto un canale per raccogliere le loro impressioni.
Come sempre gli è stato chiesto di scrivere articoli che raccontassero le sensazioni, i dubbi, le
10 proteste e le proposte a partire da un video realizzato dai ragazzi e dalle ragazze di Sottosopra, il
movimento giovani per Save The Children. Ne sono arrivati oltre settecento tra medie e licei, una
enormità, trasformando questa iniziativa in una sorta di inchiesta "dal di dentro" sulla didattica a
distanza. Dalle emozioni che prendono il sopravvento sulla comodità immaginata, dalle critiche sui
tanti difetti della "smart school" agli apprezzamenti per lo sforzo dei prof. al grande tema del digital-
15 divide, la difficoltà di stare nella Rete in tante case italiane.
La scuola - intesa come edificio, classe, cortile - gli manca. Gli mancano i rapporti umani con i
compagni, gli mancano i professori, gli manca persino la paura dell'interrogazione e il sollievo per
averla "sfangata". Tutti temi che sono al centro del dibattito, anche politico, in queste settimane
legato alla decisione su come far svolgere gli esami e sulle modalità per ripartire a settembre. Ma,
20 sintetizzati così, danno da pensare: "Chi l'avrebbe mai detto che avremmo potuto rimpiangere i nostri
bei banchi di scuola o la nostra odiosa sveglia la mattina presto oppure le ansie per compiti e
interrogazioni o addirittura le interrogazioni faccia a faccia, o meglio, il contatto che si crea durante
un'interrogazione tra alunni e insegnanti? Io non mi sarei mai immaginata di svegliarmi la mattina e
dire: "A quest'ora a scuola c'era la prof di scienze ed eravamo a divertirci in laboratorio" o, da non
25 credere, di svegliarmi e dire: Mi manca correggere la versioncina"...
di ANGELO MELONE, 16 maggio 2020, repubblica.it
Parte A. Comprensione scritta
I. Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo (2 x 1 = 2 punti)
1.
Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo
2.
Secondo il testo, quali sono i principali svantaggi che si dice abbiano gli studenti con la modalità “la scuola da casa”? Quali vantaggi? Racconta brevemente gli aspetti a favore e gli aspetti contro.
Ejercicio Texto 1 - Parte A - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)
Text 1/ Texto 1: Scuola a distanza?
1 Nei 700 racconti scritti dagli studenti per Repubblica@Scuola l'universo delle lezioni da casa
raccontato "dal di dentro". Critiche, problemi per il digital divide, ma anche qualche voce che
apprezza lo sforzo dei docenti e l'unico metodo di studio possibile in questo momento: "Prima
dovevo svegliarmi prestissimo per andare in classe... sì, mi piace, riesco a fare i compiti che mi
5 assegnano"
Si sono abituati? Sì, ovviamente: la generazione digitale per eccellenza non poteva non abituarsi
velocemente a fare scuola da casa. Ma non gli piace, per nulla. Sono trascorsi più di due mesi, e in
questo periodo Repubblica@Scuola ha tenuto aperto un canale per raccogliere le loro impressioni.
Come sempre gli è stato chiesto di scrivere articoli che raccontassero le sensazioni, i dubbi, le
10 proteste e le proposte a partire da un video realizzato dai ragazzi e dalle ragazze di Sottosopra, il
movimento giovani per Save The Children. Ne sono arrivati oltre settecento tra medie e licei, una
enormità, trasformando questa iniziativa in una sorta di inchiesta "dal di dentro" sulla didattica a
distanza. Dalle emozioni che prendono il sopravvento sulla comodità immaginata, dalle critiche sui
tanti difetti della "smart school" agli apprezzamenti per lo sforzo dei prof. al grande tema del digital-
15 divide, la difficoltà di stare nella Rete in tante case italiane.
La scuola - intesa come edificio, classe, cortile - gli manca. Gli mancano i rapporti umani con i
compagni, gli mancano i professori, gli manca persino la paura dell'interrogazione e il sollievo per
averla "sfangata". Tutti temi che sono al centro del dibattito, anche politico, in queste settimane
legato alla decisione su come far svolgere gli esami e sulle modalità per ripartire a settembre. Ma,
20 sintetizzati così, danno da pensare: "Chi l'avrebbe mai detto che avremmo potuto rimpiangere i nostri
bei banchi di scuola o la nostra odiosa sveglia la mattina presto oppure le ansie per compiti e
interrogazioni o addirittura le interrogazioni faccia a faccia, o meglio, il contatto che si crea durante
un'interrogazione tra alunni e insegnanti? Io non mi sarei mai immaginata di svegliarmi la mattina e
dire: "A quest'ora a scuola c'era la prof di scienze ed eravamo a divertirci in laboratorio" o, da non
25 credere, di svegliarmi e dire: Mi manca correggere la versioncina"...
di ANGELO MELONE, 16 maggio 2020, repubblica.it
Parte A. Comprensione scritta
II. Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta (3 x 0,5 = 1,5 punti)
1.
Alcuni studenti si dichiarano sorpresi da un sentimento di nostalgia per le attività scolastiche quotidiane che in quarantena si possono fare soltanto da casa
2.
Gli studenti hanno accettato senza problemi la scuola a distanza anche se gli piace poco, in realtà
3.
Se si parla di compagni, gli studenti ne sentono la mancanza, ma se invece si parla di professori e di esami, allora sono contenti di non andare più a scuola e collegarsi da casa fino a settembre
Ejercicio Texto 1 - Parte A - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)
Text 1/ Texto 1: Scuola a distanza?
1 Nei 700 racconti scritti dagli studenti per Repubblica@Scuola l'universo delle lezioni da casa
raccontato "dal di dentro". Critiche, problemi per il digital divide, ma anche qualche voce che
apprezza lo sforzo dei docenti e l'unico metodo di studio possibile in questo momento: "Prima
dovevo svegliarmi prestissimo per andare in classe... sì, mi piace, riesco a fare i compiti che mi
5 assegnano"
Si sono abituati? Sì, ovviamente: la generazione digitale per eccellenza non poteva non abituarsi
velocemente a fare scuola da casa. Ma non gli piace, per nulla. Sono trascorsi più di due mesi, e in
questo periodo Repubblica@Scuola ha tenuto aperto un canale per raccogliere le loro impressioni.
Come sempre gli è stato chiesto di scrivere articoli che raccontassero le sensazioni, i dubbi, le
10 proteste e le proposte a partire da un video realizzato dai ragazzi e dalle ragazze di Sottosopra, il
movimento giovani per Save The Children. Ne sono arrivati oltre settecento tra medie e licei, una
enormità, trasformando questa iniziativa in una sorta di inchiesta "dal di dentro" sulla didattica a
distanza. Dalle emozioni che prendono il sopravvento sulla comodità immaginata, dalle critiche sui
tanti difetti della "smart school" agli apprezzamenti per lo sforzo dei prof. al grande tema del digital-
15 divide, la difficoltà di stare nella Rete in tante case italiane.
La scuola - intesa come edificio, classe, cortile - gli manca. Gli mancano i rapporti umani con i
compagni, gli mancano i professori, gli manca persino la paura dell'interrogazione e il sollievo per
averla "sfangata". Tutti temi che sono al centro del dibattito, anche politico, in queste settimane
legato alla decisione su come far svolgere gli esami e sulle modalità per ripartire a settembre. Ma,
20 sintetizzati così, danno da pensare: "Chi l'avrebbe mai detto che avremmo potuto rimpiangere i nostri
bei banchi di scuola o la nostra odiosa sveglia la mattina presto oppure le ansie per compiti e
interrogazioni o addirittura le interrogazioni faccia a faccia, o meglio, il contatto che si crea durante
un'interrogazione tra alunni e insegnanti? Io non mi sarei mai immaginata di svegliarmi la mattina e
dire: "A quest'ora a scuola c'era la prof di scienze ed eravamo a divertirci in laboratorio" o, da non
25 credere, di svegliarmi e dire: Mi manca correggere la versioncina"...
di ANGELO MELONE, 16 maggio 2020, repubblica.it
Parte A. Comprensione scritta
III. Trovate, nel testo, un sinonimo alle seguenti parole o espressioni (6 x 0,25 = 1,5 punti)
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Ejercicio Texto 1 - Parte A - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)
Text 1/ Texto 1: Scuola a distanza?
1 Nei 700 racconti scritti dagli studenti per Repubblica@Scuola l'universo delle lezioni da casa
raccontato "dal di dentro". Critiche, problemi per il digital divide, ma anche qualche voce che
apprezza lo sforzo dei docenti e l'unico metodo di studio possibile in questo momento: "Prima
dovevo svegliarmi prestissimo per andare in classe... sì, mi piace, riesco a fare i compiti che mi
5 assegnano"
Si sono abituati? Sì, ovviamente: la generazione digitale per eccellenza non poteva non abituarsi
velocemente a fare scuola da casa. Ma non gli piace, per nulla. Sono trascorsi più di due mesi, e in
questo periodo Repubblica@Scuola ha tenuto aperto un canale per raccogliere le loro impressioni.
Come sempre gli è stato chiesto di scrivere articoli che raccontassero le sensazioni, i dubbi, le
10 proteste e le proposte a partire da un video realizzato dai ragazzi e dalle ragazze di Sottosopra, il
movimento giovani per Save The Children. Ne sono arrivati oltre settecento tra medie e licei, una
enormità, trasformando questa iniziativa in una sorta di inchiesta "dal di dentro" sulla didattica a
distanza. Dalle emozioni che prendono il sopravvento sulla comodità immaginata, dalle critiche sui
tanti difetti della "smart school" agli apprezzamenti per lo sforzo dei prof. al grande tema del digital-
15 divide, la difficoltà di stare nella Rete in tante case italiane.
La scuola - intesa come edificio, classe, cortile - gli manca. Gli mancano i rapporti umani con i
compagni, gli mancano i professori, gli manca persino la paura dell'interrogazione e il sollievo per
averla "sfangata". Tutti temi che sono al centro del dibattito, anche politico, in queste settimane
legato alla decisione su come far svolgere gli esami e sulle modalità per ripartire a settembre. Ma,
20 sintetizzati così, danno da pensare: "Chi l'avrebbe mai detto che avremmo potuto rimpiangere i nostri
bei banchi di scuola o la nostra odiosa sveglia la mattina presto oppure le ansie per compiti e
interrogazioni o addirittura le interrogazioni faccia a faccia, o meglio, il contatto che si crea durante
un'interrogazione tra alunni e insegnanti? Io non mi sarei mai immaginata di svegliarmi la mattina e
dire: "A quest'ora a scuola c'era la prof di scienze ed eravamo a divertirci in laboratorio" o, da non
25 credere, di svegliarmi e dire: Mi manca correggere la versioncina"...
di ANGELO MELONE, 16 maggio 2020, repubblica.it
Parte A. Comprensione scritta
IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c) (4 x 0,25 = 1 punto)
1.
Come sempre [agli alunni] gli è stato chiesto di scrivere articoli che raccontassero le sensazioni, i dubbi, le proteste e le proposte a partire da un video
2.
[...] scrivere articoli che raccontassero le sensazioni, i dubbi, le proteste e le proposte a partire da un video realizzato dai ragazzi e dalle ragazze di Sottosopra, il movimento giovani per Save The Children.
3.
Io non mi sarei mai immaginata di svegliarmi la mattina e dire: "A quest'ora a scuola c'era la prof di scienze ed eravamo a divertirci in laboratorio"
4.
[...] ma anche qualche voce che apprezza lo sforzo dei docenti e l'unico metodo di studio possibile in questo momento
Ejercicio Texto 1 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Text 1/ Texto 1: Scuola a distanza?
1 Nei 700 racconti scritti dagli studenti per Repubblica@Scuola l'universo delle lezioni da casa
raccontato "dal di dentro". Critiche, problemi per il digital divide, ma anche qualche voce che
apprezza lo sforzo dei docenti e l'unico metodo di studio possibile in questo momento: "Prima
dovevo svegliarmi prestissimo per andare in classe... sì, mi piace, riesco a fare i compiti che mi
5 assegnano"
Si sono abituati? Sì, ovviamente: la generazione digitale per eccellenza non poteva non abituarsi
velocemente a fare scuola da casa. Ma non gli piace, per nulla. Sono trascorsi più di due mesi, e in
questo periodo Repubblica@Scuola ha tenuto aperto un canale per raccogliere le loro impressioni.
Come sempre gli è stato chiesto di scrivere articoli che raccontassero le sensazioni, i dubbi, le
10 proteste e le proposte a partire da un video realizzato dai ragazzi e dalle ragazze di Sottosopra, il
movimento giovani per Save The Children. Ne sono arrivati oltre settecento tra medie e licei, una
enormità, trasformando questa iniziativa in una sorta di inchiesta "dal di dentro" sulla didattica a
distanza. Dalle emozioni che prendono il sopravvento sulla comodità immaginata, dalle critiche sui
tanti difetti della "smart school" agli apprezzamenti per lo sforzo dei prof. al grande tema del digital-
15 divide, la difficoltà di stare nella Rete in tante case italiane.
La scuola - intesa come edificio, classe, cortile - gli manca. Gli mancano i rapporti umani con i
compagni, gli mancano i professori, gli manca persino la paura dell'interrogazione e il sollievo per
averla "sfangata". Tutti temi che sono al centro del dibattito, anche politico, in queste settimane
legato alla decisione su come far svolgere gli esami e sulle modalità per ripartire a settembre. Ma,
20 sintetizzati così, danno da pensare: "Chi l'avrebbe mai detto che avremmo potuto rimpiangere i nostri
bei banchi di scuola o la nostra odiosa sveglia la mattina presto oppure le ansie per compiti e
interrogazioni o addirittura le interrogazioni faccia a faccia, o meglio, il contatto che si crea durante
un'interrogazione tra alunni e insegnanti? Io non mi sarei mai immaginata di svegliarmi la mattina e
dire: "A quest'ora a scuola c'era la prof di scienze ed eravamo a divertirci in laboratorio" o, da non
25 credere, di svegliarmi e dire: Mi manca correggere la versioncina"...
di ANGELO MELONE, 16 maggio 2020, repubblica.it
Parte B. Espressione scritta.
Componimento scritto in 130-150 parole. (4 punti)
Scrivi un testo esprimendo la tua posizione sull'argomento e, se fosse il caso, racconta la tua esperienza in merito. Immagina di partecipare ad un foro pubblico sulla questione
Ejercicio Texto 2 - Parte A - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)
Text 2/ Texto 2: Benedetta Rossi: "Non ho mai sognato di fare la chef..."
1 “Sto vivendo un’avventura incredibile che qualche volta mi porta lontano. Ma la cosa più bella è che
tutto è iniziato da casa mia e da casa mia continua a vivere. Anche per questo mi sento ancora la
Benedetta di sempre: sono ancora qui che coltivo l'orto come mi ha insegnato nonna, mi prendo cura di
Marco e Nuvola, mi rilasso all’ombra del mio albero e tutti i giorni sono in cucina per trascorrere il
5 tempo con voi. Vi ringrazio perché, oltre a essere tantissimi, ci siete sempre stati”.
A parlare così è Benedetta Rossi, una signora molto simpatica che in pochissimo tempo è diventata una
vera e propria stella del web con video e foto di ricette apprezzate da milioni di fan. Marco è suo marito,
Nuvola il loro amatissimo cane trovato e adottato da un po’ di anni. La sua pagina - Fatto in casa da
Benedetta - solo su Facebook è seguita da quasi cinque milioni di persone e da quasi due sia su
10 Instagram che su YouTube. E pensare che tutto, come è lei stessa a raccontarci, “è nato per gioco”
proprio su quest’ultimo canale. “Ho iniziato a cucinare da piccola, ero una bambina molto curiosa”,
spiega all’HuffPost con la sua voce squillante e con un accento spiccatamente marchigiano (è nata a
Porto San Giorgio nel 1972 e vive ad Altidona, in provincia di Fermo).
“Stavo spesso in campagna con mia madre e mia zia che preparavano varie specialità, soprattutto dolci,
15 e io non facevo altro che osservarle e imitarle. Prendevo la terra e la sabbia cercando di replicare quello
che facevano con gli ingredienti veri. I miei genitori, poi, aprirono un agriturismo e crescendo, iniziai a
lavorarci anche io. Col tempo ho deciso di fare dei tutorial su YouTube con l’aiuto di mio marito Marco
per la parte video, ma tutto è iniziato per gioco, perché cucinare mi diverte. È seguita poi la pagina
Facebook e poi Instagram di recente, social dove oggi sono seguita da milioni di persone”. “I social sono
20 pieni di apparenze e filtri, ma io – ci confessa - all’inizio non sapevo neanche come si metteva un filtro,
figuriamoci! Poi, ho imparato anche quello, ma nella giusta maniera, perché non sono una perfettina...
mi piace mettere il concreto e il reale in quello che faccio. Sono così come mi si vede. Mi faccio vedere
nella realtà, così come sono”.
Essere sé stessi e mostrarsi senza maschere, può essere dunque una soluzione vincente e lei lo ha
25 dimostrato e continua a farlo. Lo scrive anche nel suo quarto libro, In cucina con voi, pubblicato come i
precedenti (tutti bestseller) da Mondadori. Successo e milioni di visualizzazioni non hanno però
minimamente scalfito la sua genuinità e spontaneità. “Non ho mai sognato di fare la chef e non sono una
cuoca provetta ma sono brava nell’arte di arrangiarmi”. “Non so cucinare, ma ci provo” è il suo mantra
che si è fatta cucire anche su uno dei tanti grembiuli che utilizza per cucinare i suoi piatti.
Giuseppe Fantasia, 06/11/2019, Huffingtonpost.it
Parte A. Comprensione scritta
I. Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo (2 x 1 = 2 punti)
1.
Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo
2.
Secondo il testo, per quali ragioni Benedetta Rossi dichiara di aver successo con la sua attività? Quali momenti della vita professionale della protagonista sono importanti per lei?
Puoi confrontare le tue risposte con i criteri di correzione.
Ejercicio Texto 2 - Parte A - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)
Text 2/ Texto 2: Benedetta Rossi: "Non ho mai sognato di fare la chef..."
1 “Sto vivendo un’avventura incredibile che qualche volta mi porta lontano. Ma la cosa più bella è che
tutto è iniziato da casa mia e da casa mia continua a vivere. Anche per questo mi sento ancora la
Benedetta di sempre: sono ancora qui che coltivo l'orto come mi ha insegnato nonna, mi prendo cura di
Marco e Nuvola, mi rilasso all’ombra del mio albero e tutti i giorni sono in cucina per trascorrere il
5 tempo con voi. Vi ringrazio perché, oltre a essere tantissimi, ci siete sempre stati”.
A parlare così è Benedetta Rossi, una signora molto simpatica che in pochissimo tempo è diventata una
vera e propria stella del web con video e foto di ricette apprezzate da milioni di fan. Marco è suo marito,
Nuvola il loro amatissimo cane trovato e adottato da un po’ di anni. La sua pagina - Fatto in casa da
Benedetta - solo su Facebook è seguita da quasi cinque milioni di persone e da quasi due sia su
10 Instagram che su YouTube. E pensare che tutto, come è lei stessa a raccontarci, “è nato per gioco”
proprio su quest’ultimo canale. “Ho iniziato a cucinare da piccola, ero una bambina molto curiosa”,
spiega all’HuffPost con la sua voce squillante e con un accento spiccatamente marchigiano (è nata a
Porto San Giorgio nel 1972 e vive ad Altidona, in provincia di Fermo).
“Stavo spesso in campagna con mia madre e mia zia che preparavano varie specialità, soprattutto dolci,
15 e io non facevo altro che osservarle e imitarle. Prendevo la terra e la sabbia cercando di replicare quello
che facevano con gli ingredienti veri. I miei genitori, poi, aprirono un agriturismo e crescendo, iniziai a
lavorarci anche io. Col tempo ho deciso di fare dei tutorial su YouTube con l’aiuto di mio marito Marco
per la parte video, ma tutto è iniziato per gioco, perché cucinare mi diverte. È seguita poi la pagina
Facebook e poi Instagram di recente, social dove oggi sono seguita da milioni di persone”. “I social sono
20 pieni di apparenze e filtri, ma io – ci confessa - all’inizio non sapevo neanche come si metteva un filtro,
figuriamoci! Poi, ho imparato anche quello, ma nella giusta maniera, perché non sono una perfettina...
mi piace mettere il concreto e il reale in quello che faccio. Sono così come mi si vede. Mi faccio vedere
nella realtà, così come sono”.
Essere sé stessi e mostrarsi senza maschere, può essere dunque una soluzione vincente e lei lo ha
25 dimostrato e continua a farlo. Lo scrive anche nel suo quarto libro, In cucina con voi, pubblicato come i
precedenti (tutti bestseller) da Mondadori. Successo e milioni di visualizzazioni non hanno però
minimamente scalfito la sua genuinità e spontaneità. “Non ho mai sognato di fare la chef e non sono una
cuoca provetta ma sono brava nell’arte di arrangiarmi”. “Non so cucinare, ma ci provo” è il suo mantra
che si è fatta cucire anche su uno dei tanti grembiuli che utilizza per cucinare i suoi piatti.
Giuseppe Fantasia, 06/11/2019, Huffingtonpost.it
Parte A. Comprensione scritta
II. Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta
(3 x 0,5 = 1,5 punti)
1.
Benedetta Rossi svolge le sue attività quotidiane di sempre da casa sua e poi dalla sua cucina prepara i video per il suo canale gastronomico Youtube
2.
Da bambina Benedetta giocava a cucinare con la terra e da grande ha cominciato a lavorare in cucina nell'azienda turistica della sua famiglia
3.
La casa editrice Mondadori ha pubblicato i quattro bestseller di Benedetta Rossi che continua ad mantenere un atteggiamento di grande spontaneità, è sempre una persona molto alla mano, semplice.
Ejercicio Texto 2 - Parte A - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)
Text 2/ Texto 2: Benedetta Rossi: "Non ho mai sognato di fare la chef..."
1 “Sto vivendo un’avventura incredibile che qualche volta mi porta lontano. Ma la cosa più bella è che
tutto è iniziato da casa mia e da casa mia continua a vivere. Anche per questo mi sento ancora la
Benedetta di sempre: sono ancora qui che coltivo l'orto come mi ha insegnato nonna, mi prendo cura di
Marco e Nuvola, mi rilasso all’ombra del mio albero e tutti i giorni sono in cucina per trascorrere il
5 tempo con voi. Vi ringrazio perché, oltre a essere tantissimi, ci siete sempre stati”.
A parlare così è Benedetta Rossi, una signora molto simpatica che in pochissimo tempo è diventata una
vera e propria stella del web con video e foto di ricette apprezzate da milioni di fan. Marco è suo marito,
Nuvola il loro amatissimo cane trovato e adottato da un po’ di anni. La sua pagina - Fatto in casa da
Benedetta - solo su Facebook è seguita da quasi cinque milioni di persone e da quasi due sia su
10 Instagram che su YouTube. E pensare che tutto, come è lei stessa a raccontarci, “è nato per gioco”
proprio su quest’ultimo canale. “Ho iniziato a cucinare da piccola, ero una bambina molto curiosa”,
spiega all’HuffPost con la sua voce squillante e con un accento spiccatamente marchigiano (è nata a
Porto San Giorgio nel 1972 e vive ad Altidona, in provincia di Fermo).
“Stavo spesso in campagna con mia madre e mia zia che preparavano varie specialità, soprattutto dolci,
15 e io non facevo altro che osservarle e imitarle. Prendevo la terra e la sabbia cercando di replicare quello
che facevano con gli ingredienti veri. I miei genitori, poi, aprirono un agriturismo e crescendo, iniziai a
lavorarci anche io. Col tempo ho deciso di fare dei tutorial su YouTube con l’aiuto di mio marito Marco
per la parte video, ma tutto è iniziato per gioco, perché cucinare mi diverte. È seguita poi la pagina
Facebook e poi Instagram di recente, social dove oggi sono seguita da milioni di persone”. “I social sono
20 pieni di apparenze e filtri, ma io – ci confessa - all’inizio non sapevo neanche come si metteva un filtro,
figuriamoci! Poi, ho imparato anche quello, ma nella giusta maniera, perché non sono una perfettina...
mi piace mettere il concreto e il reale in quello che faccio. Sono così come mi si vede. Mi faccio vedere
nella realtà, così come sono”.
Essere sé stessi e mostrarsi senza maschere, può essere dunque una soluzione vincente e lei lo ha
25 dimostrato e continua a farlo. Lo scrive anche nel suo quarto libro, In cucina con voi, pubblicato come i
precedenti (tutti bestseller) da Mondadori. Successo e milioni di visualizzazioni non hanno però
minimamente scalfito la sua genuinità e spontaneità. “Non ho mai sognato di fare la chef e non sono una
cuoca provetta ma sono brava nell’arte di arrangiarmi”. “Non so cucinare, ma ci provo” è il suo mantra
che si è fatta cucire anche su uno dei tanti grembiuli che utilizza per cucinare i suoi piatti.
Giuseppe Fantasia, 06/11/2019, Huffingtonpost.it
Parte A. Comprensione scritta
III. Trovate, nel testo, un sinonimo alle seguenti parole o espressioni (6 x 0,25 = 1,5 punti)
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Ejercicio Texto 2 - Parte A - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)
Text 2/ Texto 2: Benedetta Rossi: "Non ho mai sognato di fare la chef..."
1 “Sto vivendo un’avventura incredibile che qualche volta mi porta lontano. Ma la cosa più bella è che
tutto è iniziato da casa mia e da casa mia continua a vivere. Anche per questo mi sento ancora la
Benedetta di sempre: sono ancora qui che coltivo l'orto come mi ha insegnato nonna, mi prendo cura di
Marco e Nuvola, mi rilasso all’ombra del mio albero e tutti i giorni sono in cucina per trascorrere il
5 tempo con voi. Vi ringrazio perché, oltre a essere tantissimi, ci siete sempre stati”.
A parlare così è Benedetta Rossi, una signora molto simpatica che in pochissimo tempo è diventata una
vera e propria stella del web con video e foto di ricette apprezzate da milioni di fan. Marco è suo marito,
Nuvola il loro amatissimo cane trovato e adottato da un po’ di anni. La sua pagina - Fatto in casa da
Benedetta - solo su Facebook è seguita da quasi cinque milioni di persone e da quasi due sia su
10 Instagram che su YouTube. E pensare che tutto, come è lei stessa a raccontarci, “è nato per gioco”
proprio su quest’ultimo canale. “Ho iniziato a cucinare da piccola, ero una bambina molto curiosa”,
spiega all’HuffPost con la sua voce squillante e con un accento spiccatamente marchigiano (è nata a
Porto San Giorgio nel 1972 e vive ad Altidona, in provincia di Fermo).
“Stavo spesso in campagna con mia madre e mia zia che preparavano varie specialità, soprattutto dolci,
15 e io non facevo altro che osservarle e imitarle. Prendevo la terra e la sabbia cercando di replicare quello
che facevano con gli ingredienti veri. I miei genitori, poi, aprirono un agriturismo e crescendo, iniziai a
lavorarci anche io. Col tempo ho deciso di fare dei tutorial su YouTube con l’aiuto di mio marito Marco
per la parte video, ma tutto è iniziato per gioco, perché cucinare mi diverte. È seguita poi la pagina
Facebook e poi Instagram di recente, social dove oggi sono seguita da milioni di persone”. “I social sono
20 pieni di apparenze e filtri, ma io – ci confessa - all’inizio non sapevo neanche come si metteva un filtro,
figuriamoci! Poi, ho imparato anche quello, ma nella giusta maniera, perché non sono una perfettina...
mi piace mettere il concreto e il reale in quello che faccio. Sono così come mi si vede. Mi faccio vedere
nella realtà, così come sono”.
Essere sé stessi e mostrarsi senza maschere, può essere dunque una soluzione vincente e lei lo ha
25 dimostrato e continua a farlo. Lo scrive anche nel suo quarto libro, In cucina con voi, pubblicato come i
precedenti (tutti bestseller) da Mondadori. Successo e milioni di visualizzazioni non hanno però
minimamente scalfito la sua genuinità e spontaneità. “Non ho mai sognato di fare la chef e non sono una
cuoca provetta ma sono brava nell’arte di arrangiarmi”. “Non so cucinare, ma ci provo” è il suo mantra
che si è fatta cucire anche su uno dei tanti grembiuli che utilizza per cucinare i suoi piatti.
Giuseppe Fantasia, 06/11/2019, Huffingtonpost.it
Parte A. Comprensione scritta
IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c) (4 x 0,25 = 1 punto)
1.
Sto vivendo un'avventura incredibile che qualche volta mi porta lontano.
2.
Vi ringrazio perché ci siete sempre stati e siete tantissimi".
3.
Essere sé stessi e mostrarsi senza maschere, può essere dunque una soluzione vincente e lei lo ha dimostrato e continua a farlo.
4.
Mi prendo cura di Marco e Nuvola, mi rilasso all'ombra del mio albero e tutti i giorni sono in cucina per trascorrere il tempo con voi.
Ejercicio Texto 2 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Text 2/ Texto 2: Benedetta Rossi: "Non ho mai sognato di fare la chef..."
1 “Sto vivendo un’avventura incredibile che qualche volta mi porta lontano. Ma la cosa più bella è che
tutto è iniziato da casa mia e da casa mia continua a vivere. Anche per questo mi sento ancora la
Benedetta di sempre: sono ancora qui che coltivo l'orto come mi ha insegnato nonna, mi prendo cura di
Marco e Nuvola, mi rilasso all’ombra del mio albero e tutti i giorni sono in cucina per trascorrere il
5 tempo con voi. Vi ringrazio perché, oltre a essere tantissimi, ci siete sempre stati”.
A parlare così è Benedetta Rossi, una signora molto simpatica che in pochissimo tempo è diventata una
vera e propria stella del web con video e foto di ricette apprezzate da milioni di fan. Marco è suo marito,
Nuvola il loro amatissimo cane trovato e adottato da un po’ di anni. La sua pagina - Fatto in casa da
Benedetta - solo su Facebook è seguita da quasi cinque milioni di persone e da quasi due sia su
10 Instagram che su YouTube. E pensare che tutto, come è lei stessa a raccontarci, “è nato per gioco”
proprio su quest’ultimo canale. “Ho iniziato a cucinare da piccola, ero una bambina molto curiosa”,
spiega all’HuffPost con la sua voce squillante e con un accento spiccatamente marchigiano (è nata a
Porto San Giorgio nel 1972 e vive ad Altidona, in provincia di Fermo).
“Stavo spesso in campagna con mia madre e mia zia che preparavano varie specialità, soprattutto dolci,
15 e io non facevo altro che osservarle e imitarle. Prendevo la terra e la sabbia cercando di replicare quello
che facevano con gli ingredienti veri. I miei genitori, poi, aprirono un agriturismo e crescendo, iniziai a
lavorarci anche io. Col tempo ho deciso di fare dei tutorial su YouTube con l’aiuto di mio marito Marco
per la parte video, ma tutto è iniziato per gioco, perché cucinare mi diverte. È seguita poi la pagina
Facebook e poi Instagram di recente, social dove oggi sono seguita da milioni di persone”. “I social sono
20 pieni di apparenze e filtri, ma io – ci confessa - all’inizio non sapevo neanche come si metteva un filtro,
figuriamoci! Poi, ho imparato anche quello, ma nella giusta maniera, perché non sono una perfettina...
mi piace mettere il concreto e il reale in quello che faccio. Sono così come mi si vede. Mi faccio vedere
nella realtà, così come sono”.
Essere sé stessi e mostrarsi senza maschere, può essere dunque una soluzione vincente e lei lo ha
25 dimostrato e continua a farlo. Lo scrive anche nel suo quarto libro, In cucina con voi, pubblicato come i
precedenti (tutti bestseller) da Mondadori. Successo e milioni di visualizzazioni non hanno però
minimamente scalfito la sua genuinità e spontaneità. “Non ho mai sognato di fare la chef e non sono una
cuoca provetta ma sono brava nell’arte di arrangiarmi”. “Non so cucinare, ma ci provo” è il suo mantra
che si è fatta cucire anche su uno dei tanti grembiuli che utilizza per cucinare i suoi piatti.
Giuseppe Fantasia, 06/11/2019, Huffingtonpost.it
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