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Examen de Italiano PAU Valencia 2022 · Ordinaria
Examen de Italiano de Selectividad de Valencia (PAU) 2022, Ordinaria (junio): 5 problemas con solución. Con corrección al momento.
Temas del examen: Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso) · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole) · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi) · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente) · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Ejercicio Testo 1 - Parte A - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)
Text 1 / Testo 1
1 Vi spiego la verità sulla politica e gli influencer
2 Le tematiche calde di attualità, la politica e molti dibattiti, politici e pubblici, cambiano e si adattano al
3 mondo 2.0 di social ed influencer: Lorenzo Pregliasco ci ha spiegato come funziona la politica Netflix.
4 Nell’ultimo periodo, moltissimi influencers e personaggi famosi sui social hanno iniziato ad esporsi su temi
5 di attualità, sociali e di politica: chi perché sente un’esigenza, chi per beneficio personale, l’esposizione
6 mediatica è stata esponenziale vedi Chiara Ferragni che attraverso delle storie pubblicate su Instagram ha
7 denunciato delle molestie di cui era stata vittima per strada aprendo un dibattito che è andato avanti per
8 settimane sui social sul tema del catcalling (‘comportamento di chi infastidisce le donne con un
9 corteggiamento inopoportuno’).
10 In esclusiva per ilgiornale.it abbiamo intervistato Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di Quorum
11 oltre ad essere professore presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. È l’ideatore di un
12 binomio molto significativo che associa la politica a Netflix per il modo in cui, negli ultimi anni, si è
13 modificata anche questa comunicazione a causa dell’avvento dei social media e delle piattaforme on demand.
14 Cos’è politica Netflix e come funziona?
15 «Io chiamo politica Netflix, anche in Italia, almeno tre aspetti nel dibattito pubblico: da un lato la presenza di
16 soggetti non politici che pubblicano e si espongono su temi politici come Chiara Ferragni e non solo.
17 Dall’altro lato, la tendenza a costruire dei momenti di partecipazione politica che sono on demand, non hai
18 delle campagne ideologiche ad ampio spettro valoriale ma la presa di posizione su temi molto specifici quali,
19 ad esempio, il razzismo come stiamo vedendo con la Nazionale di calcio oppure i diritti civili. Politica
20 Netflix signica che questi soggetti prendono posizione su singoli temi ma senza abbracciare l’universo
21 ideologico come poteva essere la politica qualche decennio fa in Italia».
22 E il terzo aspetto?
23 «L'ultimo aspetto interessante è che i vip si sono sempre esposti, in passato non sono mancati esempi, ma
24 trovo che sia particolarmente importante che le figure che adesso prendono posizione sui temi, ispirano e
25 mobilitano anche delle comunità a sostegno delle loro posizioni politiche, sono personalità che hanno dei
26 loro canali, dei loro pubblici, ed hanno migliaia o milioni di follower a cui arrivano direttamente ed è
27 un'enorme differenza rispetto a quello che poteva fare un cantante negli anni '80 quando aveva un suo
28 pubblico ma non aveva un canale per arrivare direttamente al suo pubblico. Oggi è sostanzialmente diverso».
Adattato da Alessandro Ferro, il giornale.it
Parte A. Comprensione scritta
I. Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo.
(2 x 1 = 2 punti)
1.
Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo.
2.
Secondo il testo, come si adattano le tematiche di attualità?
Ejercicio Testo 1 - Parte A - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)
Text 1 / Testo 1
1 Vi spiego la verità sulla politica e gli influencer
2 Le tematiche calde di attualità, la politica e molti dibattiti, politici e pubblici, cambiano e si adattano al
3 mondo 2.0 di social ed influencer: Lorenzo Pregliasco ci ha spiegato come funziona la politica Netflix.
4 Nell’ultimo periodo, moltissimi influencers e personaggi famosi sui social hanno iniziato ad esporsi su temi
5 di attualità, sociali e di politica: chi perché sente un’esigenza, chi per beneficio personale, l’esposizione
6 mediatica è stata esponenziale vedi Chiara Ferragni che attraverso delle storie pubblicate su Instagram ha
7 denunciato delle molestie di cui era stata vittima per strada aprendo un dibattito che è andato avanti per
8 settimane sui social sul tema del catcalling (‘comportamento di chi infastidisce le donne con un
9 corteggiamento inopoportuno’).
10 In esclusiva per ilgiornale.it abbiamo intervistato Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di Quorum
11 oltre ad essere professore presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. È l’ideatore di un
12 binomio molto significativo che associa la politica a Netflix per il modo in cui, negli ultimi anni, si è
13 modificata anche questa comunicazione a causa dell’avvento dei social media e delle piattaforme on demand.
14 Cos’è politica Netflix e come funziona?
15 «Io chiamo politica Netflix, anche in Italia, almeno tre aspetti nel dibattito pubblico: da un lato la presenza di
16 soggetti non politici che pubblicano e si espongono su temi politici come Chiara Ferragni e non solo.
17 Dall’altro lato, la tendenza a costruire dei momenti di partecipazione politica che sono on demand, non hai
18 delle campagne ideologiche ad ampio spettro valoriale ma la presa di posizione su temi molto specifici quali,
19 ad esempio, il razzismo come stiamo vedendo con la Nazionale di calcio oppure i diritti civili. Politica
20 Netflix signica che questi soggetti prendono posizione su singoli temi ma senza abbracciare l’universo
21 ideologico come poteva essere la politica qualche decennio fa in Italia».
22 E il terzo aspetto?
23 «L'ultimo aspetto interessante è che i vip si sono sempre esposti, in passato non sono mancati esempi, ma
24 trovo che sia particolarmente importante che le figure che adesso prendono posizione sui temi, ispirano e
25 mobilitano anche delle comunità a sostegno delle loro posizioni politiche, sono personalità che hanno dei
26 loro canali, dei loro pubblici, ed hanno migliaia o milioni di follower a cui arrivano direttamente ed è
27 un'enorme differenza rispetto a quello che poteva fare un cantante negli anni '80 quando aveva un suo
28 pubblico ma non aveva un canale per arrivare direttamente al suo pubblico. Oggi è sostanzialmente diverso».
Adattato da Alessandro Ferro, il giornale.it
Parte A. Comprensione scritta
II. Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta.
(3 x 0,5 = 1,5 punti)
.
Ejercicio Testo 1 - Parte A - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)
Text 1 / Testo 1
1 Vi spiego la verità sulla politica e gli influencer
2 Le tematiche calde di attualità, la politica e molti dibattiti, politici e pubblici, cambiano e si adattano al
3 mondo 2.0 di social ed influencer: Lorenzo Pregliasco ci ha spiegato come funziona la politica Netflix.
4 Nell’ultimo periodo, moltissimi influencers e personaggi famosi sui social hanno iniziato ad esporsi su temi
5 di attualità, sociali e di politica: chi perché sente un’esigenza, chi per beneficio personale, l’esposizione
6 mediatica è stata esponenziale vedi Chiara Ferragni che attraverso delle storie pubblicate su Instagram ha
7 denunciato delle molestie di cui era stata vittima per strada aprendo un dibattito che è andato avanti per
8 settimane sui social sul tema del catcalling (‘comportamento di chi infastidisce le donne con un
9 corteggiamento inopoportuno’).
10 In esclusiva per ilgiornale.it abbiamo intervistato Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di Quorum
11 oltre ad essere professore presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. È l’ideatore di un
12 binomio molto significativo che associa la politica a Netflix per il modo in cui, negli ultimi anni, si è
13 modificata anche questa comunicazione a causa dell’avvento dei social media e delle piattaforme on demand.
14 Cos’è politica Netflix e come funziona?
15 «Io chiamo politica Netflix, anche in Italia, almeno tre aspetti nel dibattito pubblico: da un lato la presenza di
16 soggetti non politici che pubblicano e si espongono su temi politici come Chiara Ferragni e non solo.
17 Dall’altro lato, la tendenza a costruire dei momenti di partecipazione politica che sono on demand, non hai
18 delle campagne ideologiche ad ampio spettro valoriale ma la presa di posizione su temi molto specifici quali,
19 ad esempio, il razzismo come stiamo vedendo con la Nazionale di calcio oppure i diritti civili. Politica
20 Netflix signica che questi soggetti prendono posizione su singoli temi ma senza abbracciare l’universo
21 ideologico come poteva essere la politica qualche decennio fa in Italia».
22 E il terzo aspetto?
23 «L'ultimo aspetto interessante è che i vip si sono sempre esposti, in passato non sono mancati esempi, ma
24 trovo che sia particolarmente importante che le figure che adesso prendono posizione sui temi, ispirano e
25 mobilitano anche delle comunità a sostegno delle loro posizioni politiche, sono personalità che hanno dei
26 loro canali, dei loro pubblici, ed hanno migliaia o milioni di follower a cui arrivano direttamente ed è
27 un'enorme differenza rispetto a quello che poteva fare un cantante negli anni '80 quando aveva un suo
28 pubblico ma non aveva un canale per arrivare direttamente al suo pubblico. Oggi è sostanzialmente diverso».
Adattato da Alessandro Ferro, il giornale.it
Parte A. Comprensione scritta
III. Trovate nel testo un sinonimo alle seguenti parole o espressioni
(6 x 0,25 = 1,5 punti)
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Ejercicio Testo 1 - Parte A - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)
Text 1 / Testo 1
1 Vi spiego la verità sulla politica e gli influencer
2 Le tematiche calde di attualità, la politica e molti dibattiti, politici e pubblici, cambiano e si adattano al
3 mondo 2.0 di social ed influencer: Lorenzo Pregliasco ci ha spiegato come funziona la politica Netflix.
4 Nell’ultimo periodo, moltissimi influencers e personaggi famosi sui social hanno iniziato ad esporsi su temi
5 di attualità, sociali e di politica: chi perché sente un’esigenza, chi per beneficio personale, l’esposizione
6 mediatica è stata esponenziale vedi Chiara Ferragni che attraverso delle storie pubblicate su Instagram ha
7 denunciato delle molestie di cui era stata vittima per strada aprendo un dibattito che è andato avanti per
8 settimane sui social sul tema del catcalling (‘comportamento di chi infastidisce le donne con un
9 corteggiamento inopoportuno’).
10 In esclusiva per ilgiornale.it abbiamo intervistato Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di Quorum
11 oltre ad essere professore presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. È l’ideatore di un
12 binomio molto significativo che associa la politica a Netflix per il modo in cui, negli ultimi anni, si è
13 modificata anche questa comunicazione a causa dell’avvento dei social media e delle piattaforme on demand.
14 Cos’è politica Netflix e come funziona?
15 «Io chiamo politica Netflix, anche in Italia, almeno tre aspetti nel dibattito pubblico: da un lato la presenza di
16 soggetti non politici che pubblicano e si espongono su temi politici come Chiara Ferragni e non solo.
17 Dall’altro lato, la tendenza a costruire dei momenti di partecipazione politica che sono on demand, non hai
18 delle campagne ideologiche ad ampio spettro valoriale ma la presa di posizione su temi molto specifici quali,
19 ad esempio, il razzismo come stiamo vedendo con la Nazionale di calcio oppure i diritti civili. Politica
20 Netflix signica che questi soggetti prendono posizione su singoli temi ma senza abbracciare l’universo
21 ideologico come poteva essere la politica qualche decennio fa in Italia».
22 E il terzo aspetto?
23 «L'ultimo aspetto interessante è che i vip si sono sempre esposti, in passato non sono mancati esempi, ma
24 trovo che sia particolarmente importante che le figure che adesso prendono posizione sui temi, ispirano e
25 mobilitano anche delle comunità a sostegno delle loro posizioni politiche, sono personalità che hanno dei
26 loro canali, dei loro pubblici, ed hanno migliaia o milioni di follower a cui arrivano direttamente ed è
27 un'enorme differenza rispetto a quello che poteva fare un cantante negli anni '80 quando aveva un suo
28 pubblico ma non aveva un canale per arrivare direttamente al suo pubblico. Oggi è sostanzialmente diverso».
Adattato da Alessandro Ferro, il giornale.it
Parte A. Comprensione scritta
IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c)
(4 x 0,25 = 1 punto)
.
)
Ejercicio Testo 1 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Text 1 / Testo 1
1 Vi spiego la verità sulla politica e gli influencer
2 Le tematiche calde di attualità, la politica e molti dibattiti, politici e pubblici, cambiano e si adattano al
3 mondo 2.0 di social ed influencer: Lorenzo Pregliasco ci ha spiegato come funziona la politica Netflix.
4 Nell’ultimo periodo, moltissimi influencers e personaggi famosi sui social hanno iniziato ad esporsi su temi
5 di attualità, sociali e di politica: chi perché sente un’esigenza, chi per beneficio personale, l’esposizione
6 mediatica è stata esponenziale vedi Chiara Ferragni che attraverso delle storie pubblicate su Instagram ha
7 denunciato delle molestie di cui era stata vittima per strada aprendo un dibattito che è andato avanti per
8 settimane sui social sul tema del catcalling (‘comportamento di chi infastidisce le donne con un
9 corteggiamento inopoportuno’).
10 In esclusiva per ilgiornale.it abbiamo intervistato Lorenzo Pregliasco, analista politico e fondatore di Quorum
11 oltre ad essere professore presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. È l’ideatore di un
12 binomio molto significativo che associa la politica a Netflix per il modo in cui, negli ultimi anni, si è
13 modificata anche questa comunicazione a causa dell’avvento dei social media e delle piattaforme on demand.
14 Cos’è politica Netflix e come funziona?
15 «Io chiamo politica Netflix, anche in Italia, almeno tre aspetti nel dibattito pubblico: da un lato la presenza di
16 soggetti non politici che pubblicano e si espongono su temi politici come Chiara Ferragni e non solo.
17 Dall’altro lato, la tendenza a costruire dei momenti di partecipazione politica che sono on demand, non hai
18 delle campagne ideologiche ad ampio spettro valoriale ma la presa di posizione su temi molto specifici quali,
19 ad esempio, il razzismo come stiamo vedendo con la Nazionale di calcio oppure i diritti civili. Politica
20 Netflix signica che questi soggetti prendono posizione su singoli temi ma senza abbracciare l’universo
21 ideologico come poteva essere la politica qualche decennio fa in Italia».
22 E il terzo aspetto?
23 «L'ultimo aspetto interessante è che i vip si sono sempre esposti, in passato non sono mancati esempi, ma
24 trovo che sia particolarmente importante che le figure che adesso prendono posizione sui temi, ispirano e
25 mobilitano anche delle comunità a sostegno delle loro posizioni politiche, sono personalità che hanno dei
26 loro canali, dei loro pubblici, ed hanno migliaia o milioni di follower a cui arrivano direttamente ed è
27 un'enorme differenza rispetto a quello che poteva fare un cantante negli anni '80 quando aveva un suo
28 pubblico ma non aveva un canale per arrivare direttamente al suo pubblico. Oggi è sostanzialmente diverso».
Adattato da Alessandro Ferro, il giornale.it
Parte B. Espressione scritta.
Componimento scritto in 130-150 parole. (4 punti)
Scrivi un testo esprimendo il tuo punto di vista sull'argomento e, se fosse il caso, racconta la tua esperienza in merito. Immagina di partecipare ad un blog pubblico sulla questione.
Ejercicio Testo 2 - Parte A - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)
Text 2 / Texto 2
1 La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema
2 Rapporto Ispra: il sistema dei rifiuti urbani costa 186 euro pro capite
3 Meno rifiuti, un leggero incremento della raccolta differenziata, il trend degli imballaggi in linea con gli
4 obiettivi europei al 2025, con l’eccezione della plastica. E’ la fotografia dei rifiuti urbani nell’anno della
5 pandemia pubblicata dall’Ispra con il suo rapporto annuale.
6 Dopo aver superato quota 30 milioni di tonnellate nel 2018, i rifiuti urbani hanno avuto una leggera
7 diminuzione nel 2019 e poi un’altra più netta nel 2020, quando la produzione nazionale è di 28,9 milioni
8 di tonnellate, con un calo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Il dato nazionale ora è di 488 chili pro
9 capite l’anno: una media tra i 640 chilogrammi dell’Emilia Romagna e i 345 della Basilicata.
10 La diminuzione va collegata al rallentamento economico. Quello più significativo è l’aumento della
11 raccolta differenziata che arriva al 63% della produzione nazionale. La crescita è di 1,8 punti percentuali
12 rispetto al 2019. Un dato particolarmente importante perché –sottolinea l’Ispra– l’emergenza sanitaria da
13 Covid-19 ha influito significativamente sui consumi nazionali e di conseguenza sulla produzione dei
14 rifiuti.
15 Rispetto al traguardo della raccolta differenziata al 65% (che avrebbe dovuto essere stato raggiunto in
16 tutta Italia nel 2021) 9 regioni sono in regola: Veneto, Sardegna, Lombardia, Trentino Alto Adig, Emilia
17 Romagne, Marche, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo. Vicine all’obiettivo anche Piemonte e Valle
18 d’Aosta. La Toscana è al 62,1%. Al di sotto del 50% solo la Sicilia.
19 Tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta si registra a Cagliari. Al di sopra del 60%
20 risultano Milano, Firenze e Bologna. Bari e Torino si collocano verso il 59,5 % e Roma è al 50,4%.
21 Tra le varie tipologie di rifiuti raccolti in maniera differenziata l’organico figura al primo posto con il
22 39,3% del totale. Viene soprattutto da cucine e mense: 4,9 milioni di tonnellate, il 68,4% del totale.
23 Seguono la manutenzione di giardini e parchi con il 27,1% (1,9 milioni di tonnellate), le case con il 3,8%
24 (275 mila tonnellate) e i mercati con lo 0,7% (circa 49 mila tonnellate).
25 Carta e cartone rappresentano invece il 19,2% del totale; seguono il vetro con il 12,2% e la plastica con
26 l’8,6%. Per la plastica si tratta per il 95% di imballaggi. E, facendo le proiezioni al 2025, proprio la
27 plastica si rivela un problema: è l’unico materiale che, secondo le previsioni, non raggiunge gli obiettivi
28 europei di riciclo.
29 Alla crescita della raccolta differenziata corrisponde una diminuzione dei rifiuti che finiscono in discarica
30 (sono il 20%, meno 7,4% rispetto al 2019) e che vengono inceneriti (18%, meno 3,6% rispetto al 2019).
31 Quanto ai costi, nel 2020 la media nazionale pro capite per la gestione dei rifiuti urbani è stato di 185,6
32 euro (nel 2019 era 176,7 euro/abitante). Dove la raccolta differenziata è più alta i costi scendono. Sono
33 165,6 euro al Nord e 195,7 al Sud.
Adattato da Hufpost «La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema»
(21 dicembre 2021)
Parte A. Comprensione scritta
I. Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo.
(2 x 1 = 2 punti)
1.
Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo.
2.
Secondo il testo, qual è la mappa della raccolta differenziata?
Ejercicio Testo 2 - Parte A - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)
Text 2 / Texto 2
1 La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema
2 Rapporto Ispra: il sistema dei rifiuti urbani costa 186 euro pro capite
3 Meno rifiuti, un leggero incremento della raccolta differenziata, il trend degli imballaggi in linea con gli
4 obiettivi europei al 2025, con l’eccezione della plastica. E’ la fotografia dei rifiuti urbani nell’anno della
5 pandemia pubblicata dall’Ispra con il suo rapporto annuale.
6 Dopo aver superato quota 30 milioni di tonnellate nel 2018, i rifiuti urbani hanno avuto una leggera
7 diminuzione nel 2019 e poi un’altra più netta nel 2020, quando la produzione nazionale è di 28,9 milioni
8 di tonnellate, con un calo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Il dato nazionale ora è di 488 chili pro
9 capite l’anno: una media tra i 640 chilogrammi dell’Emilia Romagna e i 345 della Basilicata.
10 La diminuzione va collegata al rallentamento economico. Quello più significativo è l’aumento della
11 raccolta differenziata che arriva al 63% della produzione nazionale. La crescita è di 1,8 punti percentuali
12 rispetto al 2019. Un dato particolarmente importante perché –sottolinea l’Ispra– l’emergenza sanitaria da
13 Covid-19 ha influito significativamente sui consumi nazionali e di conseguenza sulla produzione dei
14 rifiuti.
15 Rispetto al traguardo della raccolta differenziata al 65% (che avrebbe dovuto essere stato raggiunto in
16 tutta Italia nel 2021) 9 regioni sono in regola: Veneto, Sardegna, Lombardia, Trentino Alto Adig, Emilia
17 Romagne, Marche, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo. Vicine all’obiettivo anche Piemonte e Valle
18 d’Aosta. La Toscana è al 62,1%. Al di sotto del 50% solo la Sicilia.
19 Tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta si registra a Cagliari. Al di sopra del 60%
20 risultano Milano, Firenze e Bologna. Bari e Torino si collocano verso il 59,5 % e Roma è al 50,4%.
21 Tra le varie tipologie di rifiuti raccolti in maniera differenziata l’organico figura al primo posto con il
22 39,3% del totale. Viene soprattutto da cucine e mense: 4,9 milioni di tonnellate, il 68,4% del totale.
23 Seguono la manutenzione di giardini e parchi con il 27,1% (1,9 milioni di tonnellate), le case con il 3,8%
24 (275 mila tonnellate) e i mercati con lo 0,7% (circa 49 mila tonnellate).
25 Carta e cartone rappresentano invece il 19,2% del totale; seguono il vetro con il 12,2% e la plastica con
26 l’8,6%. Per la plastica si tratta per il 95% di imballaggi. E, facendo le proiezioni al 2025, proprio la
27 plastica si rivela un problema: è l’unico materiale che, secondo le previsioni, non raggiunge gli obiettivi
28 europei di riciclo.
29 Alla crescita della raccolta differenziata corrisponde una diminuzione dei rifiuti che finiscono in discarica
30 (sono il 20%, meno 7,4% rispetto al 2019) e che vengono inceneriti (18%, meno 3,6% rispetto al 2019).
31 Quanto ai costi, nel 2020 la media nazionale pro capite per la gestione dei rifiuti urbani è stato di 185,6
32 euro (nel 2019 era 176,7 euro/abitante). Dove la raccolta differenziata è più alta i costi scendono. Sono
33 165,6 euro al Nord e 195,7 al Sud.
Adattato da Hufpost «La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema»
(21 dicembre 2021)
II. Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta.
[3 x 0,5 = 1,5 punti]
1.
La raccolta differenziata cresce, e la plastica smette di essere un problema.
Scelta:
2.
La città che ricicla di più è Cagliari.
Scelta:
3.
I prezzi per gestire la raccolta differenziata diventano più bassi quanto più si ricicla.
Scelta:
Ejercicio Testo 2 - Parte A - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)
Text 2 / Texto 2
1 La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema
2 Rapporto Ispra: il sistema dei rifiuti urbani costa 186 euro pro capite
3 Meno rifiuti, un leggero incremento della raccolta differenziata, il trend degli imballaggi in linea con gli
4 obiettivi europei al 2025, con l’eccezione della plastica. E’ la fotografia dei rifiuti urbani nell’anno della
5 pandemia pubblicata dall’Ispra con il suo rapporto annuale.
6 Dopo aver superato quota 30 milioni di tonnellate nel 2018, i rifiuti urbani hanno avuto una leggera
7 diminuzione nel 2019 e poi un’altra più netta nel 2020, quando la produzione nazionale è di 28,9 milioni
8 di tonnellate, con un calo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Il dato nazionale ora è di 488 chili pro
9 capite l’anno: una media tra i 640 chilogrammi dell’Emilia Romagna e i 345 della Basilicata.
10 La diminuzione va collegata al rallentamento economico. Quello più significativo è l’aumento della
11 raccolta differenziata che arriva al 63% della produzione nazionale. La crescita è di 1,8 punti percentuali
12 rispetto al 2019. Un dato particolarmente importante perché –sottolinea l’Ispra– l’emergenza sanitaria da
13 Covid-19 ha influito significativamente sui consumi nazionali e di conseguenza sulla produzione dei
14 rifiuti.
15 Rispetto al traguardo della raccolta differenziata al 65% (che avrebbe dovuto essere stato raggiunto in
16 tutta Italia nel 2021) 9 regioni sono in regola: Veneto, Sardegna, Lombardia, Trentino Alto Adig, Emilia
17 Romagne, Marche, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo. Vicine all’obiettivo anche Piemonte e Valle
18 d’Aosta. La Toscana è al 62,1%. Al di sotto del 50% solo la Sicilia.
19 Tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta si registra a Cagliari. Al di sopra del 60%
20 risultano Milano, Firenze e Bologna. Bari e Torino si collocano verso il 59,5 % e Roma è al 50,4%.
21 Tra le varie tipologie di rifiuti raccolti in maniera differenziata l’organico figura al primo posto con il
22 39,3% del totale. Viene soprattutto da cucine e mense: 4,9 milioni di tonnellate, il 68,4% del totale.
23 Seguono la manutenzione di giardini e parchi con il 27,1% (1,9 milioni di tonnellate), le case con il 3,8%
24 (275 mila tonnellate) e i mercati con lo 0,7% (circa 49 mila tonnellate).
25 Carta e cartone rappresentano invece il 19,2% del totale; seguono il vetro con il 12,2% e la plastica con
26 l’8,6%. Per la plastica si tratta per il 95% di imballaggi. E, facendo le proiezioni al 2025, proprio la
27 plastica si rivela un problema: è l’unico materiale che, secondo le previsioni, non raggiunge gli obiettivi
28 europei di riciclo.
29 Alla crescita della raccolta differenziata corrisponde una diminuzione dei rifiuti che finiscono in discarica
30 (sono il 20%, meno 7,4% rispetto al 2019) e che vengono inceneriti (18%, meno 3,6% rispetto al 2019).
31 Quanto ai costi, nel 2020 la media nazionale pro capite per la gestione dei rifiuti urbani è stato di 185,6
32 euro (nel 2019 era 176,7 euro/abitante). Dove la raccolta differenziata è più alta i costi scendono. Sono
33 165,6 euro al Nord e 195,7 al Sud.
Adattato da Hufpost «La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema»
(21 dicembre 2021)
Parte A. Comprensione scritta
III. Trovate nel testo un sinonimo alle seguenti parole o espressioni
(6 x 0,25 = 1,5 punti)
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Ejercicio Testo 2 - Parte A - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)
Text 2 / Texto 2
1 La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema
2 Rapporto Ispra: il sistema dei rifiuti urbani costa 186 euro pro capite
3 Meno rifiuti, un leggero incremento della raccolta differenziata, il trend degli imballaggi in linea con gli
4 obiettivi europei al 2025, con l’eccezione della plastica. E’ la fotografia dei rifiuti urbani nell’anno della
5 pandemia pubblicata dall’Ispra con il suo rapporto annuale.
6 Dopo aver superato quota 30 milioni di tonnellate nel 2018, i rifiuti urbani hanno avuto una leggera
7 diminuzione nel 2019 e poi un’altra più netta nel 2020, quando la produzione nazionale è di 28,9 milioni
8 di tonnellate, con un calo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Il dato nazionale ora è di 488 chili pro
9 capite l’anno: una media tra i 640 chilogrammi dell’Emilia Romagna e i 345 della Basilicata.
10 La diminuzione va collegata al rallentamento economico. Quello più significativo è l’aumento della
11 raccolta differenziata che arriva al 63% della produzione nazionale. La crescita è di 1,8 punti percentuali
12 rispetto al 2019. Un dato particolarmente importante perché –sottolinea l’Ispra– l’emergenza sanitaria da
13 Covid-19 ha influito significativamente sui consumi nazionali e di conseguenza sulla produzione dei
14 rifiuti.
15 Rispetto al traguardo della raccolta differenziata al 65% (che avrebbe dovuto essere stato raggiunto in
16 tutta Italia nel 2021) 9 regioni sono in regola: Veneto, Sardegna, Lombardia, Trentino Alto Adig, Emilia
17 Romagne, Marche, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo. Vicine all’obiettivo anche Piemonte e Valle
18 d’Aosta. La Toscana è al 62,1%. Al di sotto del 50% solo la Sicilia.
19 Tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta si registra a Cagliari. Al di sopra del 60%
20 risultano Milano, Firenze e Bologna. Bari e Torino si collocano verso il 59,5 % e Roma è al 50,4%.
21 Tra le varie tipologie di rifiuti raccolti in maniera differenziata l’organico figura al primo posto con il
22 39,3% del totale. Viene soprattutto da cucine e mense: 4,9 milioni di tonnellate, il 68,4% del totale.
23 Seguono la manutenzione di giardini e parchi con il 27,1% (1,9 milioni di tonnellate), le case con il 3,8%
24 (275 mila tonnellate) e i mercati con lo 0,7% (circa 49 mila tonnellate).
25 Carta e cartone rappresentano invece il 19,2% del totale; seguono il vetro con il 12,2% e la plastica con
26 l’8,6%. Per la plastica si tratta per il 95% di imballaggi. E, facendo le proiezioni al 2025, proprio la
27 plastica si rivela un problema: è l’unico materiale che, secondo le previsioni, non raggiunge gli obiettivi
28 europei di riciclo.
29 Alla crescita della raccolta differenziata corrisponde una diminuzione dei rifiuti che finiscono in discarica
30 (sono il 20%, meno 7,4% rispetto al 2019) e che vengono inceneriti (18%, meno 3,6% rispetto al 2019).
31 Quanto ai costi, nel 2020 la media nazionale pro capite per la gestione dei rifiuti urbani è stato di 185,6
32 euro (nel 2019 era 176,7 euro/abitante). Dove la raccolta differenziata è più alta i costi scendono. Sono
33 165,6 euro al Nord e 195,7 al Sud.
Adattato da Hufpost «La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema»
(21 dicembre 2021)
Parte A. Comprensione scritta
IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c)
(4 x 0,25 = 1 punto)
1.
La diminuzione va collegata al rallentamento economico.
2.
Quello più significativo è l'aumento della raccolta differenziata che arriva al 63% della produzione nazionale
3.
Rispetto al traguardo della raccolta differenziata al 65%, nove regioni sono in regola.
4.
Carta e cartone rappresentano invece il 19,2% del totale.
Ejercicio Testo 2 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Text 2 / Texto 2
1 La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema
2 Rapporto Ispra: il sistema dei rifiuti urbani costa 186 euro pro capite
3 Meno rifiuti, un leggero incremento della raccolta differenziata, il trend degli imballaggi in linea con gli
4 obiettivi europei al 2025, con l’eccezione della plastica. E’ la fotografia dei rifiuti urbani nell’anno della
5 pandemia pubblicata dall’Ispra con il suo rapporto annuale.
6 Dopo aver superato quota 30 milioni di tonnellate nel 2018, i rifiuti urbani hanno avuto una leggera
7 diminuzione nel 2019 e poi un’altra più netta nel 2020, quando la produzione nazionale è di 28,9 milioni
8 di tonnellate, con un calo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Il dato nazionale ora è di 488 chili pro
9 capite l’anno: una media tra i 640 chilogrammi dell’Emilia Romagna e i 345 della Basilicata.
10 La diminuzione va collegata al rallentamento economico. Quello più significativo è l’aumento della
11 raccolta differenziata che arriva al 63% della produzione nazionale. La crescita è di 1,8 punti percentuali
12 rispetto al 2019. Un dato particolarmente importante perché –sottolinea l’Ispra– l’emergenza sanitaria da
13 Covid-19 ha influito significativamente sui consumi nazionali e di conseguenza sulla produzione dei
14 rifiuti.
15 Rispetto al traguardo della raccolta differenziata al 65% (che avrebbe dovuto essere stato raggiunto in
16 tutta Italia nel 2021) 9 regioni sono in regola: Veneto, Sardegna, Lombardia, Trentino Alto Adig, Emilia
17 Romagne, Marche, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo. Vicine all’obiettivo anche Piemonte e Valle
18 d’Aosta. La Toscana è al 62,1%. Al di sotto del 50% solo la Sicilia.
19 Tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta si registra a Cagliari. Al di sopra del 60%
20 risultano Milano, Firenze e Bologna. Bari e Torino si collocano verso il 59,5 % e Roma è al 50,4%.
21 Tra le varie tipologie di rifiuti raccolti in maniera differenziata l’organico figura al primo posto con il
22 39,3% del totale. Viene soprattutto da cucine e mense: 4,9 milioni di tonnellate, il 68,4% del totale.
23 Seguono la manutenzione di giardini e parchi con il 27,1% (1,9 milioni di tonnellate), le case con il 3,8%
24 (275 mila tonnellate) e i mercati con lo 0,7% (circa 49 mila tonnellate).
25 Carta e cartone rappresentano invece il 19,2% del totale; seguono il vetro con il 12,2% e la plastica con
26 l’8,6%. Per la plastica si tratta per il 95% di imballaggi. E, facendo le proiezioni al 2025, proprio la
27 plastica si rivela un problema: è l’unico materiale che, secondo le previsioni, non raggiunge gli obiettivi
28 europei di riciclo.
29 Alla crescita della raccolta differenziata corrisponde una diminuzione dei rifiuti che finiscono in discarica
30 (sono il 20%, meno 7,4% rispetto al 2019) e che vengono inceneriti (18%, meno 3,6% rispetto al 2019).
31 Quanto ai costi, nel 2020 la media nazionale pro capite per la gestione dei rifiuti urbani è stato di 185,6
32 euro (nel 2019 era 176,7 euro/abitante). Dove la raccolta differenziata è più alta i costi scendono. Sono
33 165,6 euro al Nord e 195,7 al Sud.
Adattato da Hufpost «La raccolta differenziata cresce, ma la plastica resta un problema»
(21 dicembre 2021)
Parte B. Espressione scritta
Componimento scritto in 130-150 parole.
(4 punti)
Scrivi un testo esprimendo il tuo punto di vista sull'argomento e, se fosse il caso, racconta la tua esperienza in merito. Immagina di partecipare ad un blog pubblico sulla questione.
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