Todos los exámenes de Selectividad 2024 de todas las comunidades
Examen de Italiano PAU Valencia 2024 · Ordinaria
Examen de Italiano de Selectividad de Valencia (PAU) 2024, Ordinaria (junio): 5 problemas con solución. Con corrección al momento.
Temas del examen: Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso) · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole) · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi) · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente) · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Ejercicio Text 1 - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)
Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo.
Text 1 / Texto 1
In Sicilia allarme per centinaia di hikikomori, giovani che si chiudono volontariamente in casa
1 Sono sempre più numerosi in Italia gli autosegregati in casa, che interrompono i rapporti con i propri
2 coetanei, abbandonano le attività sportive e, a volte, perfino la scuola, e tra le quattro mura delle propria
3 stanzetta trascinano la propria esistenza. Sono gli hikikomori, termine importato dal Giappone, dove il
4 fenomeno è molto diffuso, per indicare letteralmente chi sta in disparte. In Italia sono oltre centomila.
5 Tantissimi anche in Sicilia, «probabilmente nell'ordine di qualche migliaio - dice Carlo Gilistro il
6 pediatra-deputato regionale M5S, promotore del convegno tenuto oggi all'Ars sul tema - anche se è
7 veramente difficile avere stime corrette, perché spesso abbiamo a che fare con soggetti ‘invisibili’ e con
8 un comportamento non riconosciuto nemmeno dai genitori che gli vivono accanto».
9 Sul fenomeno hikikomori si sono accesi oggi i riflettori all'Ars grazie ad un convegno tenuto nella sala
10 Mattarella alla presenza di psicologi, sociologi, insegnanti, medici, e politici e con centinaia di scuole in
11 collegamento da tutta la Sicilia, grazie all'interessamento del direttore dell'ufficio scolastico regionale
12 Giuseppe Pierro e a testimonianza di quanto il tema sia sentito nelle scuole.
13 «Bisogna stare attenti – ha detto Gilistro - ai campanelli d'allarme per cercare di correre subito ai ripari.
14 Per questo bisogna aiutare insegnanti e genitori a saperli riconoscere. E noi come istituzione abbiamo il
15 dovere di dare loro una mano con adeguate e massicce campagne di informazione».
16 Sono diversi i segnali-spia del problema da tenere in dovuta considerazione, tra questi i principali sono:
17 le frequenti assenze da scuola, l'abbandono delle attività sportive, la ridotta o mancata frequentazione dei
18 coetanei, l'autoreclusione nella propria stanzetta, l'inversione del ritmo sonno-veglia, la preferenza per
19 l'attività solitaria, spesso con l'uso delle tecnologie digitali.
20 «I genitori ha detto Gilistro, vanno aiutati e non colpevolizzati, non c'è ad oggi alcun riscontro
21 scientifico che dica che un particolare stile genitoriale spiani la strada all'insorgere del fenomeno che si
22 presenta soprattutto nella fascia che va dai 14 ai 30 anni. Altro tabù da sfatare è quello che dipinge gli
23 hikikomori come dei fannulloni che si isolano per evitare la fatica dello studio o del lavoro. Niente di più
24 falso, perché questi soggetti spesso eccellono nello studio o nel lavoro. Gli hikikomori hanno
25 semplicemente deciso di non tentare una carriera sociale perché demotivati o frenati dalla paura del
26 confronto con gli altri».
27 «Dobbiamo dare ai docenti – ha detto Giuseppe Pierro, direttore dell'ufficio scolastico regionale per la
28 Sicilia - gli strumenti che oggi sono fondamentali per intercettare il disagio, se non vogliamo che siano
29 soldati senza armi. Naturalmente la scuola non può fare tutto da sola. Non bastano i progetti, sono
30 necessarie leggi adeguate».
Adattato da Giornale di Sicilia, https://acortar.link/BZkVgd, 11/04/2024.
1.
Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo.
2.
Elencate i segnali d'allarme che, secondo il testo, possono assistere genitori e insegnanti nell'identificare il problema in anticipo.
Ejercicio Text 1 - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)
Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta.
Text 1 / Texto 1
In Sicilia allarme per centinaia di hikikomori, giovani che si chiudono volontariamente in casa
1 Sono sempre più numerosi in Italia gli autosegregati in casa, che interrompono i rapporti con i propri
2 coetanei, abbandonano le attività sportive e, a volte, perfino la scuola, e tra le quattro mura delle propria
3 stanzetta trascinano la propria esistenza. Sono gli hikikomori, termine importato dal Giappone, dove il
4 fenomeno è molto diffuso, per indicare letteralmente chi sta in disparte. In Italia sono oltre centomila.
5 Tantissimi anche in Sicilia, «probabilmente nell'ordine di qualche migliaio - dice Carlo Gilistro il
6 pediatra-deputato regionale M5S, promotore del convegno tenuto oggi all'Ars sul tema - anche se è
7 veramente difficile avere stime corrette, perché spesso abbiamo a che fare con soggetti ‘invisibili’ e con
8 un comportamento non riconosciuto nemmeno dai genitori che gli vivono accanto».
9 Sul fenomeno hikikomori si sono accesi oggi i riflettori all'Ars grazie ad un convegno tenuto nella sala
10 Mattarella alla presenza di psicologi, sociologi, insegnanti, medici, e politici e con centinaia di scuole in
11 collegamento da tutta la Sicilia, grazie all'interessamento del direttore dell'ufficio scolastico regionale
12 Giuseppe Pierro e a testimonianza di quanto il tema sia sentito nelle scuole.
13 «Bisogna stare attenti – ha detto Gilistro - ai campanelli d'allarme per cercare di correre subito ai ripari.
14 Per questo bisogna aiutare insegnanti e genitori a saperli riconoscere. E noi come istituzione abbiamo il
15 dovere di dare loro una mano con adeguate e massicce campagne di informazione».
16 Sono diversi i segnali-spia del problema da tenere in dovuta considerazione, tra questi i principali sono:
17 le frequenti assenze da scuola, l'abbandono delle attività sportive, la ridotta o mancata frequentazione dei
18 coetanei, l'autoreclusione nella propria stanzetta, l'inversione del ritmo sonno-veglia, la preferenza per
19 l'attività solitaria, spesso con l'uso delle tecnologie digitali.
20 «I genitori ha detto Gilistro, vanno aiutati e non colpevolizzati, non c'è ad oggi alcun riscontro
21 scientifico che dica che un particolare stile genitoriale spiani la strada all'insorgere del fenomeno che si
22 presenta soprattutto nella fascia che va dai 14 ai 30 anni. Altro tabù da sfatare è quello che dipinge gli
23 hikikomori come dei fannulloni che si isolano per evitare la fatica dello studio o del lavoro. Niente di più
24 falso, perché questi soggetti spesso eccellono nello studio o nel lavoro. Gli hikikomori hanno
25 semplicemente deciso di non tentare una carriera sociale perché demotivati o frenati dalla paura del
26 confronto con gli altri».
27 «Dobbiamo dare ai docenti – ha detto Giuseppe Pierro, direttore dell'ufficio scolastico regionale per la
28 Sicilia - gli strumenti che oggi sono fondamentali per intercettare il disagio, se non vogliamo che siano
29 soldati senza armi. Naturalmente la scuola non può fare tutto da sola. Non bastano i progetti, sono
30 necessarie leggi adeguate».
Adattato da Giornale di Sicilia, https://acortar.link/BZkVgd, 11/04/2024.
1. È importante ricordare che i cosiddetti hikikomori sono individui con potenzialità significative per lo studio e il lavoro.
V
F
2. I docenti sono sempre i primi ad intervenire per modificare questi atteggiamenti non socievoli dei giovani, perché esistono progetti e leggi che sostengono tali iniziative.
V
F
3. In Italia, come in Giappone e in altri paesi del mondo, ci sono molti giovani che riducono i loro rapporti sociali e trascorrono tutto il loro tempo chiusi in camera.
V
F
Ejercicio Text 1 - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)
Trovate nel testo un termine o un'espressione sinonima per le seguenti parole.
Text 1 / Texto 1
In Sicilia allarme per centinaia di hikikomori, giovani che si chiudono volontariamente in casa
1 Sono sempre più numerosi in Italia gli autosegregati in casa, che interrompono i rapporti con i propri
2 coetanei, abbandonano le attività sportive e, a volte, perfino la scuola, e tra le quattro mura delle propria
3 stanzetta trascinano la propria esistenza. Sono gli hikikomori, termine importato dal Giappone, dove il
4 fenomeno è molto diffuso, per indicare letteralmente chi sta in disparte. In Italia sono oltre centomila.
5 Tantissimi anche in Sicilia, «probabilmente nell'ordine di qualche migliaio - dice Carlo Gilistro il
6 pediatra-deputato regionale M5S, promotore del convegno tenuto oggi all'Ars sul tema - anche se è
7 veramente difficile avere stime corrette, perché spesso abbiamo a che fare con soggetti ‘invisibili’ e con
8 un comportamento non riconosciuto nemmeno dai genitori che gli vivono accanto».
9 Sul fenomeno hikikomori si sono accesi oggi i riflettori all'Ars grazie ad un convegno tenuto nella sala
10 Mattarella alla presenza di psicologi, sociologi, insegnanti, medici, e politici e con centinaia di scuole in
11 collegamento da tutta la Sicilia, grazie all'interessamento del direttore dell'ufficio scolastico regionale
12 Giuseppe Pierro e a testimonianza di quanto il tema sia sentito nelle scuole.
13 «Bisogna stare attenti – ha detto Gilistro - ai campanelli d'allarme per cercare di correre subito ai ripari.
14 Per questo bisogna aiutare insegnanti e genitori a saperli riconoscere. E noi come istituzione abbiamo il
15 dovere di dare loro una mano con adeguate e massicce campagne di informazione».
16 Sono diversi i segnali-spia del problema da tenere in dovuta considerazione, tra questi i principali sono:
17 le frequenti assenze da scuola, l'abbandono delle attività sportive, la ridotta o mancata frequentazione dei
18 coetanei, l'autoreclusione nella propria stanzetta, l'inversione del ritmo sonno-veglia, la preferenza per
19 l'attività solitaria, spesso con l'uso delle tecnologie digitali.
20 «I genitori ha detto Gilistro, vanno aiutati e non colpevolizzati, non c'è ad oggi alcun riscontro
21 scientifico che dica che un particolare stile genitoriale spiani la strada all'insorgere del fenomeno che si
22 presenta soprattutto nella fascia che va dai 14 ai 30 anni. Altro tabù da sfatare è quello che dipinge gli
23 hikikomori come dei fannulloni che si isolano per evitare la fatica dello studio o del lavoro. Niente di più
24 falso, perché questi soggetti spesso eccellono nello studio o nel lavoro. Gli hikikomori hanno
25 semplicemente deciso di non tentare una carriera sociale perché demotivati o frenati dalla paura del
26 confronto con gli altri».
27 «Dobbiamo dare ai docenti – ha detto Giuseppe Pierro, direttore dell'ufficio scolastico regionale per la
28 Sicilia - gli strumenti che oggi sono fondamentali per intercettare il disagio, se non vogliamo che siano
29 soldati senza armi. Naturalmente la scuola non può fare tutto da sola. Non bastano i progetti, sono
30 necessarie leggi adeguate».
Adattato da Giornale di Sicilia, https://acortar.link/BZkVgd, 11/04/2024.
1.
aiutare loro
2.
avvenimenti che forniscono un'indicazione di pericolo
3.
cameretta
4.
della stessa età, contemporanei
5.
frequentemente
6.
mille unità (con valore di approssimazione)
Ejercicio Text 1 - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)
Text 1 / Texto 1
In Sicilia allarme per centinaia di hikikomori, giovani che si chiudono volontariamente in casa
1 Sono sempre più numerosi in Italia gli autosegregati in casa, che interrompono i rapporti con i propri
2 coetanei, abbandonano le attività sportive e, a volte, perfino la scuola, e tra le quattro mura delle propria
3 stanzetta trascinano la propria esistenza. Sono gli hikikomori, termine importato dal Giappone, dove il
4 fenomeno è molto diffuso, per indicare letteralmente chi sta in disparte. In Italia sono oltre centomila.
5 Tantissimi anche in Sicilia, «probabilmente nell'ordine di qualche migliaio - dice Carlo Gilistro il
6 pediatra-deputato regionale M5S, promotore del convegno tenuto oggi all'Ars sul tema - anche se è
7 veramente difficile avere stime corrette, perché spesso abbiamo a che fare con soggetti ‘invisibili’ e con
8 un comportamento non riconosciuto nemmeno dai genitori che gli vivono accanto».
9 Sul fenomeno hikikomori si sono accesi oggi i riflettori all'Ars grazie ad un convegno tenuto nella sala
10 Mattarella alla presenza di psicologi, sociologi, insegnanti, medici, e politici e con centinaia di scuole in
11 collegamento da tutta la Sicilia, grazie all'interessamento del direttore dell'ufficio scolastico regionale
12 Giuseppe Pierro e a testimonianza di quanto il tema sia sentito nelle scuole.
13 «Bisogna stare attenti – ha detto Gilistro - ai campanelli d'allarme per cercare di correre subito ai ripari.
14 Per questo bisogna aiutare insegnanti e genitori a saperli riconoscere. E noi come istituzione abbiamo il
15 dovere di dare loro una mano con adeguate e massicce campagne di informazione».
16 Sono diversi i segnali-spia del problema da tenere in dovuta considerazione, tra questi i principali sono:
17 le frequenti assenze da scuola, l'abbandono delle attività sportive, la ridotta o mancata frequentazione dei
18 coetanei, l'autoreclusione nella propria stanzetta, l'inversione del ritmo sonno-veglia, la preferenza per
19 l'attività solitaria, spesso con l'uso delle tecnologie digitali.
20 «I genitori ha detto Gilistro, vanno aiutati e non colpevolizzati, non c'è ad oggi alcun riscontro
21 scientifico che dica che un particolare stile genitoriale spiani la strada all'insorgere del fenomeno che si
22 presenta soprattutto nella fascia che va dai 14 ai 30 anni. Altro tabù da sfatare è quello che dipinge gli
23 hikikomori come dei fannulloni che si isolano per evitare la fatica dello studio o del lavoro. Niente di più
24 falso, perché questi soggetti spesso eccellono nello studio o nel lavoro. Gli hikikomori hanno
25 semplicemente deciso di non tentare una carriera sociale perché demotivati o frenati dalla paura del
26 confronto con gli altri».
27 «Dobbiamo dare ai docenti – ha detto Giuseppe Pierro, direttore dell'ufficio scolastico regionale per la
28 Sicilia - gli strumenti che oggi sono fondamentali per intercettare il disagio, se non vogliamo che siano
29 soldati senza armi. Naturalmente la scuola non può fare tutto da sola. Non bastano i progetti, sono
30 necessarie leggi adeguate».
Adattato da Giornale di Sicilia, https://acortar.link/BZkVgd, 11/04/2024.
Parte A. Comprensione scritta
IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c) (4 x 0,25 = 1 punto)
1.
È difficile avere stime corrette, perché spesso abbiamo a che fare con soggetti ‘invisibili’.
2.
Gli hikikomori hanno deciso di non tentare una carriera sociale perché demotivati o frenati dalla paura del confronto con gli altri ».
3.
I genitori, ha detto Gilistro, vanno aiutati e non colpevolizzati.
4.
Sono tanti i giovani hikikomori anche in Sicilia, «probabilmente nell’ordine di qualche migliaio - dice il promotore del convegno tenuto sul tema - anche se è veramente difficile avere stime corrette».
Ejercicio Text 1 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Text 1 / Texto 1
In Sicilia allarme per centinaia di hikikomori, giovani che si chiudono volontariamente in casa
1 Sono sempre più numerosi in Italia gli autosegregati in casa, che interrompono i rapporti con i propri
2 coetanei, abbandonano le attività sportive e, a volte, perfino la scuola, e tra le quattro mura delle propria
3 stanzetta trascinano la propria esistenza. Sono gli hikikomori, termine importato dal Giappone, dove il
4 fenomeno è molto diffuso, per indicare letteralmente chi sta in disparte. In Italia sono oltre centomila.
5 Tantissimi anche in Sicilia, «probabilmente nell'ordine di qualche migliaio - dice Carlo Gilistro il
6 pediatra-deputato regionale M5S, promotore del convegno tenuto oggi all'Ars sul tema - anche se è
7 veramente difficile avere stime corrette, perché spesso abbiamo a che fare con soggetti ‘invisibili’ e con
8 un comportamento non riconosciuto nemmeno dai genitori che gli vivono accanto».
9 Sul fenomeno hikikomori si sono accesi oggi i riflettori all'Ars grazie ad un convegno tenuto nella sala
10 Mattarella alla presenza di psicologi, sociologi, insegnanti, medici, e politici e con centinaia di scuole in
11 collegamento da tutta la Sicilia, grazie all'interessamento del direttore dell'ufficio scolastico regionale
12 Giuseppe Pierro e a testimonianza di quanto il tema sia sentito nelle scuole.
13 «Bisogna stare attenti – ha detto Gilistro - ai campanelli d'allarme per cercare di correre subito ai ripari.
14 Per questo bisogna aiutare insegnanti e genitori a saperli riconoscere. E noi come istituzione abbiamo il
15 dovere di dare loro una mano con adeguate e massicce campagne di informazione».
16 Sono diversi i segnali-spia del problema da tenere in dovuta considerazione, tra questi i principali sono:
17 le frequenti assenze da scuola, l'abbandono delle attività sportive, la ridotta o mancata frequentazione dei
18 coetanei, l'autoreclusione nella propria stanzetta, l'inversione del ritmo sonno-veglia, la preferenza per
19 l'attività solitaria, spesso con l'uso delle tecnologie digitali.
20 «I genitori ha detto Gilistro, vanno aiutati e non colpevolizzati, non c'è ad oggi alcun riscontro
21 scientifico che dica che un particolare stile genitoriale spiani la strada all'insorgere del fenomeno che si
22 presenta soprattutto nella fascia che va dai 14 ai 30 anni. Altro tabù da sfatare è quello che dipinge gli
23 hikikomori come dei fannulloni che si isolano per evitare la fatica dello studio o del lavoro. Niente di più
24 falso, perché questi soggetti spesso eccellono nello studio o nel lavoro. Gli hikikomori hanno
25 semplicemente deciso di non tentare una carriera sociale perché demotivati o frenati dalla paura del
26 confronto con gli altri».
27 «Dobbiamo dare ai docenti – ha detto Giuseppe Pierro, direttore dell'ufficio scolastico regionale per la
28 Sicilia - gli strumenti che oggi sono fondamentali per intercettare il disagio, se non vogliamo che siano
29 soldati senza armi. Naturalmente la scuola non può fare tutto da sola. Non bastano i progetti, sono
30 necessarie leggi adeguate».
Adattato da Giornale di Sicilia, https://acortar.link/BZkVgd, 11/04/2024.
Parte B. Espressione scritta
Componimento scritto in 130-150 parole. (4 punti)
Scrivi un testo esprimendo il tuo punto di vista sull’argomento e, se fosse il caso, racconta la tua esperienza con questi atteggiamenti. Immagina di partecipare ad un blog pubblico sulla questione.
Ejercicio Text 2 - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)
Text 2 / Texto 2 Il primo paese-cooperativa
1 Emiliano, 38 anni, si sveglia all'alba e prima che sorga il sole ha già le mani nell'acqua e nella farina.
2 Impasta il pane che sarà venduto nell'unico market del paese. Poi di corsa al bar, perché bisogna
3 preparare caffè e cappuccini per i clienti. A mezzogiorno c'è da dare una mano nella cucina del
4 ristorante. Il resto della giornata lo trascorre facendo il commesso nel mini market. Il 53enne Albaro
5 («Con la “b” mi raccomando – dice orgoglioso – che ce l’ho solo io sto nome in Italia…») al mattino
6 presto accompagna con un pulmino i bambini alla scuola più vicina, giù per venti chilometri. Quando
7 risale gli tocca fare il formaggio. Al pomeriggio si divide tra il bar, dove dà una mano a Emiliano, e il
8 ristorante. Finito? «No, le sere d’estate lavoro come pizzaiolo».
9 Benvenuti a Succiso (Reggio Emilia), piccolo borgo sui mille metri dell’Appennino tosco-emiliano,
10 che per scongiurare lo spopolamento e il degrado si è trasformato in un paese-cooperativa. Qui, su 65
11 residenti ben 33 sono soci della cooperativa Valle dei Cavalieri. Un paese, Succiso, dove ci si è
12 inventati un lavoro (anzi, più lavori da svolgere contemporaneamente) pur di non doversene andare e
13 abbandonare le proprie radici. Emiliano, Albaro: ma chi ve lo fa fare? «Noi vogliamo bene a questa
14 terra, ci piacciono la bellezza della natura e la semplicità di questa vita», rispondono in coro i due
15 dipendenti-soci. Oreste Torri è il vice presidente.
16 «Quest’anno festeggiamo venticinque anni di vita – ricorda -. Nel 1991 ha chiuso l’unico bar del
17 paese. Poco prima aveva abbassato le serrande anche l’ultima bottega. Succiso era destinato a
18 spopolarsi e a divenire un borgo fantasma. Così, noi, un gruppo di nove storici amici, si è rimboccato
19 le maniche e ha creato la cooperativa. Tutti avevamo già un mestiere, ma abbiamo sempre lavorato da
20 volontari. All’inizio rischiando i nostri soldi, poi investendo fondi regionali, provinciali, europei».
21 Dunque in quel lontano gennaio del 1991 riapre prima il bar, poi un piccolo mini market, quindi viene
22 avviata la produzione del pecorino con l’acquisto di 240 pecore. Più tardi sono arrivati il ristorante e
23 perfino un agriturismo che ormai accoglie fino a 14mila ospiti l’anno. I Cavalieri, oggi, fatturano
24 circa 700 mila euro l’anno. I dipendenti assunti sono 7 più 12 stagionali. «Il paese è tornato a vivere,
25 anche se all’inizio ci davano per matti».
26 Perché l’avete fatto? «Perché – risponde Oreste - amiamo la nostra terra, non volevamo vederla
27 abbandonata. Era assurdo che una vecchietta dovesse fare 20 chilometri per andare a comprare il latte.
28 E poi c’era una grande amicizia tra di noi, un’amicizia che ci ha tenuto insieme fino ad oggi».
29 Dario Torri, che della cooperativa è il presidente aggiunge: «Oh, si litiga e si discute a voce alta,
30 come da tradizione locale. Ma finisce lì e ogni domenica alle 11 ci troviamo per l’aperitivo. La cosa
31 importante - dice – è che nel tempo la cooperativa è divenuta una risposta sociale ed economica. E
32 soprattutto si tratta di un modello repetibile, esportabile.
Adattato da Mauro Pianta, La Stampa, 24 Novembre 2016
Parte A. Comprensione scritta
I. Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo. (2 x 1 = 2 punti)
1.
Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo.
2.
Quali mestieri esercitano alcuni degli abitanti di Succiso?
Ejercicio Text 2 - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)
Text 2 / Texto 2 Il primo paese-cooperativa
1 Emiliano, 38 anni, si sveglia all'alba e prima che sorga il sole ha già le mani nell'acqua e nella farina.
2 Impasta il pane che sarà venduto nell'unico market del paese. Poi di corsa al bar, perché bisogna
3 preparare caffè e cappuccini per i clienti. A mezzogiorno c'è da dare una mano nella cucina del
4 ristorante. Il resto della giornata lo trascorre facendo il commesso nel mini market. Il 53enne Albaro
5 («Con la “b” mi raccomando – dice orgoglioso – che ce l’ho solo io sto nome in Italia…») al mattino
6 presto accompagna con un pulmino i bambini alla scuola più vicina, giù per venti chilometri. Quando
7 risale gli tocca fare il formaggio. Al pomeriggio si divide tra il bar, dove dà una mano a Emiliano, e il
8 ristorante. Finito? «No, le sere d’estate lavoro come pizzaiolo».
9 Benvenuti a Succiso (Reggio Emilia), piccolo borgo sui mille metri dell’Appennino tosco-emiliano,
10 che per scongiurare lo spopolamento e il degrado si è trasformato in un paese-cooperativa. Qui, su 65
11 residenti ben 33 sono soci della cooperativa Valle dei Cavalieri. Un paese, Succiso, dove ci si è
12 inventati un lavoro (anzi, più lavori da svolgere contemporaneamente) pur di non doversene andare e
13 abbandonare le proprie radici. Emiliano, Albaro: ma chi ve lo fa fare? «Noi vogliamo bene a questa
14 terra, ci piacciono la bellezza della natura e la semplicità di questa vita», rispondono in coro i due
15 dipendenti-soci. Oreste Torri è il vice presidente.
16 «Quest’anno festeggiamo venticinque anni di vita – ricorda -. Nel 1991 ha chiuso l’unico bar del
17 paese. Poco prima aveva abbassato le serrande anche l’ultima bottega. Succiso era destinato a
18 spopolarsi e a divenire un borgo fantasma. Così, noi, un gruppo di nove storici amici, si è rimboccato
19 le maniche e ha creato la cooperativa. Tutti avevamo già un mestiere, ma abbiamo sempre lavorato da
20 volontari. All’inizio rischiando i nostri soldi, poi investendo fondi regionali, provinciali, europei».
21 Dunque in quel lontano gennaio del 1991 riapre prima il bar, poi un piccolo mini market, quindi viene
22 avviata la produzione del pecorino con l’acquisto di 240 pecore. Più tardi sono arrivati il ristorante e
23 perfino un agriturismo che ormai accoglie fino a 14mila ospiti l’anno. I Cavalieri, oggi, fatturano
24 circa 700 mila euro l’anno. I dipendenti assunti sono 7 più 12 stagionali. «Il paese è tornato a vivere,
25 anche se all’inizio ci davano per matti».
26 Perché l’avete fatto? «Perché – risponde Oreste - amiamo la nostra terra, non volevamo vederla
27 abbandonata. Era assurdo che una vecchietta dovesse fare 20 chilometri per andare a comprare il latte.
28 E poi c’era una grande amicizia tra di noi, un’amicizia che ci ha tenuto insieme fino ad oggi».
29 Dario Torri, che della cooperativa è il presidente aggiunge: «Oh, si litiga e si discute a voce alta,
30 come da tradizione locale. Ma finisce lì e ogni domenica alle 11 ci troviamo per l’aperitivo. La cosa
31 importante - dice – è che nel tempo la cooperativa è divenuta una risposta sociale ed economica. E
32 soprattutto si tratta di un modello repetibile, esportabile.
Adattato da Mauro Pianta, La Stampa, 24 Novembre 2016
II. Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta. (3 x 0,5 = 1,5 punti)
1.
La cooperativa di Succiso è stata fondata oltre vent'anni fa.
2.
Le attività di questa cooperativa (tra cui bar, ristorante, produzione di formaggi, ecc.) sono state avviate gradualmente e ora forniscono lavoro a diverse persone, sia in modo stabile che stagionale.
3.
Questa interessante esperienza socioeconomica ha avuto successo solo a Succiso ma non potrebbe essere replicabile da nessuna altra parte.
Ejercicio Text 2 - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)
Text 2 / Texto 2 Il primo paese-cooperativa
1 Emiliano, 38 anni, si sveglia all'alba e prima che sorga il sole ha già le mani nell'acqua e nella farina.
2 Impasta il pane che sarà venduto nell'unico market del paese. Poi di corsa al bar, perché bisogna
3 preparare caffè e cappuccini per i clienti. A mezzogiorno c'è da dare una mano nella cucina del
4 ristorante. Il resto della giornata lo trascorre facendo il commesso nel mini market. Il 53enne Albaro
5 («Con la “b” mi raccomando – dice orgoglioso – che ce l’ho solo io sto nome in Italia…») al mattino
6 presto accompagna con un pulmino i bambini alla scuola più vicina, giù per venti chilometri. Quando
7 risale gli tocca fare il formaggio. Al pomeriggio si divide tra il bar, dove dà una mano a Emiliano, e il
8 ristorante. Finito? «No, le sere d’estate lavoro come pizzaiolo».
9 Benvenuti a Succiso (Reggio Emilia), piccolo borgo sui mille metri dell’Appennino tosco-emiliano,
10 che per scongiurare lo spopolamento e il degrado si è trasformato in un paese-cooperativa. Qui, su 65
11 residenti ben 33 sono soci della cooperativa Valle dei Cavalieri. Un paese, Succiso, dove ci si è
12 inventati un lavoro (anzi, più lavori da svolgere contemporaneamente) pur di non doversene andare e
13 abbandonare le proprie radici. Emiliano, Albaro: ma chi ve lo fa fare? «Noi vogliamo bene a questa
14 terra, ci piacciono la bellezza della natura e la semplicità di questa vita», rispondono in coro i due
15 dipendenti-soci. Oreste Torri è il vice presidente.
16 «Quest’anno festeggiamo venticinque anni di vita – ricorda -. Nel 1991 ha chiuso l’unico bar del
17 paese. Poco prima aveva abbassato le serrande anche l’ultima bottega. Succiso era destinato a
18 spopolarsi e a divenire un borgo fantasma. Così, noi, un gruppo di nove storici amici, si è rimboccato
19 le maniche e ha creato la cooperativa. Tutti avevamo già un mestiere, ma abbiamo sempre lavorato da
20 volontari. All’inizio rischiando i nostri soldi, poi investendo fondi regionali, provinciali, europei».
21 Dunque in quel lontano gennaio del 1991 riapre prima il bar, poi un piccolo mini market, quindi viene
22 avviata la produzione del pecorino con l’acquisto di 240 pecore. Più tardi sono arrivati il ristorante e
23 perfino un agriturismo che ormai accoglie fino a 14mila ospiti l’anno. I Cavalieri, oggi, fatturano
24 circa 700 mila euro l’anno. I dipendenti assunti sono 7 più 12 stagionali. «Il paese è tornato a vivere,
25 anche se all’inizio ci davano per matti».
26 Perché l’avete fatto? «Perché – risponde Oreste - amiamo la nostra terra, non volevamo vederla
27 abbandonata. Era assurdo che una vecchietta dovesse fare 20 chilometri per andare a comprare il latte.
28 E poi c’era una grande amicizia tra di noi, un’amicizia che ci ha tenuto insieme fino ad oggi».
29 Dario Torri, che della cooperativa è il presidente aggiunge: «Oh, si litiga e si discute a voce alta,
30 come da tradizione locale. Ma finisce lì e ogni domenica alle 11 ci troviamo per l’aperitivo. La cosa
31 importante - dice – è che nel tempo la cooperativa è divenuta una risposta sociale ed economica. E
32 soprattutto si tratta di un modello repetibile, esportabile.
Adattato da Mauro Pianta, La Stampa, 24 Novembre 2016
Parte A. Comprensione scritta
III. Trovate nel testo un termine o un'espressione sinonima per le seguenti parole. (6 x 0,25 = 1,5 punti)
1.
Alloggio presso aziende agricole
2.
Ci ha mantenuti uniti
3.
Uomo addetto alla vendita in un negozio, in un magazzino
4.
Si disputa, si bisticcia, si discute
5.
Si è messo a lavorare con impegno
6.
Svuotarsi, diventare vuoto
Ejercicio Text 2 - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)
Text 2 / Texto 2 Il primo paese-cooperativa
1 Emiliano, 38 anni, si sveglia all'alba e prima che sorga il sole ha già le mani nell'acqua e nella farina.
2 Impasta il pane che sarà venduto nell'unico market del paese. Poi di corsa al bar, perché bisogna
3 preparare caffè e cappuccini per i clienti. A mezzogiorno c'è da dare una mano nella cucina del
4 ristorante. Il resto della giornata lo trascorre facendo il commesso nel mini market. Il 53enne Albaro
5 («Con la “b” mi raccomando – dice orgoglioso – che ce l’ho solo io sto nome in Italia…») al mattino
6 presto accompagna con un pulmino i bambini alla scuola più vicina, giù per venti chilometri. Quando
7 risale gli tocca fare il formaggio. Al pomeriggio si divide tra il bar, dove dà una mano a Emiliano, e il
8 ristorante. Finito? «No, le sere d’estate lavoro come pizzaiolo».
9 Benvenuti a Succiso (Reggio Emilia), piccolo borgo sui mille metri dell’Appennino tosco-emiliano,
10 che per scongiurare lo spopolamento e il degrado si è trasformato in un paese-cooperativa. Qui, su 65
11 residenti ben 33 sono soci della cooperativa Valle dei Cavalieri. Un paese, Succiso, dove ci si è
12 inventati un lavoro (anzi, più lavori da svolgere contemporaneamente) pur di non doversene andare e
13 abbandonare le proprie radici. Emiliano, Albaro: ma chi ve lo fa fare? «Noi vogliamo bene a questa
14 terra, ci piacciono la bellezza della natura e la semplicità di questa vita», rispondono in coro i due
15 dipendenti-soci. Oreste Torri è il vice presidente.
16 «Quest’anno festeggiamo venticinque anni di vita – ricorda -. Nel 1991 ha chiuso l’unico bar del
17 paese. Poco prima aveva abbassato le serrande anche l’ultima bottega. Succiso era destinato a
18 spopolarsi e a divenire un borgo fantasma. Così, noi, un gruppo di nove storici amici, si è rimboccato
19 le maniche e ha creato la cooperativa. Tutti avevamo già un mestiere, ma abbiamo sempre lavorato da
20 volontari. All’inizio rischiando i nostri soldi, poi investendo fondi regionali, provinciali, europei».
21 Dunque in quel lontano gennaio del 1991 riapre prima il bar, poi un piccolo mini market, quindi viene
22 avviata la produzione del pecorino con l’acquisto di 240 pecore. Più tardi sono arrivati il ristorante e
23 perfino un agriturismo che ormai accoglie fino a 14mila ospiti l’anno. I Cavalieri, oggi, fatturano
24 circa 700 mila euro l’anno. I dipendenti assunti sono 7 più 12 stagionali. «Il paese è tornato a vivere,
25 anche se all’inizio ci davano per matti».
26 Perché l’avete fatto? «Perché – risponde Oreste - amiamo la nostra terra, non volevamo vederla
27 abbandonata. Era assurdo che una vecchietta dovesse fare 20 chilometri per andare a comprare il latte.
28 E poi c’era una grande amicizia tra di noi, un’amicizia che ci ha tenuto insieme fino ad oggi».
29 Dario Torri, che della cooperativa è il presidente aggiunge: «Oh, si litiga e si discute a voce alta,
30 come da tradizione locale. Ma finisce lì e ogni domenica alle 11 ci troviamo per l’aperitivo. La cosa
31 importante - dice – è che nel tempo la cooperativa è divenuta una risposta sociale ed economica. E
32 soprattutto si tratta di un modello repetibile, esportabile.
Adattato da Mauro Pianta, La Stampa, 24 Novembre 2016
Parte A. Comprensione scritta
IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c). (4 x 0,25 = 1 punto)
1.
Dunque in quel lontano gennaio del 1991 riapre prima il bar, poi un piccolo mini market.
2.
«Il paese è tornato a vivere, anche se all'inizio ci davano per matti ».
3.
Ogni domenica alle 11 ci troviamo per l'aperitivo.
4.
« Perché amiamo la nostra terra, non volevamo vederla abbandonata.
Ejercicio Text 2 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)
Text 2 / Texto 2 Il primo paese-cooperativa
1 Emiliano, 38 anni, si sveglia all'alba e prima che sorga il sole ha già le mani nell'acqua e nella farina.
2 Impasta il pane che sarà venduto nell'unico market del paese. Poi di corsa al bar, perché bisogna
3 preparare caffè e cappuccini per i clienti. A mezzogiorno c'è da dare una mano nella cucina del
4 ristorante. Il resto della giornata lo trascorre facendo il commesso nel mini market. Il 53enne Albaro
5 («Con la “b” mi raccomando – dice orgoglioso – che ce l’ho solo io sto nome in Italia…») al mattino
6 presto accompagna con un pulmino i bambini alla scuola più vicina, giù per venti chilometri. Quando
7 risale gli tocca fare il formaggio. Al pomeriggio si divide tra il bar, dove dà una mano a Emiliano, e il
8 ristorante. Finito? «No, le sere d’estate lavoro come pizzaiolo».
9 Benvenuti a Succiso (Reggio Emilia), piccolo borgo sui mille metri dell’Appennino tosco-emiliano,
10 che per scongiurare lo spopolamento e il degrado si è trasformato in un paese-cooperativa. Qui, su 65
11 residenti ben 33 sono soci della cooperativa Valle dei Cavalieri. Un paese, Succiso, dove ci si è
12 inventati un lavoro (anzi, più lavori da svolgere contemporaneamente) pur di non doversene andare e
13 abbandonare le proprie radici. Emiliano, Albaro: ma chi ve lo fa fare? «Noi vogliamo bene a questa
14 terra, ci piacciono la bellezza della natura e la semplicità di questa vita», rispondono in coro i due
15 dipendenti-soci. Oreste Torri è il vice presidente.
16 «Quest’anno festeggiamo venticinque anni di vita – ricorda -. Nel 1991 ha chiuso l’unico bar del
17 paese. Poco prima aveva abbassato le serrande anche l’ultima bottega. Succiso era destinato a
18 spopolarsi e a divenire un borgo fantasma. Così, noi, un gruppo di nove storici amici, si è rimboccato
19 le maniche e ha creato la cooperativa. Tutti avevamo già un mestiere, ma abbiamo sempre lavorato da
20 volontari. All’inizio rischiando i nostri soldi, poi investendo fondi regionali, provinciali, europei».
21 Dunque in quel lontano gennaio del 1991 riapre prima il bar, poi un piccolo mini market, quindi viene
22 avviata la produzione del pecorino con l’acquisto di 240 pecore. Più tardi sono arrivati il ristorante e
23 perfino un agriturismo che ormai accoglie fino a 14mila ospiti l’anno. I Cavalieri, oggi, fatturano
24 circa 700 mila euro l’anno. I dipendenti assunti sono 7 più 12 stagionali. «Il paese è tornato a vivere,
25 anche se all’inizio ci davano per matti».
26 Perché l’avete fatto? «Perché – risponde Oreste - amiamo la nostra terra, non volevamo vederla
27 abbandonata. Era assurdo che una vecchietta dovesse fare 20 chilometri per andare a comprare il latte.
28 E poi c’era una grande amicizia tra di noi, un’amicizia che ci ha tenuto insieme fino ad oggi».
29 Dario Torri, che della cooperativa è il presidente aggiunge: «Oh, si litiga e si discute a voce alta,
30 come da tradizione locale. Ma finisce lì e ogni domenica alle 11 ci troviamo per l’aperitivo. La cosa
31 importante - dice – è che nel tempo la cooperativa è divenuta una risposta sociale ed economica. E
32 soprattutto si tratta di un modello repetibile, esportabile.
Adattato da Mauro Pianta, La Stampa, 24 Novembre 2016
Parte B. Espressione scritta.
Componimento scritto in 130-150 parole. (4 punti)
Scrivi un testo esprimendo il tuo punto di vista sull'argomento e, se fosse il caso, racconta la tua esperienza in merito. Immagina di partecipare ad un blog pubblico sulla questione.
También puedes estudiar por temas
Practica un tema con ejercicios de los exámenes de todos los años, mezclados.
- Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso) · 28 problemas · 95 % de que salga
- Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi) · 28 problemas · 95 % de que salga
- Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente) · 28 problemas · 95 % de que salga
- Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento) · 28 problemas · 95 % de que salga
- Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole) · 20 problemas · 45 % de que salga
- Unir dos frases con el conector dado (Collegare frasi) · 8 problemas · 75 % de que salga
Otras convocatorias de 2024
Ordinaria solapamiento (2024) · Extraordinaria (2024) · Extraordinaria solapamiento (2024)