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Examen de Italiano PAU Valencia 2024 · Ordinaria solapamiento

Examen de Italiano de Selectividad de Valencia (PAU) 2024, Ordinaria solapamiento (junio): 5 problemas con solución. Con corrección al momento.

Temas del examen: Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso) · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole) · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi) · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente) · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)

Ejercicio Testo 1 - Parte A - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)

Text 1 / Texto 1

Organizzare le vacanze

1 Quando si parte per andare in vacanza, soprattutto per periodi molto lunghi, si tende a portare con sé

2 di tutto e di più. Ci sono persone che mettono in valigia qualsiasi capo d’abbigliamento e ovviamente

3 anche scarpe e accessori. Quindi per una famiglia intera, con due o tre figli, ci vogliono almeno cinque

4 o sei valigie. Nell’ultimo decennio, molte compagnie aeree hanno modificato il loro listino prezzi.

5 Alcune, per il peso dei bagagli da stiva, prevedono una maggiorazione economica. Alcune hanno

6 persino imposto la limitazione di un bagaglio a persona. Anche sul bagaglio a mano ci sono stati dei

7 cambiamenti che non piaceranno a tutti.

8 Non ci è possibile portare qualsiasi cosa in aereo. Le cose vietate, per pericolosità, vengono però poi

9 rivendute negli aeroporti stessi, per evitare che il viaggiatore ne resti senza nel momento meno

10 opportuno. I controlli oggi sono aumentati: tutto quello che viene considerato pericoloso o

11 potenzialmente tale, viene sequestrato prima dell’imbarco. Questo cambiamento vale anche per

12 qualcosa che tutti sono soliti portare in borsa durante il viaggio: cibi e bibite.

13 Sulla questione cibo, le leggi cambiano da paese a paese. Ad esempio, l’Australia, per riuscire ad

14 evitare contaminazioni, ha vietato il trasporto di alcuni prodotti come salumi, formaggi, verdure e

15 simili E chi trasgredisce queste regole, rischia una multa. Chi commette più volte questa

16 ‘trasgressione’ rischia persino di non poterci più rientrare in Australia.

17 Mentre per gli Stati Uniti, quello che è assolutamente vietato portare in valigia è la carne, oltre a uova,

18 pollame e latte. Oltre a questi paesi ce ne sono diversi in cui i controlli sono ancor più serrati. In alcuni

19 paesi, il trasgressore se prova anche solo a ribellarsi a queste rigide regole, rischia giorni di

20 detenzione, con il divieto permanente di entrata nel paese.

21 Bisogna stare molto attenti a quello che possiamo trasportare nel bagaglio a mano, per cercare di

22 evitare di prendere delle multe salatissime o di rischiare addirittura la galera. La miglior cosa da fare, è

23 quella di chiedere al personale in aeroporto cosa possiamo portare, e dichiarare – al momento – quello

24 che trasportiamo in valigia. Oppure, cosa molto astuta, consultare il sito del governo del paese in cui

25 vogliamo recarci, prestando molta attenzione a quello che le sue leggi prevedono al riguardo.

Adattato da Cristian Gangemi, Wine & Food, 16 Marzo 2023.

Parte A. Comprensione scritta

I. Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo.

(2 x1 = 2 punti)

1.

Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo.

2.

Segnalate le conseguenze che, secondo il testo, deve affrontare un viaggiatore che non rispetta i limiti stabiliti per il bagaglio.

Ejercicio Testo 1 - Parte A - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)

Text 1 / Texto 1

Organizzare le vacanze

1 Quando si parte per andare in vacanza, soprattutto per periodi molto lunghi, si tende a portare con sé

2 di tutto e di più. Ci sono persone che mettono in valigia qualsiasi capo d’abbigliamento e ovviamente

3 anche scarpe e accessori. Quindi per una famiglia intera, con due o tre figli, ci vogliono almeno cinque

4 o sei valigie. Nell’ultimo decennio, molte compagnie aeree hanno modificato il loro listino prezzi.

5 Alcune, per il peso dei bagagli da stiva, prevedono una maggiorazione economica. Alcune hanno

6 persino imposto la limitazione di un bagaglio a persona. Anche sul bagaglio a mano ci sono stati dei

7 cambiamenti che non piaceranno a tutti.

8 Non ci è possibile portare qualsiasi cosa in aereo. Le cose vietate, per pericolosità, vengono però poi

9 rivendute negli aeroporti stessi, per evitare che il viaggiatore ne resti senza nel momento meno

10 opportuno. I controlli oggi sono aumentati: tutto quello che viene considerato pericoloso o

11 potenzialmente tale, viene sequestrato prima dell’imbarco. Questo cambiamento vale anche per

12 qualcosa che tutti sono soliti portare in borsa durante il viaggio: cibi e bibite.

13 Sulla questione cibo, le leggi cambiano da paese a paese. Ad esempio, l’Australia, per riuscire ad

14 evitare contaminazioni, ha vietato il trasporto di alcuni prodotti come salumi, formaggi, verdure e

15 simili E chi trasgredisce queste regole, rischia una multa. Chi commette più volte questa

16 ‘trasgressione’ rischia persino di non poterci più rientrare in Australia.

17 Mentre per gli Stati Uniti, quello che è assolutamente vietato portare in valigia è la carne, oltre a uova,

18 pollame e latte. Oltre a questi paesi ce ne sono diversi in cui i controlli sono ancor più serrati. In alcuni

19 paesi, il trasgressore se prova anche solo a ribellarsi a queste rigide regole, rischia giorni di

20 detenzione, con il divieto permanente di entrata nel paese.

21 Bisogna stare molto attenti a quello che possiamo trasportare nel bagaglio a mano, per cercare di

22 evitare di prendere delle multe salatissime o di rischiare addirittura la galera. La miglior cosa da fare, è

23 quella di chiedere al personale in aeroporto cosa possiamo portare, e dichiarare – al momento – quello

24 che trasportiamo in valigia. Oppure, cosa molto astuta, consultare il sito del governo del paese in cui

25 vogliamo recarci, prestando molta attenzione a quello che le sue leggi prevedono al riguardo.

Adattato da Cristian Gangemi, Wine & Food, 16 Marzo 2023.

Parte A. Comprensione scritta

II. Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta. (3x 0,5 = 1,5 punti)

1.

È importante conoscere le leggi dell'aeroporto di partenza e inoltre le leggi di quello di arrivo.

2.

Gli articoli proibiti, che non si possono trasportare in valigia, possono variare da un paese all'altro.

3.

Gli articoli sequestrati ai viaggiatori durante l'imbarco vengono poi venduti in aeroporto.

Ejercicio Testo 1 - Parte A - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)

Text 1 / Texto 1

Organizzare le vacanze

1 Quando si parte per andare in vacanza, soprattutto per periodi molto lunghi, si tende a portare con sé

2 di tutto e di più. Ci sono persone che mettono in valigia qualsiasi capo d’abbigliamento e ovviamente

3 anche scarpe e accessori. Quindi per una famiglia intera, con due o tre figli, ci vogliono almeno cinque

4 o sei valigie. Nell’ultimo decennio, molte compagnie aeree hanno modificato il loro listino prezzi.

5 Alcune, per il peso dei bagagli da stiva, prevedono una maggiorazione economica. Alcune hanno

6 persino imposto la limitazione di un bagaglio a persona. Anche sul bagaglio a mano ci sono stati dei

7 cambiamenti che non piaceranno a tutti.

8 Non ci è possibile portare qualsiasi cosa in aereo. Le cose vietate, per pericolosità, vengono però poi

9 rivendute negli aeroporti stessi, per evitare che il viaggiatore ne resti senza nel momento meno

10 opportuno. I controlli oggi sono aumentati: tutto quello che viene considerato pericoloso o

11 potenzialmente tale, viene sequestrato prima dell’imbarco. Questo cambiamento vale anche per

12 qualcosa che tutti sono soliti portare in borsa durante il viaggio: cibi e bibite.

13 Sulla questione cibo, le leggi cambiano da paese a paese. Ad esempio, l’Australia, per riuscire ad

14 evitare contaminazioni, ha vietato il trasporto di alcuni prodotti come salumi, formaggi, verdure e

15 simili E chi trasgredisce queste regole, rischia una multa. Chi commette più volte questa

16 ‘trasgressione’ rischia persino di non poterci più rientrare in Australia.

17 Mentre per gli Stati Uniti, quello che è assolutamente vietato portare in valigia è la carne, oltre a uova,

18 pollame e latte. Oltre a questi paesi ce ne sono diversi in cui i controlli sono ancor più serrati. In alcuni

19 paesi, il trasgressore se prova anche solo a ribellarsi a queste rigide regole, rischia giorni di

20 detenzione, con il divieto permanente di entrata nel paese.

21 Bisogna stare molto attenti a quello che possiamo trasportare nel bagaglio a mano, per cercare di

22 evitare di prendere delle multe salatissime o di rischiare addirittura la galera. La miglior cosa da fare, è

23 quella di chiedere al personale in aeroporto cosa possiamo portare, e dichiarare – al momento – quello

24 che trasportiamo in valigia. Oppure, cosa molto astuta, consultare il sito del governo del paese in cui

25 vogliamo recarci, prestando molta attenzione a quello che le sue leggi prevedono al riguardo.

Adattato da Cristian Gangemi, Wine & Food, 16 Marzo 2023.

Parte A. Comprensione scritta

III. Trovate nel testo un termine o un'espressione sinonima per le seguenti parole

(6 x 0,25 = 1,5 punti)

.

Ejercicio Testo 1 - Parte A - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)

Text 1 / Texto 1

Organizzare le vacanze

1 Quando si parte per andare in vacanza, soprattutto per periodi molto lunghi, si tende a portare con sé

2 di tutto e di più. Ci sono persone che mettono in valigia qualsiasi capo d’abbigliamento e ovviamente

3 anche scarpe e accessori. Quindi per una famiglia intera, con due o tre figli, ci vogliono almeno cinque

4 o sei valigie. Nell’ultimo decennio, molte compagnie aeree hanno modificato il loro listino prezzi.

5 Alcune, per il peso dei bagagli da stiva, prevedono una maggiorazione economica. Alcune hanno

6 persino imposto la limitazione di un bagaglio a persona. Anche sul bagaglio a mano ci sono stati dei

7 cambiamenti che non piaceranno a tutti.

8 Non ci è possibile portare qualsiasi cosa in aereo. Le cose vietate, per pericolosità, vengono però poi

9 rivendute negli aeroporti stessi, per evitare che il viaggiatore ne resti senza nel momento meno

10 opportuno. I controlli oggi sono aumentati: tutto quello che viene considerato pericoloso o

11 potenzialmente tale, viene sequestrato prima dell’imbarco. Questo cambiamento vale anche per

12 qualcosa che tutti sono soliti portare in borsa durante il viaggio: cibi e bibite.

13 Sulla questione cibo, le leggi cambiano da paese a paese. Ad esempio, l’Australia, per riuscire ad

14 evitare contaminazioni, ha vietato il trasporto di alcuni prodotti come salumi, formaggi, verdure e

15 simili E chi trasgredisce queste regole, rischia una multa. Chi commette più volte questa

16 ‘trasgressione’ rischia persino di non poterci più rientrare in Australia.

17 Mentre per gli Stati Uniti, quello che è assolutamente vietato portare in valigia è la carne, oltre a uova,

18 pollame e latte. Oltre a questi paesi ce ne sono diversi in cui i controlli sono ancor più serrati. In alcuni

19 paesi, il trasgressore se prova anche solo a ribellarsi a queste rigide regole, rischia giorni di

20 detenzione, con il divieto permanente di entrata nel paese.

21 Bisogna stare molto attenti a quello che possiamo trasportare nel bagaglio a mano, per cercare di

22 evitare di prendere delle multe salatissime o di rischiare addirittura la galera. La miglior cosa da fare, è

23 quella di chiedere al personale in aeroporto cosa possiamo portare, e dichiarare – al momento – quello

24 che trasportiamo in valigia. Oppure, cosa molto astuta, consultare il sito del governo del paese in cui

25 vogliamo recarci, prestando molta attenzione a quello che le sue leggi prevedono al riguardo.

Adattato da Cristian Gangemi, Wine & Food, 16 Marzo 2023.

Parte A. Comprensione scritta

IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c)

(4 x 0,25 = 1 punto)

.

Ejercicio Testo 1 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)

Text 1 / Texto 1

Organizzare le vacanze

1 Quando si parte per andare in vacanza, soprattutto per periodi molto lunghi, si tende a portare con sé

2 di tutto e di più. Ci sono persone che mettono in valigia qualsiasi capo d’abbigliamento e ovviamente

3 anche scarpe e accessori. Quindi per una famiglia intera, con due o tre figli, ci vogliono almeno cinque

4 o sei valigie. Nell’ultimo decennio, molte compagnie aeree hanno modificato il loro listino prezzi.

5 Alcune, per il peso dei bagagli da stiva, prevedono una maggiorazione economica. Alcune hanno

6 persino imposto la limitazione di un bagaglio a persona. Anche sul bagaglio a mano ci sono stati dei

7 cambiamenti che non piaceranno a tutti.

8 Non ci è possibile portare qualsiasi cosa in aereo. Le cose vietate, per pericolosità, vengono però poi

9 rivendute negli aeroporti stessi, per evitare che il viaggiatore ne resti senza nel momento meno

10 opportuno. I controlli oggi sono aumentati: tutto quello che viene considerato pericoloso o

11 potenzialmente tale, viene sequestrato prima dell’imbarco. Questo cambiamento vale anche per

12 qualcosa che tutti sono soliti portare in borsa durante il viaggio: cibi e bibite.

13 Sulla questione cibo, le leggi cambiano da paese a paese. Ad esempio, l’Australia, per riuscire ad

14 evitare contaminazioni, ha vietato il trasporto di alcuni prodotti come salumi, formaggi, verdure e

15 simili E chi trasgredisce queste regole, rischia una multa. Chi commette più volte questa

16 ‘trasgressione’ rischia persino di non poterci più rientrare in Australia.

17 Mentre per gli Stati Uniti, quello che è assolutamente vietato portare in valigia è la carne, oltre a uova,

18 pollame e latte. Oltre a questi paesi ce ne sono diversi in cui i controlli sono ancor più serrati. In alcuni

19 paesi, il trasgressore se prova anche solo a ribellarsi a queste rigide regole, rischia giorni di

20 detenzione, con il divieto permanente di entrata nel paese.

21 Bisogna stare molto attenti a quello che possiamo trasportare nel bagaglio a mano, per cercare di

22 evitare di prendere delle multe salatissime o di rischiare addirittura la galera. La miglior cosa da fare, è

23 quella di chiedere al personale in aeroporto cosa possiamo portare, e dichiarare – al momento – quello

24 che trasportiamo in valigia. Oppure, cosa molto astuta, consultare il sito del governo del paese in cui

25 vogliamo recarci, prestando molta attenzione a quello che le sue leggi prevedono al riguardo.

Adattato da Cristian Gangemi, Wine & Food, 16 Marzo 2023.

Parte B. Espressione scritta

Componimento scritto in 130-150 parole. [4 punti]

Scrivi un testo esprimendo il tuo punto di vista sull'argomento e, se fosse il caso, racconta la tua esperienza con i bagagli sui mezzi di trasporto pubblici. Immagina di partecipare ad un blog pubblico sulla questione.

Ejercicio Testo 2 - Parte A - I · Resumen y preguntas abiertas con tus propias palabras (Rispondete con le vostre parole)

Text 2 / Texto 2

L'industria della moda può diventare sostenibile?

1 Sono sempre stato preso in giro per il mio outfit non alla moda. Il fatto è che l'abbigliamento non è tra

2 le mie voci di spesa più frequenti: indosso ancora maglioni, scarpe, pantaloni che hanno 15, 20, a

3 volte persino 30 anni. E invece, improvvisamente, sono diventato cool. Il cambiamento climatico ha

4 reso chiaro che il nostro modello di consumo non può più funzionare. E se questo vale in tutti i campi

5 (anche in alcuni in cui sono molto meno virtuoso, per esempio l'alimentazione) vale anche - e molto -

6 per il fashion, per la moda.

7 L'industria della moda inquina. Tanto. Quanto esattamente è però più difficile dirlo.

8 Inoltre, consuma più del 20% dell'acqua per usi industriali, seconda solo all'agricoltura. Non basta: il

9 70% dei tessuti è composto da derivati del petrolio (soprattutto poliestere, per 80 milioni di tonnellate

10 all'anno). Solo l'1% di questi viene riciclato, il resto finisce in discarica (con un tempo di

11 degradazione di mille anni). E ancora, l'abbigliamento è la maggior fonte (35%) di microplastiche nei

12 mari (e non solo, queste minuscole particelle di fibra di plastica sono state trovate anche nel nostro

13 organismo), da cui la nota affermazione che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri mari.

14 "I dati sono molto disomogenei, anche perché il settore copre ambiti diversi" - ammette Simone

15 Cipriani, direttore dell'EFI-Ethical fashion initiative delle Nazioni Unite - "La parte tessile è una realtà

16 di un certo tipo, a livello di emissioni, materiali, biodiversità, ecc.; la parte conciaria, per la

17 lavorazione delle pelli, è una realtà ancora diversa. Inoltre, se parliamo di case di moda c'è un

18 discorso, se si segue tutto il processo produttivo, un altro."

19 Una certezza è che il 70% delle emissioni a effetto serra del settore sono dovute alla supply chain,

20 cioè alla produzione. Ma la sostenibilità non è solo un problema di emissioni, è un problema ben più

21 complesso, di limiti che sono stati superati, dalla biodiversità (basti pensare all'impatto delle

22 microplastiche sulla fauna marina), al consumo del suolo e la deforestazione, dallo sfruttamento delle

23 acque, ai cicli biogeochimici dei nutrienti, in particolare fosforo e azoto, che nel caso del sistema

24 moda significano soprattutto pesticidi e fertilizzanti. E poi c'è tutta la parte sociale, l'aspetto della

25 tutela del lavoro, di diritti umani che, se in Europa e in Italia sono ben rispettati, lo stesso non si può

26 certo dire per tutta la catena di fornitura che si estende ben più lontano".

27 "C'è poi una differenza fondamentale tra il settore moda inteso come marchi di lusso, al quale si

28 riferiscono i miei dati e del quale mi occupo, e la produzione di massa è un'altra cosa." Afferma

29 Cipriani.

30 Secondo la pubblicazione Harvard business review, la produzione di camicie e scarpe è più che

31 raddoppiata negli ultimi 25 anni (mentre i prezzi si sono dimezzati), e 3 su quattro finiscono in

32 discarica o agli inceneritori.

Adattato da Vittorio Emanuele Orlando, La Stampa, 12 Marzo 2023

Parte A. Comprensione scritta

I. Rispondete alle seguenti domande, con le vostre parole e senza ricopiare le espressioni presenti nell'articolo. (2 x 1 = 2 punti)

1.

Fate un breve riassunto dell'argomento principale di questo articolo.

2.

Cosa dice di sé stesso chi parla in prima persona. Raccontate come questa persona si presenta nel testo.

Ejercicio Testo 2 - Parte A - II · Verdadero o falso con justificación textual (Vero o Falso)

Text 2 / Texto 2

L'industria della moda può diventare sostenibile?

1 Sono sempre stato preso in giro per il mio outfit non alla moda. Il fatto è che l'abbigliamento non è tra

2 le mie voci di spesa più frequenti: indosso ancora maglioni, scarpe, pantaloni che hanno 15, 20, a

3 volte persino 30 anni. E invece, improvvisamente, sono diventato cool. Il cambiamento climatico ha

4 reso chiaro che il nostro modello di consumo non può più funzionare. E se questo vale in tutti i campi

5 (anche in alcuni in cui sono molto meno virtuoso, per esempio l'alimentazione) vale anche - e molto -

6 per il fashion, per la moda.

7 L'industria della moda inquina. Tanto. Quanto esattamente è però più difficile dirlo.

8 Inoltre, consuma più del 20% dell'acqua per usi industriali, seconda solo all'agricoltura. Non basta: il

9 70% dei tessuti è composto da derivati del petrolio (soprattutto poliestere, per 80 milioni di tonnellate

10 all'anno). Solo l'1% di questi viene riciclato, il resto finisce in discarica (con un tempo di

11 degradazione di mille anni). E ancora, l'abbigliamento è la maggior fonte (35%) di microplastiche nei

12 mari (e non solo, queste minuscole particelle di fibra di plastica sono state trovate anche nel nostro

13 organismo), da cui la nota affermazione che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri mari.

14 "I dati sono molto disomogenei, anche perché il settore copre ambiti diversi" - ammette Simone

15 Cipriani, direttore dell'EFI-Ethical fashion initiative delle Nazioni Unite - "La parte tessile è una realtà

16 di un certo tipo, a livello di emissioni, materiali, biodiversità, ecc.; la parte conciaria, per la

17 lavorazione delle pelli, è una realtà ancora diversa. Inoltre, se parliamo di case di moda c'è un

18 discorso, se si segue tutto il processo produttivo, un altro."

19 Una certezza è che il 70% delle emissioni a effetto serra del settore sono dovute alla supply chain,

20 cioè alla produzione. Ma la sostenibilità non è solo un problema di emissioni, è un problema ben più

21 complesso, di limiti che sono stati superati, dalla biodiversità (basti pensare all'impatto delle

22 microplastiche sulla fauna marina), al consumo del suolo e la deforestazione, dallo sfruttamento delle

23 acque, ai cicli biogeochimici dei nutrienti, in particolare fosforo e azoto, che nel caso del sistema

24 moda significano soprattutto pesticidi e fertilizzanti. E poi c'è tutta la parte sociale, l'aspetto della

25 tutela del lavoro, di diritti umani che, se in Europa e in Italia sono ben rispettati, lo stesso non si può

26 certo dire per tutta la catena di fornitura che si estende ben più lontano".

27 "C'è poi una differenza fondamentale tra il settore moda inteso come marchi di lusso, al quale si

28 riferiscono i miei dati e del quale mi occupo, e la produzione di massa è un'altra cosa." Afferma

29 Cipriani.

30 Secondo la pubblicazione Harvard business review, la produzione di camicie e scarpe è più che

31 raddoppiata negli ultimi 25 anni (mentre i prezzi si sono dimezzati), e 3 su quattro finiscono in

32 discarica o agli inceneritori.

Adattato da Vittorio Emanuele Orlando, La Stampa, 12 Marzo 2023

Parte A. Comprensione scritta

II. Indicate se le seguenti affermazioni sono Vere (V) o False (F). Copiate l'espressione esatta del testo su cui si basa la vostra scelta.

[3x 0,5 = 1,5 punti]

1.

Determinati tessuti sono derivati del petrolio e quasi il 100% non entrano nel processo di riciclaggio.

2.

Il settore dell'abbigliamento sta inquinando gli oceani con le microplastiche e questi prodotti sono presenti in più del 30% degli esseri umani e degli animali marini.

3.

La sostenibilità è in rapporto con il rispetto del pianeta e della natura: ci sono dei limiti che non dovremmo superare.

Ejercicio Testo 2 - Parte A - III · Vocabulario: encontrar en el texto sinónimos de palabras dadas (Sinonimi)

Text 2 / Texto 2

L'industria della moda può diventare sostenibile?

1 Sono sempre stato preso in giro per il mio outfit non alla moda. Il fatto è che l'abbigliamento non è tra

2 le mie voci di spesa più frequenti: indosso ancora maglioni, scarpe, pantaloni che hanno 15, 20, a

3 volte persino 30 anni. E invece, improvvisamente, sono diventato cool. Il cambiamento climatico ha

4 reso chiaro che il nostro modello di consumo non può più funzionare. E se questo vale in tutti i campi

5 (anche in alcuni in cui sono molto meno virtuoso, per esempio l'alimentazione) vale anche - e molto -

6 per il fashion, per la moda.

7 L'industria della moda inquina. Tanto. Quanto esattamente è però più difficile dirlo.

8 Inoltre, consuma più del 20% dell'acqua per usi industriali, seconda solo all'agricoltura. Non basta: il

9 70% dei tessuti è composto da derivati del petrolio (soprattutto poliestere, per 80 milioni di tonnellate

10 all'anno). Solo l'1% di questi viene riciclato, il resto finisce in discarica (con un tempo di

11 degradazione di mille anni). E ancora, l'abbigliamento è la maggior fonte (35%) di microplastiche nei

12 mari (e non solo, queste minuscole particelle di fibra di plastica sono state trovate anche nel nostro

13 organismo), da cui la nota affermazione che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri mari.

14 "I dati sono molto disomogenei, anche perché il settore copre ambiti diversi" - ammette Simone

15 Cipriani, direttore dell'EFI-Ethical fashion initiative delle Nazioni Unite - "La parte tessile è una realtà

16 di un certo tipo, a livello di emissioni, materiali, biodiversità, ecc.; la parte conciaria, per la

17 lavorazione delle pelli, è una realtà ancora diversa. Inoltre, se parliamo di case di moda c'è un

18 discorso, se si segue tutto il processo produttivo, un altro."

19 Una certezza è che il 70% delle emissioni a effetto serra del settore sono dovute alla supply chain,

20 cioè alla produzione. Ma la sostenibilità non è solo un problema di emissioni, è un problema ben più

21 complesso, di limiti che sono stati superati, dalla biodiversità (basti pensare all'impatto delle

22 microplastiche sulla fauna marina), al consumo del suolo e la deforestazione, dallo sfruttamento delle

23 acque, ai cicli biogeochimici dei nutrienti, in particolare fosforo e azoto, che nel caso del sistema

24 moda significano soprattutto pesticidi e fertilizzanti. E poi c'è tutta la parte sociale, l'aspetto della

25 tutela del lavoro, di diritti umani che, se in Europa e in Italia sono ben rispettati, lo stesso non si può

26 certo dire per tutta la catena di fornitura che si estende ben più lontano".

27 "C'è poi una differenza fondamentale tra il settore moda inteso come marchi di lusso, al quale si

28 riferiscono i miei dati e del quale mi occupo, e la produzione di massa è un'altra cosa." Afferma

29 Cipriani.

30 Secondo la pubblicazione Harvard business review, la produzione di camicie e scarpe è più che

31 raddoppiata negli ultimi 25 anni (mentre i prezzi si sono dimezzati), e 3 su quattro finiscono in

32 discarica o agli inceneritori.

Adattato da Vittorio Emanuele Orlando, La Stampa, 12 Marzo 2023

Parte A. Comprensione scritta

III. Trovate nel testo un termine o un'espressione sinonima alle seguenti parole. (6 x 0,25 = 1,5 punti)

1.

2.

3.

4.

5.

6.

Ejercicio Testo 2 - Parte A - IV · Elegir la expresión equivalente entre a, b y c (Espressione equivalente)

Text 2 / Texto 2

L'industria della moda può diventare sostenibile?

1 Sono sempre stato preso in giro per il mio outfit non alla moda. Il fatto è che l'abbigliamento non è tra

2 le mie voci di spesa più frequenti: indosso ancora maglioni, scarpe, pantaloni che hanno 15, 20, a

3 volte persino 30 anni. E invece, improvvisamente, sono diventato cool. Il cambiamento climatico ha

4 reso chiaro che il nostro modello di consumo non può più funzionare. E se questo vale in tutti i campi

5 (anche in alcuni in cui sono molto meno virtuoso, per esempio l'alimentazione) vale anche - e molto -

6 per il fashion, per la moda.

7 L'industria della moda inquina. Tanto. Quanto esattamente è però più difficile dirlo.

8 Inoltre, consuma più del 20% dell'acqua per usi industriali, seconda solo all'agricoltura. Non basta: il

9 70% dei tessuti è composto da derivati del petrolio (soprattutto poliestere, per 80 milioni di tonnellate

10 all'anno). Solo l'1% di questi viene riciclato, il resto finisce in discarica (con un tempo di

11 degradazione di mille anni). E ancora, l'abbigliamento è la maggior fonte (35%) di microplastiche nei

12 mari (e non solo, queste minuscole particelle di fibra di plastica sono state trovate anche nel nostro

13 organismo), da cui la nota affermazione che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri mari.

14 "I dati sono molto disomogenei, anche perché il settore copre ambiti diversi" - ammette Simone

15 Cipriani, direttore dell'EFI-Ethical fashion initiative delle Nazioni Unite - "La parte tessile è una realtà

16 di un certo tipo, a livello di emissioni, materiali, biodiversità, ecc.; la parte conciaria, per la

17 lavorazione delle pelli, è una realtà ancora diversa. Inoltre, se parliamo di case di moda c'è un

18 discorso, se si segue tutto il processo produttivo, un altro."

19 Una certezza è che il 70% delle emissioni a effetto serra del settore sono dovute alla supply chain,

20 cioè alla produzione. Ma la sostenibilità non è solo un problema di emissioni, è un problema ben più

21 complesso, di limiti che sono stati superati, dalla biodiversità (basti pensare all'impatto delle

22 microplastiche sulla fauna marina), al consumo del suolo e la deforestazione, dallo sfruttamento delle

23 acque, ai cicli biogeochimici dei nutrienti, in particolare fosforo e azoto, che nel caso del sistema

24 moda significano soprattutto pesticidi e fertilizzanti. E poi c'è tutta la parte sociale, l'aspetto della

25 tutela del lavoro, di diritti umani che, se in Europa e in Italia sono ben rispettati, lo stesso non si può

26 certo dire per tutta la catena di fornitura che si estende ben più lontano".

27 "C'è poi una differenza fondamentale tra il settore moda inteso come marchi di lusso, al quale si

28 riferiscono i miei dati e del quale mi occupo, e la produzione di massa è un'altra cosa." Afferma

29 Cipriani.

30 Secondo la pubblicazione Harvard business review, la produzione di camicie e scarpe è più che

31 raddoppiata negli ultimi 25 anni (mentre i prezzi si sono dimezzati), e 3 su quattro finiscono in

32 discarica o agli inceneritori.

Adattato da Vittorio Emanuele Orlando, La Stampa, 12 Marzo 2023

Parte A. Comprensione scritta

IV. Scegliete l'espressione equivalente tra le opzioni date (a, b, c). (4 x 0,25 = 1 punto)

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Ejercicio Testo 2 - Parte B · Redacción de experiencia y opinión: foro, artículo, reseña (Componimento)

Text 2 / Texto 2

L'industria della moda può diventare sostenibile?

1 Sono sempre stato preso in giro per il mio outfit non alla moda. Il fatto è che l'abbigliamento non è tra

2 le mie voci di spesa più frequenti: indosso ancora maglioni, scarpe, pantaloni che hanno 15, 20, a

3 volte persino 30 anni. E invece, improvvisamente, sono diventato cool. Il cambiamento climatico ha

4 reso chiaro che il nostro modello di consumo non può più funzionare. E se questo vale in tutti i campi

5 (anche in alcuni in cui sono molto meno virtuoso, per esempio l'alimentazione) vale anche - e molto -

6 per il fashion, per la moda.

7 L'industria della moda inquina. Tanto. Quanto esattamente è però più difficile dirlo.

8 Inoltre, consuma più del 20% dell'acqua per usi industriali, seconda solo all'agricoltura. Non basta: il

9 70% dei tessuti è composto da derivati del petrolio (soprattutto poliestere, per 80 milioni di tonnellate

10 all'anno). Solo l'1% di questi viene riciclato, il resto finisce in discarica (con un tempo di

11 degradazione di mille anni). E ancora, l'abbigliamento è la maggior fonte (35%) di microplastiche nei

12 mari (e non solo, queste minuscole particelle di fibra di plastica sono state trovate anche nel nostro

13 organismo), da cui la nota affermazione che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nei nostri mari.

14 "I dati sono molto disomogenei, anche perché il settore copre ambiti diversi" - ammette Simone

15 Cipriani, direttore dell'EFI-Ethical fashion initiative delle Nazioni Unite - "La parte tessile è una realtà

16 di un certo tipo, a livello di emissioni, materiali, biodiversità, ecc.; la parte conciaria, per la

17 lavorazione delle pelli, è una realtà ancora diversa. Inoltre, se parliamo di case di moda c'è un

18 discorso, se si segue tutto il processo produttivo, un altro."

19 Una certezza è che il 70% delle emissioni a effetto serra del settore sono dovute alla supply chain,

20 cioè alla produzione. Ma la sostenibilità non è solo un problema di emissioni, è un problema ben più

21 complesso, di limiti che sono stati superati, dalla biodiversità (basti pensare all'impatto delle

22 microplastiche sulla fauna marina), al consumo del suolo e la deforestazione, dallo sfruttamento delle

23 acque, ai cicli biogeochimici dei nutrienti, in particolare fosforo e azoto, che nel caso del sistema

24 moda significano soprattutto pesticidi e fertilizzanti. E poi c'è tutta la parte sociale, l'aspetto della

25 tutela del lavoro, di diritti umani che, se in Europa e in Italia sono ben rispettati, lo stesso non si può

26 certo dire per tutta la catena di fornitura che si estende ben più lontano".

27 "C'è poi una differenza fondamentale tra il settore moda inteso come marchi di lusso, al quale si

28 riferiscono i miei dati e del quale mi occupo, e la produzione di massa è un'altra cosa." Afferma

29 Cipriani.

30 Secondo la pubblicazione Harvard business review, la produzione di camicie e scarpe è più che

31 raddoppiata negli ultimi 25 anni (mentre i prezzi si sono dimezzati), e 3 su quattro finiscono in

32 discarica o agli inceneritori.

Adattato da Vittorio Emanuele Orlando, La Stampa, 12 Marzo 2023

Parte B. Espressione scritta.

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