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Examen de Italiano PAU Madrid 2018 · Modelo

Examen de Italiano de Selectividad de Madrid (PAU/EvAU) 2018, Modelo: 6 problemas con solución. Temas: Comprensione del testo y Competenza lessicale. Gratis.

Temas del examen: Comprensione del testo · Competenza lessicale · Competenza grammaticale · Produzione scritta

Opción A - Pregunta 1 · Comprensione del testo

OPCIÓN A

Lettera sulla felicità

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per conoscere la felicità, perché quando essa c'è abbiamo tutto, altrimenti facciamo tutto per averla.

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma perché soffre aspettando la morte. La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

Poi, per quanto riguarda i desideri, alcuni sono naturali, altri sono inutili, e solo pochi sono proprio necessari. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, e a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Ogni piacere dunque è bene, ma noi non li scegliamo tutti; i sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'ansia ma anche, quando ci capita di vivere un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e ci fa indifferenti verso gli scherzi della sorte. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di rifiutare i falsi bisogni che ci causano immensa sofferenza. Non c'è vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità. È meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti. Medita giorno e notte tutte queste cose, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.

Testo Adattato di Epicuro, Lettera sulla Felicità (a Meneceo), edizione di G. Arrighetti, 1973.

1. Riassumere in poche parole il contenuto del testo.

Opción A - Pregunta 2 · Comprensione del testo

OPCIÓN A

Lettera sulla felicità

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per conoscere la felicità, perché quando essa c'è abbiamo tutto, altrimenti facciamo tutto per averla.

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma perché soffre aspettando la morte. La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

Poi, per quanto riguarda i desideri, alcuni sono naturali, altri sono inutili, e solo pochi sono proprio necessari. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, e a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Ogni piacere dunque è bene, ma noi non li scegliamo tutti; i sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'ansia ma anche, quando ci capita di vivere un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e ci fa indifferenti verso gli scherzi della sorte. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di rifiutare i falsi bisogni che ci causano immensa sofferenza. Non c'è vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità. È meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti. Medita giorno e notte tutte queste cose, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.

Testo Adattato di Epicuro, Lettera sulla Felicità (a Meneceo), edizione di G. Arrighetti, 1973.

2. Dire se è vero o falso:

Opción A - Pregunta 3 · Competenza lessicale

OPCIÓN A

Lettera sulla felicità

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per conoscere la felicità, perché quando essa c'è abbiamo tutto, altrimenti facciamo tutto per averla.

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma perché soffre aspettando la morte. La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

Poi, per quanto riguarda i desideri, alcuni sono naturali, altri sono inutili, e solo pochi sono proprio necessari. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, e a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Ogni piacere dunque è bene, ma noi non li scegliamo tutti; i sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'ansia ma anche, quando ci capita di vivere un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e ci fa indifferenti verso gli scherzi della sorte. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di rifiutare i falsi bisogni che ci causano immensa sofferenza. Non c'è vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità. È meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti. Medita giorno e notte tutte queste cose, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.

Testo Adattato di Epicuro, Lettera sulla Felicità (a Meneceo), edizione di G. Arrighetti, 1973.

3. Scrivere una frase con ognuna delle seguenti espressioni, tenendo conto del loro significato nel testo: altrimenti, scegliere, conoscenza, lucido.

a)

b)

c)

d)

Opción A - Pregunta 4 · Competenza lessicale

OPCIÓN A

Lettera sulla felicità

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per conoscere la felicità, perché quando essa c'è abbiamo tutto, altrimenti facciamo tutto per averla.

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma perché soffre aspettando la morte. La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

Poi, per quanto riguarda i desideri, alcuni sono naturali, altri sono inutili, e solo pochi sono proprio necessari. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, e a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Ogni piacere dunque è bene, ma noi non li scegliamo tutti; i sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'ansia ma anche, quando ci capita di vivere un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e ci fa indifferenti verso gli scherzi della sorte. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di rifiutare i falsi bisogni che ci causano immensa sofferenza. Non c'è vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità. È meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti. Medita giorno e notte tutte queste cose, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.

Testo Adattato di Epicuro, Lettera sulla Felicità (a Meneceo), edizione di G. Arrighetti, 1973.

4. Vocabolario:

4.1.

Dire un sinonimo di:

4.2.

Dire l'opposto di:

Opción A - Pregunta 5 · Competenza grammaticale

OPCIÓN A

Lettera sulla felicità

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per conoscere la felicità, perché quando essa c'è abbiamo tutto, altrimenti facciamo tutto per averla.

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma perché soffre aspettando la morte. La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

Poi, per quanto riguarda i desideri, alcuni sono naturali, altri sono inutili, e solo pochi sono proprio necessari. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, e a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Ogni piacere dunque è bene, ma noi non li scegliamo tutti; i sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'ansia ma anche, quando ci capita di vivere un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e ci fa indifferenti verso gli scherzi della sorte. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di rifiutare i falsi bisogni che ci causano immensa sofferenza. Non c'è vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità. È meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti. Medita giorno e notte tutte queste cose, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.

Testo Adattato di Epicuro, Lettera sulla Felicità (a Meneceo), edizione di G. Arrighetti, 1973.

5. Trasforma le seguenti frasi coniugando i verbi sottolineati al passato prossimo:

5.1.

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte.

5.2.

Non c'è vita felice senza che sia intelligente.

5.3.

I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati.

Opción A - Pregunta 6 · Produzione scritta

OPCIÓN A

Lettera sulla felicità

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per conoscere la felicità, perché quando essa c'è abbiamo tutto, altrimenti facciamo tutto per averla.

È sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma perché soffre aspettando la morte. La morte, il più atroce di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

Poi, per quanto riguarda i desideri, alcuni sono naturali, altri sono inutili, e solo pochi sono proprio necessari. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, e a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Ogni piacere dunque è bene, ma noi non li scegliamo tutti; i sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'ansia ma anche, quando ci capita di vivere un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e ci fa indifferenti verso gli scherzi della sorte. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di rifiutare i falsi bisogni che ci causano immensa sofferenza. Non c'è vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità. È meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti. Medita giorno e notte tutte queste cose, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.

Testo Adattato di Epicuro, Lettera sulla Felicità (a Meneceo), edizione di G. Arrighetti, 1973.

6. Sei d'accordo con le parole di Epicuro? Cosa pensi sia necessario fare per raggiungere la felicità? (10 righe circa).

Opción B - Pregunta 1 · Comprensione del testo

OPCIÓN B

Cosa mangiare a Lisbona

A Lisbona scoprirete una pasticceria unica ed una cucina sana ed economica.

Ogni buon pasto che si rispetti nei ristoranti di Lisbona inizia con una zuppa calda, anche in estate. Si prosegue con il piatto principale che in un'unica portata contiene riso, carne o pesce e verdure. Lisbona è la patria delle sardine, si trovano ovunque. Le più comuni sono le sardine grigliate e condite con una salsa di aglio, olio, limone e prezzemolo. Un altro piatto tipico è il baccalà: si dice che esistano 365 ricette per cucinare il Baccalà in Portogallo, una per ogni giorno dell'anno. Se siete alla ricerca di qualcosa di insolito dovreste assaggiare la Carne de porco à alentejana. Si tratta di un piatto di carne di maiale cotto con le vongole. Per quanto possa sembrare un abbinamento azzardato lo troverete di certo riuscitissimo.

Per quanto riguarda i dolci, i pasteis de Belem sono un'istituzione a Lisbona, non hanno rivali. Si tratta di pasticcini croccanti ripieni di crema e spolverati di cannella, li troverete nella storica pasticceria accanto al Monastero dos Jeronimos, dove è stata inventata la ricetta originale.

I ristoranti di Lisbona si trovano spesso in locali molto belli e sono pieni di autenticità e di atmosfera. Spendere troppo e mangiare male a Lisbona in un brutto posto è davvero una missione ardua.

Testo adattato da www.zingarate.com/portogallo/lisbona/la-cucina-low-cost-di-lisbona.html, 23/03/2017

1. Riassumere in poche righe il contenuto del testo.

Opción B - Pregunta 2 · Comprensione del testo

OPCIÓN B

Cosa mangiare a Lisbona

A Lisbona scoprirete una pasticceria unica ed una cucina sana ed economica.

Ogni buon pasto che si rispetti nei ristoranti di Lisbona inizia con una zuppa calda, anche in estate. Si prosegue con il piatto principale che in un'unica portata contiene riso, carne o pesce e verdure. Lisbona è la patria delle sardine, si trovano ovunque. Le più comuni sono le sardine grigliate e condite con una salsa di aglio, olio, limone e prezzemolo. Un altro piatto tipico è il baccalà: si dice che esistano 365 ricette per cucinare il Baccalà in Portogallo, una per ogni giorno dell'anno. Se siete alla ricerca di qualcosa di insolito dovreste assaggiare la Carne de porco à alentejana. Si tratta di un piatto di carne di maiale cotto con le vongole. Per quanto possa sembrare un abbinamento azzardato lo troverete di certo riuscitissimo.

Per quanto riguarda i dolci, i pasteis de Belem sono un'istituzione a Lisbona, non hanno rivali. Si tratta di pasticcini croccanti ripieni di crema e spolverati di cannella, li troverete nella storica pasticceria accanto al Monastero dos Jeronimos, dove è stata inventata la ricetta originale.

I ristoranti di Lisbona si trovano spesso in locali molto belli e sono pieni di autenticità e di atmosfera. Spendere troppo e mangiare male a Lisbona in un brutto posto è davvero una missione ardua.

Testo adattato da www.zingarate.com/portogallo/lisbona/la-cucina-low-cost-di-lisbona.html, 23/03/2017

2. Dire se è vero o falso:

Opción B - Pregunta 3 · Competenza lessicale

OPCIÓN B

Cosa mangiare a Lisbona

A Lisbona scoprirete una pasticceria unica ed una cucina sana ed economica.

Ogni buon pasto che si rispetti nei ristoranti di Lisbona inizia con una zuppa calda, anche in estate. Si prosegue con il piatto principale che in un'unica portata contiene riso, carne o pesce e verdure. Lisbona è la patria delle sardine, si trovano ovunque. Le più comuni sono le sardine grigliate e condite con una salsa di aglio, olio, limone e prezzemolo. Un altro piatto tipico è il baccalà: si dice che esistano 365 ricette per cucinare il Baccalà in Portogallo, una per ogni giorno dell'anno. Se siete alla ricerca di qualcosa di insolito dovreste assaggiare la Carne de porco à alentejana. Si tratta di un piatto di carne di maiale cotto con le vongole. Per quanto possa sembrare un abbinamento azzardato lo troverete di certo riuscitissimo.

Per quanto riguarda i dolci, i pasteis de Belem sono un'istituzione a Lisbona, non hanno rivali. Si tratta di pasticcini croccanti ripieni di crema e spolverati di cannella, li troverete nella storica pasticceria accanto al Monastero dos Jeronimos, dove è stata inventata la ricetta originale.

I ristoranti di Lisbona si trovano spesso in locali molto belli e sono pieni di autenticità e di atmosfera. Spendere troppo e mangiare male a Lisbona in un brutto posto è davvero una missione ardua.

Testo adattato da www.zingarate.com/portogallo/lisbona/la-cucina-low-cost-di-lisbona.html, 23/03/2017

3. Scrivere una frase con ognuna delle seguenti parole o espressioni, tenendo conto del loro significato nel testo:

a)

b)

c)

d)

Opción B - Pregunta 4 · Competenza lessicale

OPCIÓN B

Cosa mangiare a Lisbona

A Lisbona scoprirete una pasticceria unica ed una cucina sana ed economica.

Ogni buon pasto che si rispetti nei ristoranti di Lisbona inizia con una zuppa calda, anche in estate. Si prosegue con il piatto principale che in un'unica portata contiene riso, carne o pesce e verdure. Lisbona è la patria delle sardine, si trovano ovunque. Le più comuni sono le sardine grigliate e condite con una salsa di aglio, olio, limone e prezzemolo. Un altro piatto tipico è il baccalà: si dice che esistano 365 ricette per cucinare il Baccalà in Portogallo, una per ogni giorno dell'anno. Se siete alla ricerca di qualcosa di insolito dovreste assaggiare la Carne de porco à alentejana. Si tratta di un piatto di carne di maiale cotto con le vongole. Per quanto possa sembrare un abbinamento azzardato lo troverete di certo riuscitissimo.

Per quanto riguarda i dolci, i pasteis de Belem sono un'istituzione a Lisbona, non hanno rivali. Si tratta di pasticcini croccanti ripieni di crema e spolverati di cannella, li troverete nella storica pasticceria accanto al Monastero dos Jeronimos, dove è stata inventata la ricetta originale.

I ristoranti di Lisbona si trovano spesso in locali molto belli e sono pieni di autenticità e di atmosfera. Spendere troppo e mangiare male a Lisbona in un brutto posto è davvero una missione ardua.

Testo adattato da www.zingarate.com/portogallo/lisbona/la-cucina-low-cost-di-lisbona.html, 23/03/2017

4. Fornire sinonimi e contrari per i vocaboli indicati:

4.1.

Dire un sinonimo di:

4.2.

Dire l'opposto di:

Opción B - Pregunta 5 · Competenza grammaticale

OPCIÓN B

Cosa mangiare a Lisbona

A Lisbona scoprirete una pasticceria unica ed una cucina sana ed economica.

Ogni buon pasto che si rispetti nei ristoranti di Lisbona inizia con una zuppa calda, anche in estate. Si prosegue con il piatto principale che in un'unica portata contiene riso, carne o pesce e verdure. Lisbona è la patria delle sardine, si trovano ovunque. Le più comuni sono le sardine grigliate e condite con una salsa di aglio, olio, limone e prezzemolo. Un altro piatto tipico è il baccalà: si dice che esistano 365 ricette per cucinare il Baccalà in Portogallo, una per ogni giorno dell'anno. Se siete alla ricerca di qualcosa di insolito dovreste assaggiare la Carne de porco à alentejana. Si tratta di un piatto di carne di maiale cotto con le vongole. Per quanto possa sembrare un abbinamento azzardato lo troverete di certo riuscitissimo.

Per quanto riguarda i dolci, i pasteis de Belem sono un'istituzione a Lisbona, non hanno rivali. Si tratta di pasticcini croccanti ripieni di crema e spolverati di cannella, li troverete nella storica pasticceria accanto al Monastero dos Jeronimos, dove è stata inventata la ricetta originale.

I ristoranti di Lisbona si trovano spesso in locali molto belli e sono pieni di autenticità e di atmosfera. Spendere troppo e mangiare male a Lisbona in un brutto posto è davvero una missione ardua.

Testo adattato da www.zingarate.com/portogallo/lisbona/la-cucina-low-cost-di-lisbona.html, 23/03/2017

5. Trasforma le seguenti frasi coniugando il verbo al futuro semplice:

5.1.

Si prosegue con il piatto principale.

5.2.

È davvero una missione ardua.

5.3.

I ristoranti di Lisbona si trovano spesso in locali molto belli.

Opción B - Pregunta 6 · Produzione scritta

OPCIÓN B

Cosa mangiare a Lisbona

A Lisbona scoprirete una pasticceria unica ed una cucina sana ed economica.

Ogni buon pasto che si rispetti nei ristoranti di Lisbona inizia con una zuppa calda, anche in estate. Si prosegue con il piatto principale che in un'unica portata contiene riso, carne o pesce e verdure. Lisbona è la patria delle sardine, si trovano ovunque. Le più comuni sono le sardine grigliate e condite con una salsa di aglio, olio, limone e prezzemolo. Un altro piatto tipico è il baccalà: si dice che esistano 365 ricette per cucinare il Baccalà in Portogallo, una per ogni giorno dell'anno. Se siete alla ricerca di qualcosa di insolito dovreste assaggiare la Carne de porco à alentejana. Si tratta di un piatto di carne di maiale cotto con le vongole. Per quanto possa sembrare un abbinamento azzardato lo troverete di certo riuscitissimo.

Per quanto riguarda i dolci, i pasteis de Belem sono un'istituzione a Lisbona, non hanno rivali. Si tratta di pasticcini croccanti ripieni di crema e spolverati di cannella, li troverete nella storica pasticceria accanto al Monastero dos Jeronimos, dove è stata inventata la ricetta originale.

I ristoranti di Lisbona si trovano spesso in locali molto belli e sono pieni di autenticità e di atmosfera. Spendere troppo e mangiare male a Lisbona in un brutto posto è davvero una missione ardua.

Testo adattato da www.zingarate.com/portogallo/lisbona/la-cucina-low-cost-di-lisbona.html, 23/03/2017

6. Hai mai fatto un viaggio a Lisbona? Sei d'accordo con i consigli gastronomici che hai letto? Altrimenti, dove hai mangiato molto bene mentre eri in viaggio? (10 righe).

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