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Examen de Italiano PAU Castilla-La Mancha 2022 · Ordinaria
Examen de Italiano de Selectividad de Castilla-La Mancha (PAU/EvAU) 2022, Ordinaria (junio): 6 problemas con solución. Con corrección al momento.
Temas del examen: Comprensione: domande e scelta multipla sul testo · Spiegare un'espressione del testo · Vero o falso · Verbos: cambiar el tiempo verbal y conjugar · Singolare e plurale, sinonimi e antonimi · Produzione scritta: redacción
Ejercicio 1.1 · Comprensione: domande e scelta multipla sul testo
1. COMPRENSIONE SCRITTA
L'arrivo della televisione in Italia
Quasi settant'anni fa, il 3 gennaio del 1954, dagli studi RAI (Radiotelevisione italiana) di Torino, cominciano le prime trasmissioni della televisione in Italia. In quell'anno gli abbonati alla tv sono 24.000. Nel 1965, poco più di dieci anni dopo, il numero di abbonati raggiunge i 6 milioni. Nel 1954, a causa dei costi elevati, l’acquisto di un apparecchio televisivo è un lusso riservato ad una piccola parte della popolazione italiana. Per questo motivo, la gente si riunisce nei locali pubblici dotati di televisione, per guardare le trasmissioni. La televisione è, in questo senso, uno strumento di socializzazione di massa.
Ispirandosi al modello della BBC inglese, la televisione italiana degli inizi si propone tre obiettivi culturali: informare, educare e divertire. La televisione italiana è, infatti, soprattutto uno strumento di informazione e educazione e solo in piccola parte di intrattenimento; la serata più importante, quella del venerdì sera, è dedicata quasi interamente al teatro.
Nel 1957, arriva in televisione la pubblicità, ma ha solo uno spazio di circa 10 minuti ed è chiusa in un contenitore che si chiama "Carosello".
Nel 1960 viene lanciato un programma "Non è mai troppo tardi", diretto dal maestro Alberto Manzi. Si tratta di un vero e proprio corso per insegnare a leggere e a scrivere alla popolazione in ascolto, la maggior parte della quale era ancora analfabeta. Il programma, che andrà in onda fino al 1968, viene creato con la collaborazione del Ministero della Pubblica Istruzione.
In quegli anni, la gestione della RAI è nelle mani del governo, la Democrazia Cristiana, il partito politico guidato da Alcide de Gasperi.
Nel 1961, per la prima volta, nella televisione italiana si introducono argomenti politici: viene prodotta infatti la trasmissione "Tribuna Politica", un programma dove i giornalisti intervistano i politici più importanti dell’epoca. Continuano, però, ad avere un grande successo soprattutto i programmi di intrattenimento. Il gioco a quiz "Lascia o raddoppia?", condotto dal famosissimo Mike Bongiorno, diventa un appuntamento fisso per gli italiani, che amano anche seguire lo sport come il calcio e il ciclismo.
Sempre nel 1961 nasce un nuovo canale, Rai2: se il punto di forza del primo canale - Rai1 - è il teatro, il secondo canale punta soprattutto sul cinema. Vengono infatti trasmessi, con ottimi indici di ascolto, i film prodotti nella lontana e ammirata Hollywood. Ma la televisione italiana realizza anche grandi sceneggiati (oggi si chiamano fiction) di altissimo livello: I promessi Sposi di Alessandro Manzoni, I Miserabili di Victor Hugo, La Cittadella di Cronin, fino all' Odissea di Omero. Anche le fiction, proprio come i film americani, hanno un successo eccezionale tra il pubblico.
Il 1° febbraio 1977 si assiste a una vera rivoluzione: per la prima volta in Italia, la televisione trasmette a colori. Nel 1979 viene inaugurata la Terza rete televisiva, Rai3, con una diffusione sia nazionale che regionale, e le prime reti locali commerciali fanno la loro comparsa nel panorama televisivo italiano.
Il monopolio indiscusso della RAI si rompe negli anni Ottanta, quando la società Fininvest (oggi Mediaset) di Silvio Berlusconi comincia a diffondere i suoi programmi non più a livello locale ma nazionale.
Testo adattato tratto dal web, L'arrivo della televisione in Italia.
1.1 Capire (scegliere un'opzione) [2 punti]
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Ejercicio 1.2 · Spiegare un'espressione del testo
1. COMPRENSIONE SCRITTA
L'arrivo della televisione in Italia
Quasi settant'anni fa, il 3 gennaio del 1954, dagli studi RAI (Radiotelevisione italiana) di Torino, cominciano le prime trasmissioni della televisione in Italia. In quell'anno gli abbonati alla tv sono 24.000. Nel 1965, poco più di dieci anni dopo, il numero di abbonati raggiunge i 6 milioni. Nel 1954, a causa dei costi elevati, l’acquisto di un apparecchio televisivo è un lusso riservato ad una piccola parte della popolazione italiana. Per questo motivo, la gente si riunisce nei locali pubblici dotati di televisione, per guardare le trasmissioni. La televisione è, in questo senso, uno strumento di socializzazione di massa.
Ispirandosi al modello della BBC inglese, la televisione italiana degli inizi si propone tre obiettivi culturali: informare, educare e divertire. La televisione italiana è, infatti, soprattutto uno strumento di informazione e educazione e solo in piccola parte di intrattenimento; la serata più importante, quella del venerdì sera, è dedicata quasi interamente al teatro.
Nel 1957, arriva in televisione la pubblicità, ma ha solo uno spazio di circa 10 minuti ed è chiusa in un contenitore che si chiama "Carosello".
Nel 1960 viene lanciato un programma "Non è mai troppo tardi", diretto dal maestro Alberto Manzi. Si tratta di un vero e proprio corso per insegnare a leggere e a scrivere alla popolazione in ascolto, la maggior parte della quale era ancora analfabeta. Il programma, che andrà in onda fino al 1968, viene creato con la collaborazione del Ministero della Pubblica Istruzione.
In quegli anni, la gestione della RAI è nelle mani del governo, la Democrazia Cristiana, il partito politico guidato da Alcide de Gasperi.
Nel 1961, per la prima volta, nella televisione italiana si introducono argomenti politici: viene prodotta infatti la trasmissione "Tribuna Politica", un programma dove i giornalisti intervistano i politici più importanti dell’epoca. Continuano, però, ad avere un grande successo soprattutto i programmi di intrattenimento. Il gioco a quiz "Lascia o raddoppia?", condotto dal famosissimo Mike Bongiorno, diventa un appuntamento fisso per gli italiani, che amano anche seguire lo sport come il calcio e il ciclismo.
Sempre nel 1961 nasce un nuovo canale, Rai2: se il punto di forza del primo canale - Rai1 - è il teatro, il secondo canale punta soprattutto sul cinema. Vengono infatti trasmessi, con ottimi indici di ascolto, i film prodotti nella lontana e ammirata Hollywood. Ma la televisione italiana realizza anche grandi sceneggiati (oggi si chiamano fiction) di altissimo livello: I promessi Sposi di Alessandro Manzoni, I Miserabili di Victor Hugo, La Cittadella di Cronin, fino all' Odissea di Omero. Anche le fiction, proprio come i film americani, hanno un successo eccezionale tra il pubblico.
Il 1° febbraio 1977 si assiste a una vera rivoluzione: per la prima volta in Italia, la televisione trasmette a colori. Nel 1979 viene inaugurata la Terza rete televisiva, Rai3, con una diffusione sia nazionale che regionale, e le prime reti locali commerciali fanno la loro comparsa nel panorama televisivo italiano.
Il monopolio indiscusso della RAI si rompe negli anni Ottanta, quando la società Fininvest (oggi Mediaset) di Silvio Berlusconi comincia a diffondere i suoi programmi non più a livello locale ma nazionale.
Testo adattato tratto dal web, L'arrivo della televisione in Italia.
1.2 Dedurre dal testo il significato di una di queste espressioni (scegliere un'opzione) [1 punto]
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Ejercicio 1.3 · Vero o falso
L'arrivo della televisione in Italia
Quasi settant'anni fa, il 3 gennaio del 1954, dagli studi RAI (Radiotelevisione italiana) di Torino, cominciano le prime trasmissioni della televisione in Italia. In quell'anno gli abbonati alla tv sono 24.000. Nel 1965, poco più di dieci anni dopo, il numero di abbonati raggiunge i 6 milioni. Nel 1954, a causa dei costi elevati, l’acquisto di un apparecchio televisivo è un lusso riservato ad una piccola parte della popolazione italiana. Per questo motivo, la gente si riunisce nei locali pubblici dotati di televisione, per guardare le trasmissioni. La televisione è, in questo senso, uno strumento di socializzazione di massa.
Ispirandosi al modello della BBC inglese, la televisione italiana degli inizi si propone tre obiettivi culturali: informare, educare e divertire. La televisione italiana è, infatti, soprattutto uno strumento di informazione e educazione e solo in piccola parte di intrattenimento; la serata più importante, quella del venerdì sera, è dedicata quasi interamente al teatro.
Nel 1957, arriva in televisione la pubblicità, ma ha solo uno spazio di circa 10 minuti ed è chiusa in un contenitore che si chiama "Carosello".
Nel 1960 viene lanciato un programma "Non è mai troppo tardi", diretto dal maestro Alberto Manzi. Si tratta di un vero e proprio corso per insegnare a leggere e a scrivere alla popolazione in ascolto, la maggior parte della quale era ancora analfabeta. Il programma, che andrà in onda fino al 1968, viene creato con la collaborazione del Ministero della Pubblica Istruzione.
In quegli anni, la gestione della RAI è nelle mani del governo, la Democrazia Cristiana, il partito politico guidato da Alcide de Gasperi.
Nel 1961, per la prima volta, nella televisione italiana si introducono argomenti politici: viene prodotta infatti la trasmissione "Tribuna Politica", un programma dove i giornalisti intervistano i politici più importanti dell’epoca. Continuano, però, ad avere un grande successo soprattutto i programmi di intrattenimento. Il gioco a quiz "Lascia o raddoppia?", condotto dal famosissimo Mike Bongiorno, diventa un appuntamento fisso per gli italiani, che amano anche seguire lo sport come il calcio e il ciclismo.
Sempre nel 1961 nasce un nuovo canale, Rai2: se il punto di forza del primo canale - Rai1 - è il teatro, il secondo canale punta soprattutto sul cinema. Vengono infatti trasmessi, con ottimi indici di ascolto, i film prodotti nella lontana e ammirata Hollywood. Ma la televisione italiana realizza anche grandi sceneggiati (oggi si chiamano fiction) di altissimo livello: I promessi Sposi di Alessandro Manzoni, I Miserabili di Victor Hugo, La Cittadella di Cronin, fino all' Odissea di Omero. Anche le fiction, proprio come i film americani, hanno un successo eccezionale tra il pubblico.
Il 1° febbraio 1977 si assiste a una vera rivoluzione: per la prima volta in Italia, la televisione trasmette a colori. Nel 1979 viene inaugurata la Terza rete televisiva, Rai3, con una diffusione sia nazionale che regionale, e le prime reti locali commerciali fanno la loro comparsa nel panorama televisivo italiano.
Il monopolio indiscusso della RAI si rompe negli anni Ottanta, quando la società Fininvest (oggi Mediaset) di Silvio Berlusconi comincia a diffondere i suoi programmi non più a livello locale ma nazionale.
Testo adattato tratto dal web, L'arrivo della televisione in Italia.
1.3 Dire se è Vero o Falso (scegli uno dei due gruppi che si propongono) [1 punto]
a.
Il successo della tv è immediato: 6 milioni di abbonati nel 1954
La tv pubblica ha avuto il monopolio fino agli anni '80
Nel 1979 scoppia una rivoluzione in Italia
b.
Rai3 trasmette solo a livello regionale
La tv italiana nasce sul modello di quella inglese
Il programma "Non è mai troppo tardi" viene trasmesso dal Ministero della Pubblica Istruzione
Ejercicio 2.1 · Verbos: cambiar el tiempo verbal y conjugar
2. GRAMMATICA E LESSICO (3 PUNTI)
2.1 Cambia il tempo verbale di questi gruppi di frasi (scegliere un gruppo) 1,5 punti
a.
Coniuga i verbi sottolineati al passato prossimo:
Nel 1961 nasce un nuovo canale, Rai2: se il punto di forza del primo canale - Rai1 - è il teatro, il secondo canale punta soprattutto sul cinema. Si trasmettono, infatti, con ottimi indici di ascolto, i film prodotti nella lontana e ammirata Hollywood. Ma la televisione italiana realizza anche grandi sceneggiati
b.
Coniuga i verbi sottolineati al futuro semplice:
Il 1° febbraio 1977 si assiste a una vera rivoluzione: per la prima volta in Italia, la televisione trasmette a colori. Nel 1979 viene inaugurata la Terza rete televisiva, Rai3, e le prime reti locali commerciali fanno la loro comparsa nel panorama televisivo italiano. Il monopolio indiscusso della RAI si rompe negli anni Ottanta.
Ejercicio 2.2 · Singolare e plurale, sinonimi e antonimi
2. GRAMMATICA E LESSICO (3 PUNTI)
2.2 Cambia il numero (singolare/plurale) delle parole sottolineate e scrivi un sinonimo o un antonimo (scegliere una frase) 1,5 punti
a.
Quasi settant'anni fa, il 3 gennaio del 1954, dagli studi RAI (Radiotelevisione italiana) di Torino, cominciano le prime trasmissioni della televisione in Italia. In quell'anno gli abbonati alla tv sono 24.000. Nel 1965, poco più di dieci anni dopo, il numero di abbonati raggiunge i 6 milioni.
b.
In quegli anni, la gestione della RAI è nelle mani del governo, la Democrazia Cristiana, il partito politico guidato da Alcide de Gasperi. Nel 1961, per la prima volta, nella televisione italiana si introducono argomenti politici: viene prodotta infatti la trasmissione "Tribuna Politica", un programma dove i giornalisti intervistano i politici più importanti dell'epoca.
Ejercicio 3.1 · Produzione scritta: redacción
3. ESPRESSIONE SCRITTA (scegliere un'opzione) 3 PUNTI
3.1 Parla dell'ultimo libro che hai letto o dell'ultimo film che hai visto (130-150 parole)
Ejercicio 3.2 · Produzione scritta: redacción
3. ESPRESSIONE SCRITTA (scegliere un'opzione) 3 PUNTI
3.2 Racconta un viaggio che hai fatto o che hai in programma di fare (130-150 parole)
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