Sujet 2 - 1ère partie · Bac Italien Métropole Candidat libre 2021 (sujet 2)
Thème : Synthèse — « L’art du contraste », axe 1 : Identité et identités · Tiré du sujet Métropole Candidat libre 2 (2021)
Énoncé
SUJET 2 - THÉMATIQUE: « L’art du contraste »
1 ère partie - SINTESI DI DOCUMENTI – (16 points sur 20)
Consegna: in base ai tuoi studi e alle tue conoscenze, fai la sintesi dei documenti proposti trattando i punti seguenti (500 parole circa).
Descrivi l'evoluzione della relazione tra uomini e donne a partire dai quattro documenti.
Analizza le forme di resistenza e di lotta contro l'oppressione che si trovano nei quattro documenti.
SUJET 2 - THÉMATIQUE: « L'art du contraste »
1ère partie - SINTESI DI DOCUMENTI – (16 points sur 20)
Consegna: in base ai tuoi studi e alle tue conoscenze, fai la sintesi dei documenti proposti trattando i punti seguenti (500 parole circa).
Descrivi l'evoluzione della relazione tra uomini e donne a partire dai quattro documenti.
Analizza le forme di resistenza e di lotta contro l'oppressione che si trovano nei quattro documenti.
Documento 1:
Commedia in tre atti. La locandiera Mirandolina, aiutata dal cameriere Fabrizio, si trova a doversi difendere dalle proposte amorose dei clienti dell'albergo da lei gestito nei pressi di Firenze.
«Uh, che mai ha detto! L'eccellentissimo signor Marchese Arsura mi sposerebbe? Eppure, se
mi volesse sposare, vi sarebbe una piccola difficoltà. Io non lo vorrei. Mi piace l'arrosto, e del
fumo non so che farne 1. Se avessi sposati tutti quelli che hanno detto volermi, oh, avrei pure
tanti mariti! Quanti arrivano a questa locanda, tutti di me s'innamorano, tutti mi fanno i
cascamorti 2; e tanti e tanti mi esibiscono di sposarmi a dirittura. E questo signor Cavaliere,
rustico come un orso, mi tratta sì bruscamente? Questi è il primo forestiere capitato alla mia
locanda, il quale non abbia avuto piacere di trattare con me. Non dico che tutti in un salto
s'abbiano a innamorare: ma disprezzarmi così? è una cosa che mi muove la bile 3 terribilmente.
Non avrà ancora trovato quella che sappia fare. Ma la troverà. La troverà. [...] Quei che mi corrono dietro,
presto presto mi annoiano. La nobiltà non fa per me. La ricchezza la stimo e non la stimo.
Tutto il mio piacere consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia
debolezza, e questa è la debolezza di quasi tutte le donne. A maritarmi non ci penso
nemmeno; non ho bisogno di nessuno; vivo onestamente, e godo la mia libertà. Tratto con
tutti, ma non m'innamoro mai di nessuno. Voglio burlarmi di tante caricature di amanti
spasimati 4; e voglio usar tutta l'arte per vincere, abbattere e conquassare 5 quei cuori barbari e
duri che son nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella
madre natura.»
Carlo Goldoni, La locandiera, Atto I Scena IX, 1753
1 Mi piace l'arrosto… farne: mi interessano le cose concrete (l'arrosto) e non le belle parole (il fumo)
2 Mi fanno i cascamorti: mi fanno la corte in modo insistente
3 Mi muove la bile: mi irrita
4 Spasimati = qui brûlent d'amour
5 Conquassare = conquérir

Corrigé
Corrigé proposé par AprenAI (non officiel)
Consegna: in base ai tuoi studi e alle tue conoscenze, fai la sintesi dei documenti proposti trattando i punti seguenti (500 parole circa): Descrivi l'evoluzione della relazione tra uomini e donne a partire dai quattro documenti. Analizza le forme di resistenza e di lotta contro l'oppressione che si trovano nei quattro documenti.
Réponse : Proposta di sintesi: Il corpus proposto offre un quadro articolato e contrastato dell'evoluzione della condizione femminile e del rapporto tra i sessi dal Settecento agli anni Settanta del Novecento in Italia. Attraverso generi diversi — dal teatro illuminista (Goldoni) alla saggistica storica (Parca), dalla lirica contemporanea (Merini) alla testimonianza visiva (fotografia del movimento femminista) — emerge una dinamica costante tra oppressione patriarcale e ricerca di autodeterminazione. ### L'evoluzione della relazione tra uomini e donne Nel Settecento di Goldoni (*La locandiera*, Doc. 1), il rapporto appare fondato sulla galanteria formale e su ruoli sociali rigidi, ma Mirandolina rovescia dall'interno questa subordinazione: rifiuta di farsi comprare dalla nobiltà o schiacciare dalla misoginia del Cavaliere, preferendo salvaguardare la propria libertà («A maritarmi non ci penso nemmeno; non ho bisogno di nessuno»). Questa autonomia economica e psicologica subisce però una drastica regressione durante il ventennio fascista, come analizza Gabriella Parca (Doc. 2). Il regime codifica la completa sudditanza della donna all'uomo e allo Stato: ridotta a mera «generatrice di figli e di oggetto sessuale», espulsa dai ruoli direttivi e intellettuali e penalizzata economicamente (salari dimezzati), la donna è subordinata al mito della virilità fascista. La poesia di Alda Merini (*A tutte le donne*, Doc. 3) interiorizza questa tensione storica: la donna è «matrice del paradiso» ma storicamente colpevolizzata («un granello di colpa anche agli occhi di Dio») e ferita dalla violenza maschile («spaccarono la tua bellezza»), pur mantenendo una forza vitale inesauribile. Infine, la fotografia del 1976 (Doc. 4) testimonia la rottura definitiva: le donne scendono in piazza come soggetto collettivo autonomo, rifiutando la reclusione domestica imposta dall'ordine patriarcale. ### Le forme di resistenza e di lotta contro l'oppressione Di fronte alla subordinazione, le strategie femminili si evolvono dalla scaltrezza individuale alla mobilitazione politica di massa. Mirandolina usa l'intelligenza pragmatica, la recitazione e l'ironia per svelare l'inconsistenza del potere maschile e affermare il proprio primato («usar tutta l'arte per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari»). Si tratta di una resistenza personale, fondata sull'autosufficienza lavorativa. Se il totalitarismo fascista tentò di spegnere ogni dissenso relegando le donne tra le mura domestiche, la lirica di Merini trasforma il dolore e l'umiliazione in un canto di rinascita spirituale e cosmica: la donna «diventa grande come la terra» e contrappone all'odio la forza feconda dell'amore e della dignità poetica. Il punto d'arrivo di questo percorso è la lotta aperta e collettiva documentata nello striscione milanese degli anni '70: «Non ci rinchiuderete più nelle cucine / vogliamo vivere amore decidere». La resistenza abbandona la sfera privata e la sublimazione poetica per farsi rivendicazione politica pubblica: le donne non chiedono più il permesso, ma esigono il diritto di decidere della propria vita, del proprio corpo e dei propri affetti. ### Conclusione I quattro documenti disegnano dunque un percorso fatto di contrasti: alla libertà ingegnosa ma isolata di Mirandolina si oppone la regressione imposta dal fascismo, cui rispondono la resistenza interiore della poesia e infine la lotta collettiva del femminismo. Il rapporto tra uomini e donne passa così dalla seduzione e dalla dominazione alla rivendicazione di un'uguaglianza reale, conquista ancora oggi da difendere.
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