Aufgabe HT 2 - Compito 2 · Abitur NRW Italienisch GK · Haupttermin · fortgeführt 2022

Thema: Analyse literarischer Texte (Figuren, Erzählweise, Sprache) · Aus der Prüfung GK · Haupttermin · fortgeführt (2022)

Aufgabenstellung

Il narratore sta lavorando a un libro su un caso di cronaca nera accaduto a Roma nel 2016. Ha preso contatto con un giornalista e, seduto in un bar, attende che questi gli comunichi alcune informazioni importanti sulla vicenda.

[...]

Mi trovavo in un bar sulla Flaminia. Aspettavo di sapere dove avrei incontrato il giornalista

che aveva promesso di farmi leggere la perizia criminologica della procura. Ascoltavo le

conversazioni dei clienti seduti ai tavoli vicini. A pochi metri un signore sulla sessantina, un

uomo piuttosto trascurato, capelli lunghi e barba incolta, intrecciava le dita delle mani con

5 quelle di una donna molto più giovane, più bella, e si sarebbe detto più ricca di lui. Poco

distante, come a voler offrire una compensazione istantanea, un ragazzo baciava con passione

una donna che poteva avere il doppio dei suoi anni. Arrivò il messaggio del giornalista. Mi

dava appuntamento a Termini. Pagai il conto. Erano i momenti, pensai guardando i tavoli del

bar, in cui la città riservava qualche bella sorpresa. A Roma le barriere sociali, anagrafiche,

10 le discrepanze estetiche potevano crollare in un istante.

Scesi per il Lungotevere. Arrivai a Prati. Superata la zona di piazza Mazzini, mi accorsi di

essere in anticipo. Decisi così di scendere per lo scalone che porta sulla pista ciclabile, dove

il rumore del traffico si attenua, il fiume scorre lento a pochi passi, la vegetazione cresce

scomposta lungo gli argini. Mentre camminavo, incastrata su un tratto di terra emersa, tra le

15 acque grigie del Tevere, vidi la carcassa di una bicicletta. L’ombra del Ponte Umberto I sulla

testa. Di nuovo il cielo. Dei ragazzi ascoltavano musica a pochi passi dalla fanghiglia, tra gli

alberi emersi dalle acque. Poco più avanti un’altra bicicletta. Era arenata su un isolotto. Mi

si accese qualcosa nella testa, non riuscii all’inizio a metterlo a fuoco ma sapevo che era in

procinto di ribaltare la sensazione che avevo provato al bar. Quando, cinque minuti dopo,

20 vidi qualcosa che poteva essere stata una bicicletta ma adesso era un ammasso di ferraglia,

probabilmente dato alle fiamme, o ripetutamente preso a calci, a martellate, la situazione

diventò di colpo chiara. Per tutta la settimana, andandomene in giro, avevo visto di continuo

biciclette abbandonate. Biciclette con il telaio piegato o spezzato in due, con le ruote distrutte,

con il sellino sfondato, con il manubrio strappato via, biciclette conficcate nel terreno, gettate

25 sotto i ponti, infilate con brutalità dentro i bidoni dell’immondizia. Biciclette, tra l’altro,

perfettamente identiche tra loro. Facevano talmente parte dell’arredo urbano che non me ne

ero reso conto. Erano i modelli del nuovo servizio di bike sharing. Da qualche anno, a Roma,

qualcuno tentava la carta del bike sharing. All’inizio ci aveva provato il Comune, fallendo. Era

stata la volta di certe compagnie straniere, multinazionali americane, cinesi. Annunciavano

30 in pompa magna il loro progetto, e poche settimane dopo centinaia di biciclette nuove di zecca

atterravano sulla città. Tempo un mese, di quelle biciclette non restava niente. I romani le

lanciavano giù dai ponti, le bruciavano, le vandalizzavano in tutti i modi immaginabili, le

distruggevano con una furia cieca, primordiale.

In due parole, rifiutavano l’elemosina. Portare quelle biciclette a Roma significava avere

35 l’arroganza di guarire un moribondo a colpi d’aspirina, era un’offesa, un’umiliazione, e peggio

ancora era pretendere di agganciare alle ultime novità tecnologiche una città che il concetto

di progresso se l’era scrollato via di dosso e galleggiava nella stasi, nel vuoto cronologico,

simile alla polvere sulle piramidi dopo la fine della civiltà egizia, con la paradossale differenza

che Roma, invece, continuava a scoppiare di vita.

40 Raggiunsi il mio contatto alla stazione Termini. Il giornalista lavorava per una grossa testata

nazionale. Era un uomo sui cinquanta. Ci conoscevamo da qualche anno. «Senti, cerchiamo

un posto?», disse. Ci sistemammo in un brutto bar di via Marsala, ordinammo da bere, lui tirò

fuori dallo zaino un documento di una settantina di pagine […].

Note:

riga

01 · Flaminia · Straße in Rom

02 · la perizia criminologica · kriminologisches Gutachten

02 · la procura · Staatsanwaltschaft

03 · sulla sessantina · um die sechzig

11 · Prati · römischer Stadtbezirk

14 · incastrato · eingeklemmt

15 · la carcassa · hier: Überreste eines Fahrradgestells

16 · la fanghiglia · Schlamm, Matsch

18 – 19 · essere in procinto di fare qcs. · im Begriff sein, etwas zu tun

20 · un ammasso di ferraglia · ein Haufen Schrott

23 · il telaio · Fahrradgestell

24 · il sellino · Sattel

26 · l’arredo urbano · Stadtbild

27 · rendersi conto di qcs. · sich einer Sache bewusst werden

30 · in pompa magna · hier: mit Nachdruck

30 · nuovo di zecca · brandneu

32 · vandalizzare · zerstören, randalieren

37 · galleggiare nella stasi · im Stillstand verharren

40 · la testata · hier: Zeitung

Klausurteil A: Leseverstehen und Schreiben integriert

2. Esaminate le considerazioni che il narratore sviluppa su Roma e sulla sua gente, tenendo conto anche dei mezzi linguistici che impiega. (analisi)

[14 Punkte]

Aufgabenstellung: Aufgabe HT 2 - Compito 2 · Abitur NRW Italienisch GK · Haupttermin · fortgeführt 2022

Lösung

Nach den offiziellen Korrekturhinweisen

2. Esaminate le considerazioni che il narratore sviluppa su Roma e sulla sua gente, tenendo conto anche dei mezzi linguistici che impiega. (analisi)

Lösung: Un'analisi strutturata che evidenzi: - La fase iniziale: ammirazione per la vitalità e l'apertura sociale di Roma, dove le differenze anagrafiche, sociali ed estetiche sembrano dissolversi con naturalezza (righe 8-10); - Il ribaltamento dello stato d'animo durante la passeggiata: la vista del degrado urbano, dell'incuria e della violenza cieca verso le biciclette; - L'interpretazione del narratore: il vandalismo come rifiuto dell'elemosina, rigetto di un'idea astratta di progresso imposta dall'alto da multinazionali senza considerare i problemi strutturali della città; - L'analisi linguistica mirata: * Verbi di percezione legati al processo riflessivo (*vidi*, *mi si accese qualcosa nella testa*, *diventò di colpo chiara*); * Lessico con forte connotazione negativa per descrivere la distruzione (*carcassa*, *brutalità*, *bruciavano*, *vandalizzavano*, *distruggevano*, *furia cieca, primordiale*); * Figure retoriche, similitudini e metafore sulla resistenza al progresso (*guarire un moribondo a colpi d'aspirina*, *polvere sulle piramidi dopo la fine della civiltà egizia*).

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