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Examen de Italiano Selectividad Cataluña 2021 · Juny Serie 2

Examen de Italiano de Selectividad de Cataluña (PAU/Selectivitat) 2021, Juny Serie 2: 3 problemas con solución. Temas: Comprensió d’un text oral. Gratis.

Temas del examen: Comprensió d’un text oral · Comprensió lectora · Expressió escrita

Ejercicio Parte 1: Comprensione orale · Comprensió d’un text oral

INTERVISTA A ALESSANDRO BARBERO

Nel documento che state per ascoltare ci sono alcune parole che forse non conoscete. Imparatele prima di ascoltare la registrazione:

amatorialmente: In modo non professionale.

storico: Professionista che studia la storia e scrive sulla storia.

Ottocento: Secolo xix.

condiviso: Che si ha in comune con altri.

elmo: Protezione per la testa.

Per ciascuna delle domande seguenti, scegliete la risposta giusta. Attenzione: soltanto UNA risposta è corretta.

[3 punti: 0,375 punti per ogni risposta esatta; −0,125 punti per ogni risposta sbagliata. Non rispondere non comporta, invece, alcuna diminuzione.]

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Ejercicio Parte 2: Comprensione del testo · Comprensió lectora

CULTURA DEL CONSUMO E CULTURA RESPONSABILE

A cosa è dovuto il successo di Netflix? Le piattaforme di streaming hanno eliminato definitivamente una serie di caratteristiche fondamentali del godimento artistico? Per prima, l'idea che una certa opera abbia luogo in un certo tempo e in un certo spazio. Un film al cinema si tiene in un posto e non in un altro, in certi orari definiti anche se elastici e ripetuti. Un film su una piattaforma c'è sempre. Insieme a questo, il godimento di Netflix si è fatto in pratica individuale. Se da Aristotele in poi abbiamo pensato che i drammi andassero visti collettivamente, e poi con la televisione abbiamo ridotto queste comunità a quelle domestiche, con le piattaforme di streaming il godimento è pensato apposta per essere individualizzato: la maggior parte dei consumatori guarda sul proprio PC o sulla smart TV, e la maggior parte lo fa dal proprio portatile o sul cellulare, con gli auricolari. Quelli di Netflix dicono che il loro unico competitore è il sonno, ed è vero. Quello che non dicono è che il loro miglior alleato è la noia delle nostre vite, che compensiamo, in una routine tossica, con momenti di eccitazione. Le piattaforme di streaming sono il nostro spaccio di eccitazione a basso costo.

Le storie di Instagram, di Facebook, di TikTok sono soltanto l'esempio meno sottile di quanto la nostra attenzione sia continuamente esposta a elementi che sono confezionati per essere microdrammatici. Questo sovraccarico narrativo e drammatico porta a una strana forma di addiction da una parte e di saturazione dall'altra. Perché, al tempo stesso, le nostre giornate sono spesso drammaticamente noiose, immerse in riti del consumo, piene di tempi morti, anche in tempi che non sono i tempi di un lockdown pieno o a metà. Quante ore ogni giorno dedichiamo a veder caricare una pagina, ad aspettare al telefono che qualcuno risponda? Ecco, oggi tutto questo tempo può essere riempito da una specie di flusso drammatico-narrativo costante; le notifiche segnano gli atti di questi microscopici drammi.

Qualche anno fa negli scaffali di Blockbuster cominciarono ad apparire indicazioni diverse dalle categorie che di solito usiamo per catalogare i generi cinematografici: invece di commedia o thriller, potevi trovare scritto «serata a due» o «adrenalina». Nell'offerta commerciale c'era già scritto l'effetto previsto in termini di ricezione. Oggi questo genere di catalogazione non ci sorprende più. E questo processo è chiaramente esponenziale se pensiamo a come le piattaforme ci consigliano di leggere un certo libro perché ne ho già letti altri. In quanto spettatori siamo abituati dai contesti di consumo culturale a non mettere mai in discussione il nostro ruolo, ma a vederlo confermato, consolato, rafforzato.

Cosa possono fare l'arte, il cinema, il teatro, la letteratura, l'educazione rispetto a questo? Toglierci la terra da sotto i piedi. Avere il coraggio di non proteggere lo spettatore, il lettore, lo studente. Ricordargli le sue responsabilità etiche. Metterlo di fronte alle questioni politiche che il suo ruolo comporta. Permettergli di problematizzare il rapporto cognitivo o anche semplicemente percettivo che lo sguardo coinvolge. Portarlo al centro della città.

Testo adattato da

Christian RAIMO. Treccani.it [on-line] (3 gennaio 2021)

godimento: Sentimento di soddisfazione, di pienezza; piacere.

noia: Fastidio, tedio, insoddisfazione.

spaccio: Commercio illecito, in particolare di droga.

lockdown: Confinament / confinamiento.

Parte 2: Comprensione del testo

Per ciascuna delle domande seguenti, scegliete la risposta giusta. Attenzione: soltanto UNA risposta è corretta.

[3 punti: 0,375 punti per ogni risposta esatta; -0,125 punti per ogni risposta sbagliata. Non rispondere, invece, non comporta alcuna diminuzione.]

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seek

Ejercicio Parte 3: Espressione scritta - Opzione 1 · Expressió escrita

CULTURA DEL CONSUMO E CULTURA RESPONSABILE

A cosa è dovuto il successo di Netflix? Le piattaforme di streaming hanno eliminato definitivamente una serie di caratteristiche fondamentali del godimento artistico? Per prima, l'idea che una certa opera abbia luogo in un certo tempo e in un certo spazio. Un film al cinema si tiene in un posto e non in un altro, in certi orari definiti anche se elastici e ripetuti. Un film su una piattaforma c'è sempre. Insieme a questo, il godimento di Netflix si è fatto in pratica individuale. Se da Aristotele in poi abbiamo pensato che i drammi andassero visti collettivamente, e poi con la televisione abbiamo ridotto queste comunità a quelle domestiche, con le piattaforme di streaming il godimento è pensato apposta per essere individualizzato: la maggior parte dei consumatori guarda sul proprio PC o sulla smart TV, e la maggior parte lo fa dal proprio portatile o sul cellulare, con gli auricolari. Quelli di Netflix dicono che il loro unico competitore è il sonno, ed è vero. Quello che non dicono è che il loro miglior alleato è la noia delle nostre vite, che compensiamo, in una routine tossica, con momenti di eccitazione. Le piattaforme di streaming sono il nostro spaccio di eccitazione a basso costo.

Le storie di Instagram, di Facebook, di TikTok sono soltanto l'esempio meno sottile di quanto la nostra attenzione sia continuamente esposta a elementi che sono confezionati per essere microdrammatici. Questo sovraccarico narrativo e drammatico porta a una strana forma di addiction da una parte e di saturazione dall'altra. Perché, al tempo stesso, le nostre giornate sono spesso drammaticamente noiose, immerse in riti del consumo, piene di tempi morti, anche in tempi che non sono i tempi di un lockdown pieno o a metà. Quante ore ogni giorno dedichiamo a veder caricare una pagina, ad aspettare al telefono che qualcuno risponda? Ecco, oggi tutto questo tempo può essere riempito da una specie di flusso drammatico-narrativo costante; le notifiche segnano gli atti di questi microscopici drammi.

Qualche anno fa negli scaffali di Blockbuster cominciarono ad apparire indicazioni diverse dalle categorie che di solito usiamo per catalogare i generi cinematografici: invece di commedia o thriller, potevi trovare scritto «serata a due» o «adrenalina». Nell'offerta commerciale c'era già scritto l'effetto previsto in termini di ricezione. Oggi questo genere di catalogazione non ci sorprende più. E questo processo è chiaramente esponenziale se pensiamo a come le piattaforme ci consigliano di leggere un certo libro perché ne ho già letti altri. In quanto spettatori siamo abituati dai contesti di consumo culturale a non mettere mai in discussione il nostro ruolo, ma a vederlo confermato, consolato, rafforzato.

Cosa possono fare l'arte, il cinema, il teatro, la letteratura, l'educazione rispetto a questo? Toglierci la terra da sotto i piedi. Avere il coraggio di non proteggere lo spettatore, il lettore, lo studente. Ricordargli le sue responsabilità etiche. Metterlo di fronte alle questioni politiche che il suo ruolo comporta. Permettergli di problematizzare il rapporto cognitivo o anche semplicemente percettivo che lo sguardo coinvolge. Portarlo al centro della città.

Testo adattato da

Christian RAIMO. Treccani.it [on-line] (3 gennaio 2021)

godimento: Sentimento di soddisfazione, di pienezza; piacere.

noia: Fastidio, tedio, insoddisfazione.

spaccio: Commercio illecito, in particolare di droga.

lockdown: Confinament / confinamiento.

Parte 3: Espressione scritta

Scrivete una redazione tra le 125 e le 150 parole su UNO dei temi qui proposti: [4 punti]

1. Se sulle piattaforme di streaming le opere ci sono sempre, ciò vuol dire che dai consumi artistici on-line è scomparsa almeno una dimensione dell’esperienza, e cioè che artisti e pubblico condividano tempo e spazio. Cosa ne pensate? Cosa ha in comune questo fatto con le restrizioni imposte dalla COVID-19?

Ejercicio Parte 3: Espressione scritta - Opzione 2 · Expressió escrita

CULTURA DEL CONSUMO E CULTURA RESPONSABILE

A cosa è dovuto il successo di Netflix? Le piattaforme di streaming hanno eliminato definitivamente una serie di caratteristiche fondamentali del godimento artistico? Per prima, l'idea che una certa opera abbia luogo in un certo tempo e in un certo spazio. Un film al cinema si tiene in un posto e non in un altro, in certi orari definiti anche se elastici e ripetuti. Un film su una piattaforma c'è sempre. Insieme a questo, il godimento di Netflix si è fatto in pratica individuale. Se da Aristotele in poi abbiamo pensato che i drammi andassero visti collettivamente, e poi con la televisione abbiamo ridotto queste comunità a quelle domestiche, con le piattaforme di streaming il godimento è pensato apposta per essere individualizzato: la maggior parte dei consumatori guarda sul proprio PC o sulla smart TV, e la maggior parte lo fa dal proprio portatile o sul cellulare, con gli auricolari. Quelli di Netflix dicono che il loro unico competitore è il sonno, ed è vero. Quello che non dicono è che il loro miglior alleato è la noia delle nostre vite, che compensiamo, in una routine tossica, con momenti di eccitazione. Le piattaforme di streaming sono il nostro spaccio di eccitazione a basso costo.

Le storie di Instagram, di Facebook, di TikTok sono soltanto l'esempio meno sottile di quanto la nostra attenzione sia continuamente esposta a elementi che sono confezionati per essere microdrammatici. Questo sovraccarico narrativo e drammatico porta a una strana forma di addiction da una parte e di saturazione dall'altra. Perché, al tempo stesso, le nostre giornate sono spesso drammaticamente noiose, immerse in riti del consumo, piene di tempi morti, anche in tempi che non sono i tempi di un lockdown pieno o a metà. Quante ore ogni giorno dedichiamo a veder caricare una pagina, ad aspettare al telefono che qualcuno risponda? Ecco, oggi tutto questo tempo può essere riempito da una specie di flusso drammatico-narrativo costante; le notifiche segnano gli atti di questi microscopici drammi.

Qualche anno fa negli scaffali di Blockbuster cominciarono ad apparire indicazioni diverse dalle categorie che di solito usiamo per catalogare i generi cinematografici: invece di commedia o thriller, potevi trovare scritto «serata a due» o «adrenalina». Nell'offerta commerciale c'era già scritto l'effetto previsto in termini di ricezione. Oggi questo genere di catalogazione non ci sorprende più. E questo processo è chiaramente esponenziale se pensiamo a come le piattaforme ci consigliano di leggere un certo libro perché ne ho già letti altri. In quanto spettatori siamo abituati dai contesti di consumo culturale a non mettere mai in discussione il nostro ruolo, ma a vederlo confermato, consolato, rafforzato.

Cosa possono fare l'arte, il cinema, il teatro, la letteratura, l'educazione rispetto a questo? Toglierci la terra da sotto i piedi. Avere il coraggio di non proteggere lo spettatore, il lettore, lo studente. Ricordargli le sue responsabilità etiche. Metterlo di fronte alle questioni politiche che il suo ruolo comporta. Permettergli di problematizzare il rapporto cognitivo o anche semplicemente percettivo che lo sguardo coinvolge. Portarlo al centro della città.

Testo adattato da

Christian RAIMO. Treccani.it [on-line] (3 gennaio 2021)

godimento: Sentimento di soddisfazione, di pienezza; piacere.

noia: Fastidio, tedio, insoddisfazione.

spaccio: Commercio illecito, in particolare di droga.

lockdown: Confinament / confinamiento.

Parte 3: Espressione scritta

Scrivete una redazione tra le 125 e le 150 parole su UNO dei temi qui proposti: [4 punti]

2. Secondo voi, quali sono i vantaggi e gli inconvenienti, e perfino i rischi, dei consumi individuali di prodotti artistici e di altro tipo facilitati dalle piattaforme digitali? Si tratta poi di consumi semplicemente facilitati o anche imposti?

Ejercicio Parte 3: Espressione scritta - Opzione 3 · Expressió escrita

CULTURA DEL CONSUMO E CULTURA RESPONSABILE

A cosa è dovuto il successo di Netflix? Le piattaforme di streaming hanno eliminato definitivamente una serie di caratteristiche fondamentali del godimento artistico? Per prima, l'idea che una certa opera abbia luogo in un certo tempo e in un certo spazio. Un film al cinema si tiene in un posto e non in un altro, in certi orari definiti anche se elastici e ripetuti. Un film su una piattaforma c'è sempre. Insieme a questo, il godimento di Netflix si è fatto in pratica individuale. Se da Aristotele in poi abbiamo pensato che i drammi andassero visti collettivamente, e poi con la televisione abbiamo ridotto queste comunità a quelle domestiche, con le piattaforme di streaming il godimento è pensato apposta per essere individualizzato: la maggior parte dei consumatori guarda sul proprio PC o sulla smart TV, e la maggior parte lo fa dal proprio portatile o sul cellulare, con gli auricolari. Quelli di Netflix dicono che il loro unico competitore è il sonno, ed è vero. Quello che non dicono è che il loro miglior alleato è la noia delle nostre vite, che compensiamo, in una routine tossica, con momenti di eccitazione. Le piattaforme di streaming sono il nostro spaccio di eccitazione a basso costo.

Le storie di Instagram, di Facebook, di TikTok sono soltanto l'esempio meno sottile di quanto la nostra attenzione sia continuamente esposta a elementi che sono confezionati per essere microdrammatici. Questo sovraccarico narrativo e drammatico porta a una strana forma di addiction da una parte e di saturazione dall'altra. Perché, al tempo stesso, le nostre giornate sono spesso drammaticamente noiose, immerse in riti del consumo, piene di tempi morti, anche in tempi che non sono i tempi di un lockdown pieno o a metà. Quante ore ogni giorno dedichiamo a veder caricare una pagina, ad aspettare al telefono che qualcuno risponda? Ecco, oggi tutto questo tempo può essere riempito da una specie di flusso drammatico-narrativo costante; le notifiche segnano gli atti di questi microscopici drammi.

Qualche anno fa negli scaffali di Blockbuster cominciarono ad apparire indicazioni diverse dalle categorie che di solito usiamo per catalogare i generi cinematografici: invece di commedia o thriller, potevi trovare scritto «serata a due» o «adrenalina». Nell'offerta commerciale c'era già scritto l'effetto previsto in termini di ricezione. Oggi questo genere di catalogazione non ci sorprende più. E questo processo è chiaramente esponenziale se pensiamo a come le piattaforme ci consigliano di leggere un certo libro perché ne ho già letti altri. In quanto spettatori siamo abituati dai contesti di consumo culturale a non mettere mai in discussione il nostro ruolo, ma a vederlo confermato, consolato, rafforzato.

Cosa possono fare l'arte, il cinema, il teatro, la letteratura, l'educazione rispetto a questo? Toglierci la terra da sotto i piedi. Avere il coraggio di non proteggere lo spettatore, il lettore, lo studente. Ricordargli le sue responsabilità etiche. Metterlo di fronte alle questioni politiche che il suo ruolo comporta. Permettergli di problematizzare il rapporto cognitivo o anche semplicemente percettivo che lo sguardo coinvolge. Portarlo al centro della città.

Testo adattato da

Christian RAIMO. Treccani.it [on-line] (3 gennaio 2021)

godimento: Sentimento di soddisfazione, di pienezza; piacere.

noia: Fastidio, tedio, insoddisfazione.

spaccio: Commercio illecito, in particolare di droga.

lockdown: Confinament / confinamiento.

Parte 3: Espressione scritta

Scrivete una redazione tra le 125 e le 150 parole su UNO dei temi qui proposti: [4 punti]

3. Nel testo, l’allusione alle notifiche, che «segnano gli atti» del «flusso drammatico-narrativo» al quale siamo continuamente esposti, tocca due questioni fondamentali: da un lato, la disattenzione e le continue distrazioni provocate dalla comunicazione digitale; dall’altro, il problema del tedio e dei consumi compulsivi. Che ne pensate?

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