Sujet 2 - 1ère partie : Synthèse · Bac Italien Métropole 2025
Thème : Synthèse — « Laboratorio italiano », axe 3 : Découvrir, construire, inventer · Tiré du sujet Métropole France (2025)
Énoncé
Document 1:
L'opera geniale di una donna
Voglio costruire la cappella nella chiesa dei Francesi, ho detto quella sera stessa a Elpidio, mentre passeggiavamo nel piano nobile della Villa. [...]
Non voglio denaro, né per il disegno, né per il tempo che dovrò dedicarle – fossero pure anni. Non ti costerà uno scudo. Potrai investire tutto nei marmi piú pregiati, negli stucchi, nei dipinti degli altri pittori. Voglio solo farla.
L’ho colto di sorpresa. Qualche tempo prima, Elpidio m’aveva commissionato una pala d’altare per la cappella di san Luigi, nella chiesa dei Francesi. [...]
Ma nelle intenzioni di Elpidio la pala era solo una captatio benevolentiae. Covava infatti la fantasticheria di rinnovare tutta la cappella, e riedificarla – a gloria della Francia, e sua. Interamente a sue spese. Per comprarla, corteggiava da tempo l’ambasciatore di Francia, il duca di Créqui, e i preti titolari di San Luigi. Se non poteva realizzare la scalinata della Trinità ai Monti avrebbe lasciato a Roma un’altra opera perenne, a memoria di sé.
All’architetto non aveva ancora pensato. Non poteva proporla a Bernini – di cui era finalmente riuscito a organizzare il viaggio in Francia da Luigi XIV – [...] Borromini, sempre piú intrattabile e ormai considerato pazzo indemoniato da tutti, s’affaticava alla cappella degli Spada, e comunque Elpidio se l’era giocato provando a fregarlo. Degli altri architetti non aveva abbastanza stima. Firmarla lui stesso non osava.
[...] Una donna non può costruire una chiesa. È fuori dall’uso, dalla convenienza. Attirerebbe troppa attenzione. Ce lo impedirebbero, con un pretesto o con l’altro. I sovrani non seguono le tradizioni, ma le inventano, ho ribattuto. [...] Vorrà dire che saremo i primi. Ci criticheranno. Rideranno di te, e di me. Ma chi guarda le nuvole non miete. Tutte le cose grandi sembrano impossibili a chi delle cose grandi non è capace. E dopo che l’eco delle risate si sarà spento, la cappella sarà ancora lì. [...]
I lavori sono durati troppo a lungo, tanto che quando finalmente, la domenica 25 agosto del 1680, la cappella è stata inaugurata, Elpidio non aveva piú un dente in bocca e io camminavo col bastone.
Ma l’abbiamo fatto – l’abate e io. Ancora oggi, a Roma nessun’altra architetttrice ha costruito una cappella in una chiesa.
Melania G. MAZZUCCO, L'architettrice, 2019.
Document 2:
La Cupola 1 è dunque un’evoluzione di un progetto nato con La Conica 1. Nel 1988 nasce un oggetto che al posto del coperchio appuntito, ne possiede uno arrotondato, ispirato dalla cupola di San Gaudenzio di Novara, progettata da Alessandro Antonelli. Composta dalle forme elementari tipiche della sua architettura, la creazione di Aldo Rossi per Alessi ripropone tutta la ricchezza della filosofia architettonica del grande maestro nella piccola scala del paesaggio domestico.
unprogetto.com/caffe-trentanni-de-la-cupola-di-aldo-rossi, 2020.
1 la Cupola e la Conica sono due caffettiere di tipo Moka.
Document 3:
La bellezza
Molte persone pensano che esista la bellezza in assoluto e sostengono accanitamente che una certa cosa è bella e un'altra è brutta. Si arrabbiano quando uno non capisce quello che loro intendono dire o mostrare e sono convinte che l'opera d'arte sia soprattutto bellezza spirituale. A parte il fatto che oggi l'arte pura non ha più alcun legame con questo tipo di bellezza assoluta e che oggi si può fare dell'arte con qualunque cosa e in qualunque modo, il problema della bellezza va esaminato in relazione al codice che lo ha generato. [...] La bellezza nasce quindi da vari tipi di codici estetici. Ogni codice ha un suo tipo di bellezza e possiamo anche dire che per ogni momento, per ogni problema, per ogni caso c'è un tipo di bellezza diversa. Ecco che in questo modo noi siamo divenuti conoscitori di molti tipi di bellezza e li possiamo capire tutti. Mentre col principio della bellezza unica assoluta universale noi non facciamo altro che limitare il nostro orizzonte.
Il designer, quando progetta qualcosa non si preoccupa di fare una cosa bella ma si preoccupa che la forma sia coerente alla funzione, compresa quella psicologica (oltre alla funzione pratica). [...] Si preoccupa casomai che ci sia una regola di coerenza formale [...] che il tutto risulti un insieme logico e armonico avendo le parti che lo formano un rapporto dimensionale, [...] dinamico, strutturale.
[...] L'individuo che conosce una sola regola di bellezza è come quell'italiano che conosce solo gli spaghetti e si impedisce di gustare le cucine degli altri popoli, poiché in qualunque paese vada, cerca sempre gli spaghetti. [...]
La conoscenza della bellezza in tutti i suoi aspetti, l'uso cosciente delle regole estetiche in molti casi della vita, è un fatto di cultura che eleva gli individui.
Bruno MUNARI, Artista e designer, 1978.
1ère partie. Synthèse en italien – (16 points)
Après avoir pris connaissance des documents qui composent ce dossier, vous rédigerez une synthèse en italien en prenant appui sur les consignes suivantes (500 mots environ):
Come e attraverso quali artisti si esprimono la creatività e la bellezza nei diversi documenti?
A partire dai documenti, spiegare come gli artisti permettono di vedere in modo diverso la realtà.

Corrigé
Corrigé proposé par AprenAI (non officiel)
Après avoir pris connaissance des documents qui composent ce dossier, vous rédigerez une synthèse en italien en prenant appui sur les consignes suivantes (500 mots environ) : Come e attraverso quali artisti si esprimono la creatività e la bellezza nei diversi documenti? A partire dai documenti, spiegare come gli artisti permettono di vedere in modo diverso la realtà.
Réponse : Proposta di sintesi (circa 500 parole): Il dossier proposto, inserito nell'asse «Scoprire, costruire, inventare», invita a riflettere sui concetti di creatività, bellezza e innovazione attraverso tre sguardi complementari sulla cultura italiana: il romanzo storico *L'architettrice* di Melania Mazzucco (2019), il progetto di design della caffettiera *La Cupola* di Aldo Rossi per Alessi (1988), e il saggio teorico *Artista e designer* di Bruno Munari (1978). In primo luogo, i documenti mostrano come la creatività e la bellezza si manifestino attraverso figure artistiche capaci di superare le convenzioni della propria epoca. Nel testo della Mazzucco, la protagonista Plautilla Bricci incarna l'audacia di una donna che osa affermarsi in un mestiere tradizionalmente riservato agli uomini: l'architettura barocca nella Roma del Seicento. La sua creatività nasce dalla volontà di lasciare un'opera perenne («Voglio solo farla»), sfidando il conformismo sociale («Una donna non può costruire una chiesa») e prendendo il posto di maestri come Bernini o Borromini. Nel secondo documento, Aldo Rossi reinterpreta la bellezza su scala domestica. Il suo genio risiede nel trasporre la maestosità della cupola di San Gaudenzio a Novara, progettata da Alessandro Antonelli, in un oggetto d'uso quotidiano come una caffettiera Moka. Lo schizzo stesso accosta la caffettiera all'edificio, come se fossero due architetture. Infine, Bruno Munari demistifica l'idea di una bellezza unica, immutabile o puramente spirituale. Egli definisce il designer come un creatore che non ricerca il bello assoluto, ma una rigorosa coerenza tra la forma e la funzione, pratica e psicologica. In secondo luogo, questi creatori permettono di guardare la realtà in modo profondamente rinnovato. L'artista non si limita a riprodurre il mondo circostante, bensì ne scardina i limiti percettivi e culturali. Per Plautilla Bricci, costruire una cappella significa ridefinire il ruolo stesso della donna nella società, dimostrando che «tutte le cose grandi sembrano impossibili a chi delle cose grandi non è capace». L'architettura diventa così uno strumento di emancipazione e di riscrittura della storia. Con Aldo Rossi, la realtà quotidiana si carica di poesia e monumentalità. La cucina diventa un paesaggio urbano in miniatura, dove il gesto di preparare il caffè dialoga con la grandezza dell'architettura. Infine, Munari allarga l'orizzonte del pubblico con la metafora dell'italiano che all'estero cerca soltanto gli spaghetti. Così critica chi si rinchiude in un unico canone estetico. L'artista e il designer educano lo sguardo a riconoscere molteplici tipi di bellezza legati a codici diversi. La percezione estetica diventa così un atto di arricchimento culturale e di elevazione individuale. In conclusione, i tre documenti evidenziano come la creatività italiana nasca dall'invenzione di nuove regole e dalla rottura dei pregiudizi. Ciò vale dall'architettura sacra barocca fino al design industriale contemporaneo. Plautilla Bricci sfida le convenzioni sociali, Aldo Rossi trasforma un oggetto banale in un piccolo monumento e Munari smonta il mito della bellezza assoluta. In tutti i casi l'artista ci insegna a guardare il mondo con occhi nuovi. La bellezza non è mai data una volta per tutte: si costruisce, si inventa e si scopre, e arricchisce chi sa accoglierne la pluralità.
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