Aufgabe HT 1 - Compito 1 · Abitur NRW Italienisch LK · Haupttermin · fortgeführt 2023

Thema: Textverständnis: Inhalte wiedergeben (Riassumete) · Aus der Prüfung LK · Haupttermin · fortgeführt (2023)

Aufgabenstellung

Klausurteil A

Cemento, avanti tutta

Quattrocento ettari di nuove costruzioni autorizzate in soli tre mesi. Neppure la pandemia frena il far west edilizio che divora due metri quadri al secondo

Antonio Cederna, uno dei padri nobili dell’ambientalismo in Italia, la chiamava «crosta».

Una «crosta repellente di cemento e asfalto», uno strato artificiale e impermeabile che soffoca

la terra, distrugge per sempre i prati, boschi, campagne, spiagge e coste. Dopo tanti annunci

e promesse di svolta verde, transizione ecologica e piani contro l’emergenza climatica, ci si

5 poteva illudere che anche in Italia, sia pure con decenni di ritardo rispetto ai più civili Paesi

europei […], si cominciasse finalmente a fermare la cementificazione del territorio. Invece

la crosta continua a gonfiarsi. Solo nel 2020, con l’economia ferma e gli italiani chiusi in casa

per la pandemia, l’Italia ha perso più di 51 chilometri quadrati di suolo naturale. È una cifra

impressionante soprattutto perché non è un’eccezione: l’Italia verde continua da decenni a

10 sparire al ritmo (minimo) di oltre 14 ettari al giorno, quasi due metri quadrati al secondo.

Quest’anno, nonostante la crisi sanitaria e produttiva, la speculazione edilizia è ripartita

ancora più forte: solo nei primi tre mesi del 2021 sono state autorizzate nuove costruzioni per

altri quattro milioni di metri quadrati. Migliaia di nuove case e fabbricati residenziali, centri

commerciali e capannoni logistici, a cui si aggiungono strade e parcheggi asfaltati, cantieri

15 e cave. Approvati da Regioni e Comuni soprattutto nelle zone più urbanizzate. Come l’intera

fascia pedemontana tra Piemonte, Lombardia e Veneto, ormai diventata un’unica caotica

megalopoli padana. Le coste della Romagna, Marche e Abruzzo, nei tratti rimasti liberi da

palazzoni vista mare costruiti negli anni del boom economico. Le poche aree ancora agricole

attorno alle grandi città, come Roma, Catania, Firenze, Torino, Milano. E chilometri di coste

20 fino a ieri intatte, soprattutto in Sardegna, Sicilia e Salento.

Cemento e asfalto continuano a consumare il fragile territorio italiano dal secondo

dopoguerra, senza soste: più di mezzo secolo di sacco edilizio. L’Istat pubblica i dati ufficiali

dei «permessi di costruire» rilasciati negli ultimi vent’anni. Dal 2000 al 2007 in Italia sono

stati autorizzati, ogni anno, più di 40 milioni di metri quadrati di nuovi fabbricati (con punte

25 di oltre 52). La velocità dell’assalto al territorio si è ridotta, di poco, con la recessione del

2008-2009, fino a scendere a 11 milioni nel 2014. Da allora è ripresa: solo nel 2019 i Comuni

hanno concesso licenze per altri 17 milioni di metri quadrati e nel 2020, nonostante il Covid-19,

per ulteriori 13 milioni. Nel primo trimestre del 2021 si è ripartiti alla grande, con tutti gli

indici in aumento: più 16 per cento per gli edifici residenziali, più 26 per i capannoni.

30 I dati dell’Istat sono allucinanti ma parziali: non conteggiano la massa degli abusi edilizi,

che nel nostro Paese è incalcolabile. E tutte le superfici esterne ai fabbricati, anche se ricoperte

da strade o parcheggi asfaltati. Quindi la crosta è molto più grande. A misurarne la costante

espansione sono i ricercatori dell’Istituto superiore per la protezione dell’ambiente (Ispra), che

mettono a confronto le fotografie aeree della stessa zona, a distanza di dodici mesi. Risultato:

35 solo nel 2020 […] sono stati consumati oltre 56 chilometri quadrati di suolo italico. E ne sono

tornati liberi solo 5, per lo più in cantieri abbandonati dopo la fine dei lavori. Quindi il rapporto

tra verde e cemento è rovinoso: per ogni chilometro quadrato restituito alla natura, bene o

male, la crosta se ne mangia altri dieci.

Le direttive dell’Unione europea prevedono di consumare sempre meno suolo, con riduzioni

40 graduali e continue, per scendere a zero entro il 2050. In Germania e nei Paesi scandinavi

importanti amministrazioni pubbliche hanno invertito da tempo la rotta, realizzando piani

per ri-naturalizzare, anziché cementificare. «In Italia è un disastro, c’è un consumo di suolo

continuo e insensato, che distrugge le ricchezze naturali, il paesaggio, la nostra identità

territoriale», commenta il professor Paolo Pileri, che insegna Pianificazione urbanistica al

45 Politecnico di Milano e fa parte del comitato scientifico che ha curato il rapporto dell’Ispra:

«Purtroppo siamo un Paese fondato sulla speculazione edilizia, che è una rendita parassitaria,

utile a pochissimi e dannosa per tutti gli altri cittadini».

Il problema è politico. E legale. Un buon terreno agricolo può valere 20-30 euro al metro

quadrato. Se diventa edificabile, con l’aiuto di politici e funzionari compiacenti, lo si vende

50 ad almeno 200-300, senza fare niente. Spendi uno, incassi dieci: solo con la droga si guadagna

di più. […]

Ma come si può salvare, oggi, ciò che resta del Belpaese? […] Dunque, sarebbe una perfetta

attuazione della Costituzione varare una legge urbanistica nazionale, per imporre regole chiare

in tutta Italia. Una legge-catenaccio, con limiti inderogabili, in nome dell’ambiente: nelle aree

55 a rischio di frane o alluvioni, nelle oasi ecologiche o sulle coste dei mari, laghi e fiumi, i privati

non possono costruire più niente. Si fanno solo opere di difesa idrogeologica, depuratori,

acquedotti e lavori pubblici essenziali. […]

Una legge-catenaccio è invocata anche dagli urbanisti dell’Ispra, che definiscono il suolo

[…] «una risorsa limitata, non rinnovabile visti i tempi lunghi di formazione, che va preservata

60 per le generazioni future». Perché assicura «molti servizi vitali per l’esistenza umana: fornitura

di cibo, legno e materie prime, regolazione del clima, pulizia dell’aria e dell’acqua, controllo

dell’erosione, mitigazione dei fenomeni idrogeologici estremi, riserva di biodiversità». Secondo

i dati europei, il degrado dei suoli sta provocando «danni economici per oltre 50 miliardi di

euro all’anno».

65 In Italia però, con rare eccezioni, Comuni e Regioni continuano a cementificare […].

Per avere un’Italia più verde, forse una soluzione c’è: basta colorare di verde il cemento.

Note:

riga

04 · la svolta verde · der ökologische Wandel

04 · la transizione ecologica · die ökologische Wende

07 · gonfiarsi · sich ausdehnen

11 · la speculazione edilizia · Bauspekulation

13 · il fabbricato residenziale · Wohngebäude

16 · la fascia pedemontana · Gegend am Fuß der Alpen

17 · padano · von der Poebene

22 · il sacco edilizio · Bauspekulation

22 · l'Istat · Istituto nazionale di statistica (italienisches Amt für Statistik)

41 · invertire la rotta · den Kurs ändern

45 · il Politecnico di Milano · Technische Universität in Mailand

49 · edificabile · bebaubar

53 · varare una legge · ein Gesetz verabschieden

54 · una legge-catenaccio · ein Gesetz, das Veränderungen verhindert

54 · inderogabile · unumgänglich, unerlässlich

56 · le opere di difesa idrogeologica · Baumaßnahmen zum Schutz vor Schäden, die mit Grundwasser im Zusammenhang stehen

1.

Riassumete le informazioni numeriche sul settore edilizio in Italia dal 2000 fino a oggi. ( comprensione) [12 Punkte]

Aufgabenstellung: Aufgabe HT 1 - Compito 1 · Abitur NRW Italienisch LK · Haupttermin · fortgeführt 2023

Lösung

Nach den offiziellen Korrekturhinweisen

1. Riassumete le informazioni numeriche sul settore edilizio in Italia dal 2000 fino a oggi. (comprensione) [12 Punkte]

Lösung: Un testo riassuntivo coerente ed esauriente che includa: - Introduzione con indicazioni bibliografiche (autore: Paolo Biondani, articolo: »Cemento, avanti tutta«, pubblicato su L'Espresso il 29.08.2021) e tema principale (il costante e allarmante consumo di suolo ed espansione edilizia in Italia). - Sintesi della problematica: cementificazione massiccia e incontrollata di ampie zone e paesaggi naturali in varie regioni italiane. - Evoluzione cronologica del fenomeno dal 2000: * 2000–2007: forte crescita con oltre 40 milioni di metri quadrati autorizzati all'anno (picchi di oltre 52 milioni); * 2008–2014: contrazione progressiva dovuta alla crisi economica (fino a 11 milioni nel 2014); * Dal 2014: inversione di tendenza con costante ripresa delle costruzioni (es. 17 milioni nel 2019). - Situazione attuale: nel 2020, nonostante la pandemia e il blocco economico, sono stati consumati oltre 51-56 km² di suolo naturale; forte espansione dell'asfaltatura e costruzione confermata nei primi mesi del 2021 (+16% residenziale, +26% capannoni).

Die ausführliche Erklärung Schritt für Schritt (mit KI) gibt es mit Premium. Premium

Löse sie direkt hier: automatische Korrektur, Hinweise und Lösung Schritt für Schritt.

‹ Aufgabe HT 2 - Compito 1 · GK · Haupttermin · neu einsetzend 2023 · Aufgabe HT 2 - Compito 1 · LK · Haupttermin · fortgeführt 2023 ›

Mehr Aufgaben zu Textverständnis: Inhalte wiedergeben (Riassumete)