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Examen de Italiano PAU Madrid 2026 · Ordinaria (2ª lengua) Coincidencias
Examen de Italiano de Selectividad de Madrid (PAU/EvAU) 2026, Ordinaria (2ª lengua) Coincidencias (junio): 5 problemas con solución. Gratis.
Temas del examen: Comprensione del testo · Competenza lessicale · Competenza grammaticale · Produzione scritta
Problema 1 · Comprensione del testo
La cucina italiana è patrimonio dell'UNESCO
L’Unesco ha riconosciuto ufficialmente la cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, con la motivazione che favorisce inclusione sociale, benessere, apprendimento intergenerazionale e senso di comunità. Il Comitato intergovernativo si è riunito a Nuova Delhi, alla presenza del ministro Antonio Tajani, già in India per rafforzare le relazioni bilaterali.
La premier Giorgia Meloni ha celebrato il riconoscimento in un videomessaggio, definendolo un primato mondiale che onora l’identità italiana. Ha sottolineato che la cucina non è solo un insieme di ricette, ma cultura, tradizione, lavoro e ricchezza, radicate in filiere agricole sostenibili e in una trasmissione secolare di saperi. Meloni ha ricordato il valore economico dell’agroalimentare italiano — 70 miliardi di export — e ha ringraziato ministri e cittadini, definendo il risultato una vittoria collettiva.
Molti chef hanno commentato la notizia. Massimo Bottura ha definito la cucina italiana un linguaggio fatto di gesti, profumi e memorie che uniscono il Paese, un patrimonio costruito nel tempo da agricoltori, artigiani e cuochi. Niko Romito ha parlato di responsabilità e necessità di ricerca, sostenibilità e autenticità, mentre Chicco Cerea ha evidenziato il ruolo del riconoscimento nel promuovere l’agroalimentare italiano nel mondo e la necessità di sostenerne la diffusione. Il pizzaiolo Franco Pepe ha celebrato il contributo delle filiere e dei piccoli produttori, ricordando come ogni piatto racconti un territorio. Heinz Beck ha sottolineato la ricchezza di tecniche e tradizioni regionali, mentre Pino Cuttaia ha visto nel riconoscimento un omaggio ai gesti secolari condivisi dal Mediterraneo. Gennaro Esposito ha parlato di un premio alle generazioni che hanno cucinato anche nei momenti più difficili della storia italiana.
Non sono mancate voci critiche. Lo storico del cibo Alberto Grandi ha sostenuto che l’Unesco avrebbe certificato un’immagine idealizzata e poco storica della cucina italiana, trasformata in brand più che in patrimonio reale. Arrigo Cipriani, dell’Harry’s Bar, ha contestato la generalizzazione del concetto di “cucina italiana”, troppo vario e regionale per essere unificato.
Il percorso della candidatura era iniziato nel 2023 grazie a tre comunità proponenti — Casa Artusi, Accademia della Cucina e la rivista La Cucina Italiana — e ha ottenuto il via libera tecnico nel 2025. L’Unesco riconosce la cucina italiana come sistema culturale complesso basato su biodiversità, stagionalità, convivialità e memoria condivisa, non solo su piatti iconici.
Il riconoscimento potrà avere effetti positivi su turismo e ristorazione: secondo stime di Cst-Confesercenti, l’Italia potrebbe registrare fino a 18 milioni di presenze straniere aggiuntive in due anni. La cucina italiana è già un forte attrattore turistico, con oltre 12 miliardi di spesa annua nei pubblici esercizi da parte dei visitatori stranieri.
Infine, la decisione dell’Unesco colloca la cucina italiana tra le grandi tradizioni gastronomiche già riconosciute, come la cucina messicana, il pasto francese, il washoku giapponese e la Dieta Mediterranea.
(Testo riadattato da Il Corriere della Sera)
Domanda 1
Riassumere in poche parole il contenuto del testo (100 parole circa).
Problema 2 · Comprensione del testo
La cucina italiana è patrimonio dell'UNESCO
L’Unesco ha riconosciuto ufficialmente la cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, con la motivazione che favorisce inclusione sociale, benessere, apprendimento intergenerazionale e senso di comunità. Il Comitato intergovernativo si è riunito a Nuova Delhi, alla presenza del ministro Antonio Tajani, già in India per rafforzare le relazioni bilaterali.
La premier Giorgia Meloni ha celebrato il riconoscimento in un videomessaggio, definendolo un primato mondiale che onora l’identità italiana. Ha sottolineato che la cucina non è solo un insieme di ricette, ma cultura, tradizione, lavoro e ricchezza, radicate in filiere agricole sostenibili e in una trasmissione secolare di saperi. Meloni ha ricordato il valore economico dell’agroalimentare italiano — 70 miliardi di export — e ha ringraziato ministri e cittadini, definendo il risultato una vittoria collettiva.
Molti chef hanno commentato la notizia. Massimo Bottura ha definito la cucina italiana un linguaggio fatto di gesti, profumi e memorie che uniscono il Paese, un patrimonio costruito nel tempo da agricoltori, artigiani e cuochi. Niko Romito ha parlato di responsabilità e necessità di ricerca, sostenibilità e autenticità, mentre Chicco Cerea ha evidenziato il ruolo del riconoscimento nel promuovere l’agroalimentare italiano nel mondo e la necessità di sostenerne la diffusione. Il pizzaiolo Franco Pepe ha celebrato il contributo delle filiere e dei piccoli produttori, ricordando come ogni piatto racconti un territorio. Heinz Beck ha sottolineato la ricchezza di tecniche e tradizioni regionali, mentre Pino Cuttaia ha visto nel riconoscimento un omaggio ai gesti secolari condivisi dal Mediterraneo. Gennaro Esposito ha parlato di un premio alle generazioni che hanno cucinato anche nei momenti più difficili della storia italiana.
Non sono mancate voci critiche. Lo storico del cibo Alberto Grandi ha sostenuto che l’Unesco avrebbe certificato un’immagine idealizzata e poco storica della cucina italiana, trasformata in brand più che in patrimonio reale. Arrigo Cipriani, dell’Harry’s Bar, ha contestato la generalizzazione del concetto di “cucina italiana”, troppo vario e regionale per essere unificato.
Il percorso della candidatura era iniziato nel 2023 grazie a tre comunità proponenti — Casa Artusi, Accademia della Cucina e la rivista La Cucina Italiana — e ha ottenuto il via libera tecnico nel 2025. L’Unesco riconosce la cucina italiana come sistema culturale complesso basato su biodiversità, stagionalità, convivialità e memoria condivisa, non solo su piatti iconici.
Il riconoscimento potrà avere effetti positivi su turismo e ristorazione: secondo stime di Cst-Confesercenti, l’Italia potrebbe registrare fino a 18 milioni di presenze straniere aggiuntive in due anni. La cucina italiana è già un forte attrattore turistico, con oltre 12 miliardi di spesa annua nei pubblici esercizi da parte dei visitatori stranieri.
Infine, la decisione dell’Unesco colloca la cucina italiana tra le grandi tradizioni gastronomiche già riconosciute, come la cucina messicana, il pasto francese, il washoku giapponese e la Dieta Mediterranea.
(Testo riadattato da Il Corriere della Sera)
Domanda 2
Dire se è vero o falso:
2.1
Secondo alcuni chef citati, il riconoscimento Unesco impone principalmente di preservare rigidamente le ricette tradizionali, scoraggiando l'innovazione culinaria e la ricerca contemporanea.
Vero
Falso
2.2
Secondo alcune stime, il riconoscimento Unesco potrebbe portare un numero molto elevato di presenze turistiche straniere aggiuntive nei primi due anni.
Vero
Falso
Ejercicio 3. a) · Competenza grammaticale
La cucina italiana è patrimonio dell'UNESCO
L’Unesco ha riconosciuto ufficialmente la cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, con la motivazione che favorisce inclusione sociale, benessere, apprendimento intergenerazionale e senso di comunità. Il Comitato intergovernativo si è riunito a Nuova Delhi, alla presenza del ministro Antonio Tajani, già in India per rafforzare le relazioni bilaterali.
La premier Giorgia Meloni ha celebrato il riconoscimento in un videomessaggio, definendolo un primato mondiale che onora l’identità italiana. Ha sottolineato che la cucina non è solo un insieme di ricette, ma cultura, tradizione, lavoro e ricchezza, radicate in filiere agricole sostenibili e in una trasmissione secolare di saperi. Meloni ha ricordato il valore economico dell’agroalimentare italiano — 70 miliardi di export — e ha ringraziato ministri e cittadini, definendo il risultato una vittoria collettiva.
Molti chef hanno commentato la notizia. Massimo Bottura ha definito la cucina italiana un linguaggio fatto di gesti, profumi e memorie che uniscono il Paese, un patrimonio costruito nel tempo da agricoltori, artigiani e cuochi. Niko Romito ha parlato di responsabilità e necessità di ricerca, sostenibilità e autenticità, mentre Chicco Cerea ha evidenziato il ruolo del riconoscimento nel promuovere l’agroalimentare italiano nel mondo e la necessità di sostenerne la diffusione. Il pizzaiolo Franco Pepe ha celebrato il contributo delle filiere e dei piccoli produttori, ricordando come ogni piatto racconti un territorio. Heinz Beck ha sottolineato la ricchezza di tecniche e tradizioni regionali, mentre Pino Cuttaia ha visto nel riconoscimento un omaggio ai gesti secolari condivisi dal Mediterraneo. Gennaro Esposito ha parlato di un premio alle generazioni che hanno cucinato anche nei momenti più difficili della storia italiana.
Non sono mancate voci critiche. Lo storico del cibo Alberto Grandi ha sostenuto che l’Unesco avrebbe certificato un’immagine idealizzata e poco storica della cucina italiana, trasformata in brand più che in patrimonio reale. Arrigo Cipriani, dell’Harry’s Bar, ha contestato la generalizzazione del concetto di “cucina italiana”, troppo vario e regionale per essere unificato.
Il percorso della candidatura era iniziato nel 2023 grazie a tre comunità proponenti — Casa Artusi, Accademia della Cucina e la rivista La Cucina Italiana — e ha ottenuto il via libera tecnico nel 2025. L’Unesco riconosce la cucina italiana come sistema culturale complesso basato su biodiversità, stagionalità, convivialità e memoria condivisa, non solo su piatti iconici.
Il riconoscimento potrà avere effetti positivi su turismo e ristorazione: secondo stime di Cst-Confesercenti, l’Italia potrebbe registrare fino a 18 milioni di presenze straniere aggiuntive in due anni. La cucina italiana è già un forte attrattore turistico, con oltre 12 miliardi di spesa annua nei pubblici esercizi da parte dei visitatori stranieri.
Infine, la decisione dell’Unesco colloca la cucina italiana tra le grandi tradizioni gastronomiche già riconosciute, come la cucina messicana, il pasto francese, il washoku giapponese e la Dieta Mediterranea.
(Testo riadattato da Il Corriere della Sera)
Domanda 3. a)
Rintraccia nel testo quattro verbi al passato prossimo e scrivi l'infinito di quei verbi.
Forma nel testo (passato prossimo) · Infinito
Ejercicio 3. b) · Competenza grammaticale
3. b) Scrivi il futuro dei seguenti verbi:
Ejercicio 4. a) · Competenza lessicale
4. a) Scrivi un sinonimo delle seguenti parole:
Ejercicio 4. b) · Competenza lessicale
4. b) Scrivi il contrario delle seguenti parole:
Ejercicio 5. a) · Produzione scritta
5. a) Come preferisci passare il tempo libero? Parlane in un testo di un'estensione tra le 100 e le 150 parole.
Ejercicio 5. b) · Produzione scritta
5. b)
Descrivi un viaggio che hai fatto e che ti è particolarmente piaciuto. Il testo deve avere un'estensione tra le 100 e le 150 parole.
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