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Examen de Italiano PAU Asturias 2023 · Extraordinaria (2ª lengua extranjera)

Examen de Italiano de Selectividad de Asturias (PAU/EBAU) 2023, Extraordinaria (2ª lengua extranjera) (julio): 4 problemas con solución. Gratis.

Temas del examen: Preguntas de comprensión con tus propias palabras (Rispondere alle domande) · Opción múltiple sobre el texto (Indicare l'opzione corretta) · Verdadero o falso con cita del texto (Vero o falso) · Redacción de 100-120 palabras: opinión y experiencia personal (Composizione)

Ejercicio Texto 1 - 1 · Opción múltiple sobre el texto (Indicare l'opzione corretta)

Texto 1

Nicolò Carosio, il primo cantore del “football”

Nicolò Carosio è stato un giornalista, telecronista sportivo e radiocronista italiano. Le sue cronache sportive alla radio somigliavano più all'interpretazione di un grande attore per un' importante prima teatrale, che al resoconto di una partita di calcio. All'ora fissata, dalla postazione allestita, con fili e microfoni sparpagliati per terra nello spazio ristretto dello sgabuzzino, Carosio attaccava (meglio dire che dava inizio allo spettacolo, perché tale era) rivolgendosi a un pubblico lontano, invisibile e vociante, che doveva immaginare la partita attraverso le sue parole.

L'attacco irrompeva improvviso: “Signore e signori, è Nicolò Carosio che vi parla da…”. Ci sembra di sentirla ancora la sua voce chiara e secca, da Londra e Vienna, che racconta le finali di coppa dei Campioni vinte dal Milan di Rocco e dall'Inter di Herrera. Perché il grande Nicolò, con una “c” sola, incominciava sempre così le sue telecronache, quando era la prima e unica voce del calcio.

Figlio di una pianista inglese e di un siciliano ispettore delle dogane, Carosio cresce in giro per l'Italia: a Genova, Domodossola, La Spezia, Torino, Milano, Venezia. Laureato in Legge, va in Inghilterra dove viene colpito dai commenti alla BBC di Herbert Chapman, importante manager della storia del calcio inglese, e quando torna in Italia sogna di raccontare in diretta il “football”, come si diceva allora.

Il giovane Nicolò, che nel frattempo si allena a fare radiocronache sui campetti attorno a Venezia, un giorno del 1932 scrive all'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche proponendo la sua candidatura. Convocato a Torino, improvvisa una radiocronaca di mezz'ora di un derby Juventus-Torino e alla fine gli si offre un contratto di collaborazione. Incomincia così, a 25 anni, la straordinaria carriera del primo radiocronista italiano, che nel 1933 debutta a Bologna per raccontare Italia-Germania. Quel giorno vince l'Italia e vince Carosio, che poi commenta i primi due mondiali vinti dagli azzurri nel '34 e '38.

Il regime fascista proibisce i termini stranieri e Carosio trasforma il “corner” in calcio d'angolo, il “cross” in traversone e soprattutto il “gol” in rete. Migliaia di volte continuerà a dire rete, sempre con lo stesso timbro di voce distaccato con cui sussurra quasi rete, quando il pallone esce di poco. Carosio diventa però in fretta un mito per tutti, un modello di professionalità, come si direbbe oggi, perché quando non ci sono ancora i numeri sulle maglie, prima delle partite va negli alberghi delle squadre e si fa presentare i giocatori cercando di memorizzarne i volti. Con la nascita della tv, Carosio diventa ancora più popolare: e sebbene sia morto a Milano nel 1984, il suo ricordo non morirà mai. Nemmeno dopo cent'anni.

(Testo tratto e adatto da: https://storiedicalcio.altervista.org)

1. Indicare qual è l'opzione corretta (2 puntos: 0,5 puntos por cada respuesta, las respuestas erróneas no restan puntos).

a)

Le cronache sportive di Nicolò Carosio...

b)

La voce di Carosio era...

c)

Nicolò Carosio...

d)

L'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche...

Ejercicio Texto 1 - 2 · Verdadero o falso con cita del texto (Vero o falso)

Texto 1

Nicolò Carosio, il primo cantore del “football”

Nicolò Carosio è stato un giornalista, telecronista sportivo e radiocronista italiano. Le sue cronache sportive alla radio somigliavano più all'interpretazione di un grande attore per un' importante prima teatrale, che al resoconto di una partita di calcio. All'ora fissata, dalla postazione allestita, con fili e microfoni sparpagliati per terra nello spazio ristretto dello sgabuzzino, Carosio attaccava (meglio dire che dava inizio allo spettacolo, perché tale era) rivolgendosi a un pubblico lontano, invisibile e vociante, che doveva immaginare la partita attraverso le sue parole.

L'attacco irrompeva improvviso: “Signore e signori, è Nicolò Carosio che vi parla da…”. Ci sembra di sentirla ancora la sua voce chiara e secca, da Londra e Vienna, che racconta le finali di coppa dei Campioni vinte dal Milan di Rocco e dall'Inter di Herrera. Perché il grande Nicolò, con una “c” sola, incominciava sempre così le sue telecronache, quando era la prima e unica voce del calcio.

Figlio di una pianista inglese e di un siciliano ispettore delle dogane, Carosio cresce in giro per l'Italia: a Genova, Domodossola, La Spezia, Torino, Milano, Venezia. Laureato in Legge, va in Inghilterra dove viene colpito dai commenti alla BBC di Herbert Chapman, importante manager della storia del calcio inglese, e quando torna in Italia sogna di raccontare in diretta il “football”, come si diceva allora.

Il giovane Nicolò, che nel frattempo si allena a fare radiocronache sui campetti attorno a Venezia, un giorno del 1932 scrive all'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche proponendo la sua candidatura. Convocato a Torino, improvvisa una radiocronaca di mezz'ora di un derby Juventus-Torino e alla fine gli si offre un contratto di collaborazione. Incomincia così, a 25 anni, la straordinaria carriera del primo radiocronista italiano, che nel 1933 debutta a Bologna per raccontare Italia-Germania. Quel giorno vince l'Italia e vince Carosio, che poi commenta i primi due mondiali vinti dagli azzurri nel '34 e '38.

Il regime fascista proibisce i termini stranieri e Carosio trasforma il “corner” in calcio d'angolo, il “cross” in traversone e soprattutto il “gol” in rete. Migliaia di volte continuerà a dire rete, sempre con lo stesso timbro di voce distaccato con cui sussurra quasi rete, quando il pallone esce di poco. Carosio diventa però in fretta un mito per tutti, un modello di professionalità, come si direbbe oggi, perché quando non ci sono ancora i numeri sulle maglie, prima delle partite va negli alberghi delle squadre e si fa presentare i giocatori cercando di memorizzarne i volti. Con la nascita della tv, Carosio diventa ancora più popolare: e sebbene sia morto a Milano nel 1984, il suo ricordo non morirà mai. Nemmeno dopo cent'anni.

(Testo tratto e adatto da: https://storiedicalcio.altervista.org)

2. Rispondere Vero o Falso alle frasi sul testo proposte a continuazione. Per giustificare la risposta è necessario copiare la frase – o frasi – che confermano la tua scelta (2 puntos: 0,5 puntos cada pregunta si la elección V/F y la justificación son correctas, si no 0 puntos).

a)

I destinatari delle cronache sportive di Carosio erano seduti proprio di fronte a lui.

V

F

b)

Nicolò Carosio è stata la prima voce del calcio italiano.

V

F

c)

Nicolò Carosio inizia a trasmettere cronache sportive senza alcun allenamento preliminare.

V

F

d)

La comparsa della tv ha accresciuto il successo giornalistico di Nicolò Carosio.

V

F

Ejercicio Texto 1 - 3 Opzione a) · Preguntas de comprensión con tus propias palabras (Rispondere alle domande)

Texto 1

Nicolò Carosio, il primo cantore del “football”

Nicolò Carosio è stato un giornalista, telecronista sportivo e radiocronista italiano. Le sue cronache sportive alla radio somigliavano più all'interpretazione di un grande attore per un' importante prima teatrale, che al resoconto di una partita di calcio. All'ora fissata, dalla postazione allestita, con fili e microfoni sparpagliati per terra nello spazio ristretto dello sgabuzzino, Carosio attaccava (meglio dire che dava inizio allo spettacolo, perché tale era) rivolgendosi a un pubblico lontano, invisibile e vociante, che doveva immaginare la partita attraverso le sue parole.

L'attacco irrompeva improvviso: “Signore e signori, è Nicolò Carosio che vi parla da…”. Ci sembra di sentirla ancora la sua voce chiara e secca, da Londra e Vienna, che racconta le finali di coppa dei Campioni vinte dal Milan di Rocco e dall'Inter di Herrera. Perché il grande Nicolò, con una “c” sola, incominciava sempre così le sue telecronache, quando era la prima e unica voce del calcio.

Figlio di una pianista inglese e di un siciliano ispettore delle dogane, Carosio cresce in giro per l'Italia: a Genova, Domodossola, La Spezia, Torino, Milano, Venezia. Laureato in Legge, va in Inghilterra dove viene colpito dai commenti alla BBC di Herbert Chapman, importante manager della storia del calcio inglese, e quando torna in Italia sogna di raccontare in diretta il “football”, come si diceva allora.

Il giovane Nicolò, che nel frattempo si allena a fare radiocronache sui campetti attorno a Venezia, un giorno del 1932 scrive all'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche proponendo la sua candidatura. Convocato a Torino, improvvisa una radiocronaca di mezz'ora di un derby Juventus-Torino e alla fine gli si offre un contratto di collaborazione. Incomincia così, a 25 anni, la straordinaria carriera del primo radiocronista italiano, che nel 1933 debutta a Bologna per raccontare Italia-Germania. Quel giorno vince l'Italia e vince Carosio, che poi commenta i primi due mondiali vinti dagli azzurri nel '34 e '38.

Il regime fascista proibisce i termini stranieri e Carosio trasforma il “corner” in calcio d'angolo, il “cross” in traversone e soprattutto il “gol” in rete. Migliaia di volte continuerà a dire rete, sempre con lo stesso timbro di voce distaccato con cui sussurra quasi rete, quando il pallone esce di poco. Carosio diventa però in fretta un mito per tutti, un modello di professionalità, come si direbbe oggi, perché quando non ci sono ancora i numeri sulle maglie, prima delle partite va negli alberghi delle squadre e si fa presentare i giocatori cercando di memorizzarne i volti. Con la nascita della tv, Carosio diventa ancora più popolare: e sebbene sia morto a Milano nel 1984, il suo ricordo non morirà mai. Nemmeno dopo cent'anni.

(Testo tratto e adatto da: https://storiedicalcio.altervista.org)

3. Opzione a) In quale modo si sono dovute adeguare le cronache sportive di Nicolò Carosio durante il periodo fascista?

(2 puntos: el alumnado debe reformular la información del texto de forma libre, sin copiar literalmente oraciones del mismo).

Ejercicio Texto 1 - 3 Opzione b) · Preguntas de comprensión con tus propias palabras (Rispondere alle domande)

Texto 1

Nicolò Carosio, il primo cantore del “football”

Nicolò Carosio è stato un giornalista, telecronista sportivo e radiocronista italiano. Le sue cronache sportive alla radio somigliavano più all'interpretazione di un grande attore per un' importante prima teatrale, che al resoconto di una partita di calcio. All'ora fissata, dalla postazione allestita, con fili e microfoni sparpagliati per terra nello spazio ristretto dello sgabuzzino, Carosio attaccava (meglio dire che dava inizio allo spettacolo, perché tale era) rivolgendosi a un pubblico lontano, invisibile e vociante, che doveva immaginare la partita attraverso le sue parole.

L'attacco irrompeva improvviso: “Signore e signori, è Nicolò Carosio che vi parla da…”. Ci sembra di sentirla ancora la sua voce chiara e secca, da Londra e Vienna, che racconta le finali di coppa dei Campioni vinte dal Milan di Rocco e dall'Inter di Herrera. Perché il grande Nicolò, con una “c” sola, incominciava sempre così le sue telecronache, quando era la prima e unica voce del calcio.

Figlio di una pianista inglese e di un siciliano ispettore delle dogane, Carosio cresce in giro per l'Italia: a Genova, Domodossola, La Spezia, Torino, Milano, Venezia. Laureato in Legge, va in Inghilterra dove viene colpito dai commenti alla BBC di Herbert Chapman, importante manager della storia del calcio inglese, e quando torna in Italia sogna di raccontare in diretta il “football”, come si diceva allora.

Il giovane Nicolò, che nel frattempo si allena a fare radiocronache sui campetti attorno a Venezia, un giorno del 1932 scrive all'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche proponendo la sua candidatura. Convocato a Torino, improvvisa una radiocronaca di mezz'ora di un derby Juventus-Torino e alla fine gli si offre un contratto di collaborazione. Incomincia così, a 25 anni, la straordinaria carriera del primo radiocronista italiano, che nel 1933 debutta a Bologna per raccontare Italia-Germania. Quel giorno vince l'Italia e vince Carosio, che poi commenta i primi due mondiali vinti dagli azzurri nel '34 e '38.

Il regime fascista proibisce i termini stranieri e Carosio trasforma il “corner” in calcio d'angolo, il “cross” in traversone e soprattutto il “gol” in rete. Migliaia di volte continuerà a dire rete, sempre con lo stesso timbro di voce distaccato con cui sussurra quasi rete, quando il pallone esce di poco. Carosio diventa però in fretta un mito per tutti, un modello di professionalità, come si direbbe oggi, perché quando non ci sono ancora i numeri sulle maglie, prima delle partite va negli alberghi delle squadre e si fa presentare i giocatori cercando di memorizzarne i volti. Con la nascita della tv, Carosio diventa ancora più popolare: e sebbene sia morto a Milano nel 1984, il suo ricordo non morirà mai. Nemmeno dopo cent'anni.

(Testo tratto e adatto da: https://storiedicalcio.altervista.org)

3. Opzione b) Che cosa faceva Nicolò Carosio prima di trasmettere le partite di calcio?

(2 puntos: el alumnado debe reformular la información del texto de forma libre, sin copiar literalmente oraciones del mismo).

Ejercicio Texto 1 - 4 Opzione a) · Redacción de 100-120 palabras: opinión y experiencia personal (Composizione)

4. Scrivere un breve testo di una lunghezza minima di 100 parole e una lunghezza massima di 120 parole sul seguente argomento (delle due proposte, sceglierne soltanto una) (4 puntos).

Opzione a)

Fare sport. Ti piace il calcio? Fai qualche sport? Giustifica le tue risposte.

Ejercicio Texto 1 - 4 Opzione b) · Redacción de 100-120 palabras: opinión y experiencia personal (Composizione)

4. Scrivere un breve testo di una lunghezza minima di 100 parole e una lunghezza massima di 120 parole sul seguente argomento (delle due proposte, sceglierne soltanto una) (4 puntos).

Opzione b)

Hobby e interessi personali. Quali sono i tuoi hobbies? Hai altri interessi al di fuori dello sport? Scrivi su questi argomenti in modo coeso e articolato.

Ejercicio Texto 2 - 1 · Opción múltiple sobre el texto (Indicare l'opzione corretta)

Texto 2

Il Carnevale di Venezia nella storia

Il Carnevale di Venezia è uno degli eventi più famosi al mondo, noto anche ai nostri tempi per i suoi costumi colorati e le maschere elaborate. La storia del Carnevale di Venezia, però, risale al Medioevo, quando era un’occasione per la gente comune di divertirsi e sfuggire alla rigidità della vita quotidiana.

Il senso del Carnevale era quello di mascherarsi e fuggire, per poco tempo, dalla propria identità di tutti i giorni fingendo di essere qualcos’altro. Il Carnevale aveva anche un profondo significato socio-economico in quanto le persone mascherate vedevano azzerate le distinzioni di classe, ai tempi molto marcate nella vita reale tra “signori e poveri”.

Il Carnevale aveva però anche un profondo risvolto legale in quanto nei giorni in cui le persone potevano girare mascherate (pratica normalmente vietata dalla legge della Serenissima Repubblica di Venezia negli altri periodi) vi era un picco di reati commessi, tra cui rapine e aggressioni. Nei momenti peggiori della storia della città ci sono stati periodi in cui le maschere sono state bandite per questo motivo durante il Carnevale.

Storicamente, il periodo dei festeggiamenti è sempre stato quello che precedeva il digiuno di Quaresima. Nel 1700, il Carnevale di Venezia era già considerato uno dei più famosi e importanti eventi mondani d’Europa, attirando molti nobili e membri dell’alta società da tutto il continente. Il Carnevale di Venezia, però, fu soppresso nel 1797 durante il dominio francese su Venezia. La celebrazione è poi ripresa, prima in silenzio, poi sempre di più incisivamente riprendendo vigore dagli anni ’70. Anche oggi si celebra ogni anno, attirando turisti da tutto il mondo.

A Venezia, con il passare del tempo, il Carnevale è diventato sempre più elaborato e sofisticato, trasformandosi in una celebrazione festiva ogni anno. Durante il Carnevale, in città si ospitano eventi che includono sfilate di costumi, balli, concerti e spettacoli di teatro. I visitatori possono assistere a questi eventi in diversi luoghi, tra cui piazze, teatri e palazzi storici.

Oltre alle attrazioni tradizionali del Carnevale di Venezia, ci sono anche molti eventi moderni che attirano un pubblico giovane e contemporaneo. Ad esempio, ci sono sfilate di moda che presentano costumi contemporanei ispirati al tema del Carnevale. Inoltre, ci sono anche eventi di musica elettronica e dj set che si svolgono in luoghi emblematici della città come Piazza San Marco.

Infine, le maschere rimangono uno degli aspetti più iconici del Carnevale di Venezia. I visitatori e i partecipanti indossano maschere che rappresentano una grande varietà di personaggi. Le maschere sono spesso accompagnate da costumi elaborati, che possono essere affittati o acquistati in una delle numerose botteghe della città.

(Testo tratto e adatto da: https://www.lavocedivenezia.it)

1. Indicare qual è l'opzione corretta (2 puntos: 0,5 puntos por cada respuesta, las respuestas erróneas no restan puntos).

a)

Qual era l'obiettivo del Carnevale di Venezia?

b)

Durante il Carnevale...

c)

Gli eventi del Carnevale di Venezia sono...

d)

I costumi del Carnevale di Venezia...

Ejercicio Texto 2 - 2 · Verdadero o falso con cita del texto (Vero o falso)

Texto 2

Il Carnevale di Venezia nella storia

Il Carnevale di Venezia è uno degli eventi più famosi al mondo, noto anche ai nostri tempi per i suoi costumi colorati e le maschere elaborate. La storia del Carnevale di Venezia, però, risale al Medioevo, quando era un’occasione per la gente comune di divertirsi e sfuggire alla rigidità della vita quotidiana.

Il senso del Carnevale era quello di mascherarsi e fuggire, per poco tempo, dalla propria identità di tutti i giorni fingendo di essere qualcos’altro. Il Carnevale aveva anche un profondo significato socio-economico in quanto le persone mascherate vedevano azzerate le distinzioni di classe, ai tempi molto marcate nella vita reale tra “signori e poveri”.

Il Carnevale aveva però anche un profondo risvolto legale in quanto nei giorni in cui le persone potevano girare mascherate (pratica normalmente vietata dalla legge della Serenissima Repubblica di Venezia negli altri periodi) vi era un picco di reati commessi, tra cui rapine e aggressioni. Nei momenti peggiori della storia della città ci sono stati periodi in cui le maschere sono state bandite per questo motivo durante il Carnevale.

Storicamente, il periodo dei festeggiamenti è sempre stato quello che precedeva il digiuno di Quaresima. Nel 1700, il Carnevale di Venezia era già considerato uno dei più famosi e importanti eventi mondani d’Europa, attirando molti nobili e membri dell’alta società da tutto il continente. Il Carnevale di Venezia, però, fu soppresso nel 1797 durante il dominio francese su Venezia. La celebrazione è poi ripresa, prima in silenzio, poi sempre di più incisivamente riprendendo vigore dagli anni ’70. Anche oggi si celebra ogni anno, attirando turisti da tutto il mondo.

A Venezia, con il passare del tempo, il Carnevale è diventato sempre più elaborato e sofisticato, trasformandosi in una celebrazione festiva ogni anno. Durante il Carnevale, in città si ospitano eventi che includono sfilate di costumi, balli, concerti e spettacoli di teatro. I visitatori possono assistere a questi eventi in diversi luoghi, tra cui piazze, teatri e palazzi storici.

Oltre alle attrazioni tradizionali del Carnevale di Venezia, ci sono anche molti eventi moderni che attirano un pubblico giovane e contemporaneo. Ad esempio, ci sono sfilate di moda che presentano costumi contemporanei ispirati al tema del Carnevale. Inoltre, ci sono anche eventi di musica elettronica e dj set che si svolgono in luoghi emblematici della città come Piazza San Marco.

Infine, le maschere rimangono uno degli aspetti più iconici del Carnevale di Venezia. I visitatori e i partecipanti indossano maschere che rappresentano una grande varietà di personaggi. Le maschere sono spesso accompagnate da costumi elaborati, che possono essere affittati o acquistati in una delle numerose botteghe della città.

(Testo tratto e adatto da: https://www.lavocedivenezia.it)

2. Rispondere Vero o Falso alle frasi sul testo proposte a continuazione. Per giustificare la risposta è necessario copiare la frase – o frasi – che confermano la tua scelta (2 puntos: 0,5 puntos cada pregunta si la elección V/F y la justificación son correctas, si no 0 puntos).

a)

A Venezia era sempre permesso di indossare la maschera.

Vero

Falso

b)

Mascherarsi aveva l'effetto di attenuare le differenze sociali ed economiche tra le persone.

Vero

Falso

c)

Il Carnevale di Venezia si è celebrato ininterrottamente fin dal Medioevo.

Vero

Falso

d)

Gli eventi del Carnevale si svolgono solo in Piazza San Marco.

Vero

Falso

Ejercicio Texto 2 - 3 Opzione a) · Preguntas de comprensión con tus propias palabras (Rispondere alle domande)

Texto 2

Il Carnevale di Venezia nella storia

Il Carnevale di Venezia è uno degli eventi più famosi al mondo, noto anche ai nostri tempi per i suoi costumi colorati e le maschere elaborate. La storia del Carnevale di Venezia, però, risale al Medioevo, quando era un’occasione per la gente comune di divertirsi e sfuggire alla rigidità della vita quotidiana.

Il senso del Carnevale era quello di mascherarsi e fuggire, per poco tempo, dalla propria identità di tutti i giorni fingendo di essere qualcos’altro. Il Carnevale aveva anche un profondo significato socio-economico in quanto le persone mascherate vedevano azzerate le distinzioni di classe, ai tempi molto marcate nella vita reale tra “signori e poveri”.

Il Carnevale aveva però anche un profondo risvolto legale in quanto nei giorni in cui le persone potevano girare mascherate (pratica normalmente vietata dalla legge della Serenissima Repubblica di Venezia negli altri periodi) vi era un picco di reati commessi, tra cui rapine e aggressioni. Nei momenti peggiori della storia della città ci sono stati periodi in cui le maschere sono state bandite per questo motivo durante il Carnevale.

Storicamente, il periodo dei festeggiamenti è sempre stato quello che precedeva il digiuno di Quaresima. Nel 1700, il Carnevale di Venezia era già considerato uno dei più famosi e importanti eventi mondani d’Europa, attirando molti nobili e membri dell’alta società da tutto il continente. Il Carnevale di Venezia, però, fu soppresso nel 1797 durante il dominio francese su Venezia. La celebrazione è poi ripresa, prima in silenzio, poi sempre di più incisivamente riprendendo vigore dagli anni ’70. Anche oggi si celebra ogni anno, attirando turisti da tutto il mondo.

A Venezia, con il passare del tempo, il Carnevale è diventato sempre più elaborato e sofisticato, trasformandosi in una celebrazione festiva ogni anno. Durante il Carnevale, in città si ospitano eventi che includono sfilate di costumi, balli, concerti e spettacoli di teatro. I visitatori possono assistere a questi eventi in diversi luoghi, tra cui piazze, teatri e palazzi storici.

Oltre alle attrazioni tradizionali del Carnevale di Venezia, ci sono anche molti eventi moderni che attirano un pubblico giovane e contemporaneo. Ad esempio, ci sono sfilate di moda che presentano costumi contemporanei ispirati al tema del Carnevale. Inoltre, ci sono anche eventi di musica elettronica e dj set che si svolgono in luoghi emblematici della città come Piazza San Marco.

Infine, le maschere rimangono uno degli aspetti più iconici del Carnevale di Venezia. I visitatori e i partecipanti indossano maschere che rappresentano una grande varietà di personaggi. Le maschere sono spesso accompagnate da costumi elaborati, che possono essere affittati o acquistati in una delle numerose botteghe della città.

(Testo tratto e adatto da: https://www.lavocedivenezia.it)

3. Delle due domande proposte sceglierne soltanto una (2 puntos: el alumnado debe reformular la información del texto de forma libre, sin copiar literalmente oraciones del mismo).

Opzione a)

Qual era il vero senso del Carnevale di Venezia?

Ejercicio Texto 2 - 3 Opzione b) · Preguntas de comprensión con tus propias palabras (Rispondere alle domande)

Texto 2

Il Carnevale di Venezia nella storia

Il Carnevale di Venezia è uno degli eventi più famosi al mondo, noto anche ai nostri tempi per i suoi costumi colorati e le maschere elaborate. La storia del Carnevale di Venezia, però, risale al Medioevo, quando era un’occasione per la gente comune di divertirsi e sfuggire alla rigidità della vita quotidiana.

Il senso del Carnevale era quello di mascherarsi e fuggire, per poco tempo, dalla propria identità di tutti i giorni fingendo di essere qualcos’altro. Il Carnevale aveva anche un profondo significato socio-economico in quanto le persone mascherate vedevano azzerate le distinzioni di classe, ai tempi molto marcate nella vita reale tra “signori e poveri”.

Il Carnevale aveva però anche un profondo risvolto legale in quanto nei giorni in cui le persone potevano girare mascherate (pratica normalmente vietata dalla legge della Serenissima Repubblica di Venezia negli altri periodi) vi era un picco di reati commessi, tra cui rapine e aggressioni. Nei momenti peggiori della storia della città ci sono stati periodi in cui le maschere sono state bandite per questo motivo durante il Carnevale.

Storicamente, il periodo dei festeggiamenti è sempre stato quello che precedeva il digiuno di Quaresima. Nel 1700, il Carnevale di Venezia era già considerato uno dei più famosi e importanti eventi mondani d’Europa, attirando molti nobili e membri dell’alta società da tutto il continente. Il Carnevale di Venezia, però, fu soppresso nel 1797 durante il dominio francese su Venezia. La celebrazione è poi ripresa, prima in silenzio, poi sempre di più incisivamente riprendendo vigore dagli anni ’70. Anche oggi si celebra ogni anno, attirando turisti da tutto il mondo.

A Venezia, con il passare del tempo, il Carnevale è diventato sempre più elaborato e sofisticato, trasformandosi in una celebrazione festiva ogni anno. Durante il Carnevale, in città si ospitano eventi che includono sfilate di costumi, balli, concerti e spettacoli di teatro. I visitatori possono assistere a questi eventi in diversi luoghi, tra cui piazze, teatri e palazzi storici.

Oltre alle attrazioni tradizionali del Carnevale di Venezia, ci sono anche molti eventi moderni che attirano un pubblico giovane e contemporaneo. Ad esempio, ci sono sfilate di moda che presentano costumi contemporanei ispirati al tema del Carnevale. Inoltre, ci sono anche eventi di musica elettronica e dj set che si svolgono in luoghi emblematici della città come Piazza San Marco.

Infine, le maschere rimangono uno degli aspetti più iconici del Carnevale di Venezia. I visitatori e i partecipanti indossano maschere che rappresentano una grande varietà di personaggi. Le maschere sono spesso accompagnate da costumi elaborati, che possono essere affittati o acquistati in una delle numerose botteghe della città.

(Testo tratto e adatto da: https://www.lavocedivenezia.it)

3. Delle due domande proposte sceglierne soltanto una (2 puntos: el alumnado debe reformular la información del texto de forma libre, sin copiar literalmente oraciones del mismo).

Opzione b)

Come si è trasformato il Carnevale di Venezia con il passare degli anni?

Ejercicio Texto 2 - 4 Opzione a) · Redacción de 100-120 palabras: opinión y experiencia personal (Composizione)

4. Scrivere un breve testo di una lunghezza minima di 100 parole e una lunghezza massima di 120 parole sul seguente argomento (delle due proposte, sceglierne soltanto una) (4 puntos).

Opción a)

Feste e tradizioni popolari. Ti piace festeggiare il Carnevale? Secondo te, il Carnevale di Venezia è molto diverso dal Carnevale spagnolo? Giustifica la tua risposta.

Ejercicio Texto 2 - 4 Opzione b) · Redacción de 100-120 palabras: opinión y experiencia personal (Composizione)

4. Scrivere un breve testo di una lunghezza minima di 100 parole e una lunghezza massima di 120 parole sul seguente argomento (delle due proposte, sceglierne soltanto una) (4 puntos).

Opción b)

Le festività commerciali. Che opinione hai sul Black Friday o sul Cyber Monday? Pensi che queste giornate siano socialmente utili o credi che esse servano a poco? Giustifica la tua risposta.

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