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Examen de Italiano PAU Madrid 2022 · Extraordinaria

Examen de Italiano de Selectividad de Madrid (PAU/EvAU) 2022, Extraordinaria (julio): 6 problemas con solución. Temas: Comprensione del testo. Gratis.

Temas del examen: Comprensione del testo · Competenza lessicale · Competenza grammaticale · Produzione scritta

Ejercicio A.1 · Comprensione del testo

TEXTO A

La città di Cremona era nota per l’antica e fiorente attività dei maestri liutai, protagonisti dell’artigianato locale e in grado di realizzare strumenti musicali ad arco grazie a una tecnica che non aveva pari a livello mondiale. Un primato riconosciuto dall’UNESCO nel 2012, anno che ha segnato l’inserimento della “cultura dei saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese” nel Patrimonio immateriale dell’Umanità. Sono state circa duecentoventi le ore di lavoro necessarie per costruire un violino. Un’arte meticolosa e caratterizzata da una procedura precisa, interamente manuale e tramandata di padre in figlio: ogni strumento richiedeva l’assemblaggio di più di settanta pezzi di legno differenti, selezionati con pazienza e lasciati stagionare in modo naturale. Dietro questa maestria si celava lo straordinario successo dei maestri cremonesi, tanto che ancora oggi possedere uno strumento ad arco, che è realizzato a mano dagli artigiani locali, rappresentava una garanzia di qualità ed eccellenza. Gli esordi della professione liutaia in questa zona della Lombardia vengono fatti risalire al XVI Secolo, quando sono fiorite numerose botteghe gestite dalle famiglie locali e specializzate sia nella produzione sia nel restauro di violini, viole, contrabbassi e violoncelli.

( Il Giornale.it)

A.1. Riassumere in poche parole il contenuto del testo

(Si valuterà la capacità di sintetizzare i contenuti fondamentali con parole proprie. Massimo 3 punti).

Ejercicio A.2 · Comprensione del testo

TEXTO A

La città di Cremona era nota per l’antica e fiorente attività dei maestri liutai, protagonisti dell’artigianato locale e in grado di realizzare strumenti musicali ad arco grazie a una tecnica che non aveva pari a livello mondiale. Un primato riconosciuto dall’UNESCO nel 2012, anno che ha segnato l’inserimento della “cultura dei saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese” nel Patrimonio immateriale dell’Umanità. Sono state circa duecentoventi le ore di lavoro necessarie per costruire un violino. Un’arte meticolosa e caratterizzata da una procedura precisa, interamente manuale e tramandata di padre in figlio: ogni strumento richiedeva l’assemblaggio di più di settanta pezzi di legno differenti, selezionati con pazienza e lasciati stagionare in modo naturale. Dietro questa maestria si celava lo straordinario successo dei maestri cremonesi, tanto che ancora oggi possedere uno strumento ad arco, che è realizzato a mano dagli artigiani locali, rappresentava una garanzia di qualità ed eccellenza. Gli esordi della professione liutaia in questa zona della Lombardia vengono fatti risalire al XVI Secolo, quando sono fiorite numerose botteghe gestite dalle famiglie locali e specializzate sia nella produzione sia nel restauro di violini, viole, contrabbassi e violoncelli.

( Il Giornale.it)

A.2. Dire se è vero o falso:

Ejercicio A.3 · Competenza lessicale

TEXTO A

La città di Cremona era nota per l’antica e fiorente attività dei maestri liutai, protagonisti dell’artigianato locale e in grado di realizzare strumenti musicali ad arco grazie a una tecnica che non aveva pari a livello mondiale. Un primato riconosciuto dall’UNESCO nel 2012, anno che ha segnato l’inserimento della “cultura dei saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese” nel Patrimonio immateriale dell’Umanità. Sono state circa duecentoventi le ore di lavoro necessarie per costruire un violino. Un’arte meticolosa e caratterizzata da una procedura precisa, interamente manuale e tramandata di padre in figlio: ogni strumento richiedeva l’assemblaggio di più di settanta pezzi di legno differenti, selezionati con pazienza e lasciati stagionare in modo naturale. Dietro questa maestria si celava lo straordinario successo dei maestri cremonesi, tanto che ancora oggi possedere uno strumento ad arco, che è realizzato a mano dagli artigiani locali, rappresentava una garanzia di qualità ed eccellenza. Gli esordi della professione liutaia in questa zona della Lombardia vengono fatti risalire al XVI Secolo, quando sono fiorite numerose botteghe gestite dalle famiglie locali e specializzate sia nella produzione sia nel restauro di violini, viole, contrabbassi e violoncelli.

( Il Giornale.it)

A.3. Scrivere una frase con ciascuna delle seguenti parole, tenendo conto del loro significato nel testo: pazienza, artigiano, fiori, strumento, costruire.

1.

2.

3.

4.

5.

Ejercicio A.4 · Competenza lessicale

TEXTO A

La città di Cremona era nota per l’antica e fiorente attività dei maestri liutai, protagonisti dell’artigianato locale e in grado di realizzare strumenti musicali ad arco grazie a una tecnica che non aveva pari a livello mondiale. Un primato riconosciuto dall’UNESCO nel 2012, anno che ha segnato l’inserimento della “cultura dei saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese” nel Patrimonio immateriale dell’Umanità. Sono state circa duecentoventi le ore di lavoro necessarie per costruire un violino. Un’arte meticolosa e caratterizzata da una procedura precisa, interamente manuale e tramandata di padre in figlio: ogni strumento richiedeva l’assemblaggio di più di settanta pezzi di legno differenti, selezionati con pazienza e lasciati stagionare in modo naturale. Dietro questa maestria si celava lo straordinario successo dei maestri cremonesi, tanto che ancora oggi possedere uno strumento ad arco, che è realizzato a mano dagli artigiani locali, rappresentava una garanzia di qualità ed eccellenza. Gli esordi della professione liutaia in questa zona della Lombardia vengono fatti risalire al XVI Secolo, quando sono fiorite numerose botteghe gestite dalle famiglie locali e specializzate sia nella produzione sia nel restauro di violini, viole, contrabbassi e violoncelli.

( Il Giornale.it)

A.4. Dire un sinonimo di: eccellenza, tradizionale, necessario

1.

2.

3.

Ejercicio A.5 · Competenza grammaticale

TEXTO A

La città di Cremona era nota per l’antica e fiorente attività dei maestri liutai, protagonisti dell’artigianato locale e in grado di realizzare strumenti musicali ad arco grazie a una tecnica che non aveva pari a livello mondiale. Un primato riconosciuto dall’UNESCO nel 2012, anno che ha segnato l’inserimento della “cultura dei saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese” nel Patrimonio immateriale dell’Umanità. Sono state circa duecentoventi le ore di lavoro necessarie per costruire un violino. Un’arte meticolosa e caratterizzata da una procedura precisa, interamente manuale e tramandata di padre in figlio: ogni strumento richiedeva l’assemblaggio di più di settanta pezzi di legno differenti, selezionati con pazienza e lasciati stagionare in modo naturale. Dietro questa maestria si celava lo straordinario successo dei maestri cremonesi, tanto che ancora oggi possedere uno strumento ad arco, che è realizzato a mano dagli artigiani locali, rappresentava una garanzia di qualità ed eccellenza. Gli esordi della professione liutaia in questa zona della Lombardia vengono fatti risalire al XVI Secolo, quando sono fiorite numerose botteghe gestite dalle famiglie locali e specializzate sia nella produzione sia nel restauro di violini, viole, contrabbassi e violoncelli.

( Il Giornale.it)

A.5. Rintraccia nel testo i verbi all'imperfetto e al passato prossimo.

Ejercicio A.6 · Produzione scritta

A.6. Scrivi dieci righe su: “Negozi piccoli vs grandi aziende: dove ti piace di più comprare? Dove trovi più cose a un prezzo corretto?”

La redazione deve avere un'estensione approssimativa di circa 10 righe. Saranno valutate la coerenza espositiva, la correttezza morfosintattica, l'ortografia e la ricchezza lessicale.

Ejercicio B.1 · Comprensione del testo

TEXTO B

Negli ultimi dieci anni, in Italia è stata allestita più di cento volte. È andata in scena in 40 teatri di città grandi e piccole, spesso all'aperto, nelle piazze, negli anfiteatri, perfino in una cava nel territorio del minuscolo Comune di Montecrestese in Val d'Ossola. In tutto, fanno circa 460 rappresentazioni (dati di Operabase.com), 184 delle quali all'Arena di Verona, fuor di ogni dubbio il centro planetario della fortuna di Aida. Nell'anfiteatro romano l'opera egizia di Verdi è stata proposta per la prima volta nell'agosto del 1913, da almeno una trentina di anni è titolo stabile dei festival estivi ed è andata in scena finora 728 volte, radunando oltre 7 milioni di spettatori.

La terz'ultima opera del bussetano, insomma, gode di una popolarità consolidata, che non ha bisogno di ricorrenze per rimanere nel grande repertorio. Nel 2021 cadeva il centocinquantenario della prima assoluta, avvenuta al Cairo il 24 dicembre 1871, e la programmazione – nonostante le problematiche pandemiche – non ha fatto segnare soverchi rallentamenti. Lo stesso accade quest'anno, in cui ricorre il 150° anniversario della prima rappresentazione italiana ed europea, quella che Verdi considerava "la vera prima" (e che seguì con la scrupolosità e l'intransigenza abituali, mentre al Cairo non aveva messo piede), acclamata alla Scala l'8 febbraio 1872. In Italia sono previste rappresentazioni a Napoli, Firenze e Bari, oltre all'immancabile Verona. Nel mondo, al festival di Salisburgo, a Berlino e Los Angeles, Stoccolma e Praga e in una quindicina di altri Paesi, dall'Uzbekistan a Malta.

(Doppiozero)

B.1 Riassumere in poche parole il contenuto del testo.

Ejercicio B.2 · Comprensione del testo

TEXTO B

Negli ultimi dieci anni, in Italia è stata allestita più di cento volte. È andata in scena in 40 teatri di città grandi e piccole, spesso all'aperto, nelle piazze, negli anfiteatri, perfino in una cava nel territorio del minuscolo Comune di Montecrestese in Val d'Ossola. In tutto, fanno circa 460 rappresentazioni (dati di Operabase.com), 184 delle quali all'Arena di Verona, fuor di ogni dubbio il centro planetario della fortuna di Aida. Nell'anfiteatro romano l'opera egizia di Verdi è stata proposta per la prima volta nell'agosto del 1913, da almeno una trentina di anni è titolo stabile dei festival estivi ed è andata in scena finora 728 volte, radunando oltre 7 milioni di spettatori.

La terz'ultima opera del bussetano, insomma, gode di una popolarità consolidata, che non ha bisogno di ricorrenze per rimanere nel grande repertorio. Nel 2021 cadeva il centocinquantenario della prima assoluta, avvenuta al Cairo il 24 dicembre 1871, e la programmazione – nonostante le problematiche pandemiche – non ha fatto segnare soverchi rallentamenti. Lo stesso accade quest'anno, in cui ricorre il 150° anniversario della prima rappresentazione italiana ed europea, quella che Verdi considerava "la vera prima" (e che seguì con la scrupolosità e l'intransigenza abituali, mentre al Cairo non aveva messo piede), acclamata alla Scala l'8 febbraio 1872. In Italia sono previste rappresentazioni a Napoli, Firenze e Bari, oltre all'immancabile Verona. Nel mondo, al festival di Salisburgo, a Berlino e Los Angeles, Stoccolma e Praga e in una quindicina di altri Paesi, dall'Uzbekistan a Malta.

(Doppiozero)

B.2 Dire se è vero o falso:

Vero

Falso

Ejercicio B.3 · Competenza lessicale

TEXTO B

Negli ultimi dieci anni, in Italia è stata allestita più di cento volte. È andata in scena in 40 teatri di città grandi e piccole, spesso all'aperto, nelle piazze, negli anfiteatri, perfino in una cava nel territorio del minuscolo Comune di Montecrestese in Val d'Ossola. In tutto, fanno circa 460 rappresentazioni (dati di Operabase.com), 184 delle quali all'Arena di Verona, fuor di ogni dubbio il centro planetario della fortuna di Aida. Nell'anfiteatro romano l'opera egizia di Verdi è stata proposta per la prima volta nell'agosto del 1913, da almeno una trentina di anni è titolo stabile dei festival estivi ed è andata in scena finora 728 volte, radunando oltre 7 milioni di spettatori.

La terz'ultima opera del bussetano, insomma, gode di una popolarità consolidata, che non ha bisogno di ricorrenze per rimanere nel grande repertorio. Nel 2021 cadeva il centocinquantenario della prima assoluta, avvenuta al Cairo il 24 dicembre 1871, e la programmazione – nonostante le problematiche pandemiche – non ha fatto segnare soverchi rallentamenti. Lo stesso accade quest'anno, in cui ricorre il 150° anniversario della prima rappresentazione italiana ed europea, quella che Verdi considerava "la vera prima" (e che seguì con la scrupolosità e l'intransigenza abituali, mentre al Cairo non aveva messo piede), acclamata alla Scala l'8 febbraio 1872. In Italia sono previste rappresentazioni a Napoli, Firenze e Bari, oltre all'immancabile Verona. Nel mondo, al festival di Salisburgo, a Berlino e Los Angeles, Stoccolma e Praga e in una quindicina di altri Paesi, dall'Uzbekistan a Malta.

(Doppiozero)

B.3 Scrivere una frase con ognuna delle seguenti parole, tenendo conto del loro significato nel testo: scena, fortuna, egizia, trentina.

1.

2.

3.

4.

Ejercicio B.4 · Competenza lessicale

TEXTO B

Negli ultimi dieci anni, in Italia è stata allestita più di cento volte. È andata in scena in 40 teatri di città grandi e piccole, spesso all'aperto, nelle piazze, negli anfiteatri, perfino in una cava nel territorio del minuscolo Comune di Montecrestese in Val d'Ossola. In tutto, fanno circa 460 rappresentazioni (dati di Operabase.com), 184 delle quali all'Arena di Verona, fuor di ogni dubbio il centro planetario della fortuna di Aida. Nell'anfiteatro romano l'opera egizia di Verdi è stata proposta per la prima volta nell'agosto del 1913, da almeno una trentina di anni è titolo stabile dei festival estivi ed è andata in scena finora 728 volte, radunando oltre 7 milioni di spettatori.

La terz'ultima opera del bussetano, insomma, gode di una popolarità consolidata, che non ha bisogno di ricorrenze per rimanere nel grande repertorio. Nel 2021 cadeva il centocinquantenario della prima assoluta, avvenuta al Cairo il 24 dicembre 1871, e la programmazione – nonostante le problematiche pandemiche – non ha fatto segnare soverchi rallentamenti. Lo stesso accade quest'anno, in cui ricorre il 150° anniversario della prima rappresentazione italiana ed europea, quella che Verdi considerava "la vera prima" (e che seguì con la scrupolosità e l'intransigenza abituali, mentre al Cairo non aveva messo piede), acclamata alla Scala l'8 febbraio 1872. In Italia sono previste rappresentazioni a Napoli, Firenze e Bari, oltre all'immancabile Verona. Nel mondo, al festival di Salisburgo, a Berlino e Los Angeles, Stoccolma e Praga e in una quindicina di altri Paesi, dall'Uzbekistan a Malta.

(Doppiozero)

B.4 Dire l’opposto di: ultimi, minuscolo, grande, lo stesso.

a)

b)

c)

d)

Ejercicio B.5 · Competenza grammaticale

TEXTO B

Negli ultimi dieci anni, in Italia è stata allestita più di cento volte. È andata in scena in 40 teatri di città grandi e piccole, spesso all'aperto, nelle piazze, negli anfiteatri, perfino in una cava nel territorio del minuscolo Comune di Montecrestese in Val d'Ossola. In tutto, fanno circa 460 rappresentazioni (dati di Operabase.com), 184 delle quali all'Arena di Verona, fuor di ogni dubbio il centro planetario della fortuna di Aida. Nell'anfiteatro romano l'opera egizia di Verdi è stata proposta per la prima volta nell'agosto del 1913, da almeno una trentina di anni è titolo stabile dei festival estivi ed è andata in scena finora 728 volte, radunando oltre 7 milioni di spettatori.

La terz'ultima opera del bussetano, insomma, gode di una popolarità consolidata, che non ha bisogno di ricorrenze per rimanere nel grande repertorio. Nel 2021 cadeva il centocinquantenario della prima assoluta, avvenuta al Cairo il 24 dicembre 1871, e la programmazione – nonostante le problematiche pandemiche – non ha fatto segnare soverchi rallentamenti. Lo stesso accade quest'anno, in cui ricorre il 150° anniversario della prima rappresentazione italiana ed europea, quella che Verdi considerava "la vera prima" (e che seguì con la scrupolosità e l'intransigenza abituali, mentre al Cairo non aveva messo piede), acclamata alla Scala l'8 febbraio 1872. In Italia sono previste rappresentazioni a Napoli, Firenze e Bari, oltre all'immancabile Verona. Nel mondo, al festival di Salisburgo, a Berlino e Los Angeles, Stoccolma e Praga e in una quindicina di altri Paesi, dall'Uzbekistan a Malta.

(Doppiozero)

B.5 Volgere al tempo futuro i seguenti verbi mantenendo persona e numero: è andata, gode, rimanere, ha fatto.

1.

2.

3.

4.

Ejercicio B.6 · Produzione scritta

B.6 Scrivi dieci righe su una rappresentazione teatrale alla quale sei stato.

La redazione deve avere un'estensione indicativa di circa 10 righe. Si valuterà la coerenza espositiva, la correttezza morfosintattica, l'ortografia e la precisione lessicale.

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